La dernière fleur

proserpina_118751
– Dante Gabriel Rossetti , “Proserpina” –

Figlia di antichi dei –
non aver paura del silenzio,
le ombre inseguono la notte
e a dissiparsi vanno lente
nelle braccia del sole nero

L’inganno dell’amore
si fa fiamma ardente e incendia
l’ultimo fiore appena colto-
germoglia il frumento in estate
curvo sotto il peso dell’erba

 E Proserpina lieve*
va cercando ancora il suo sogno
ed antiche primavere –
a piangere la sorte avversa
innanzi alla pallida luna

⁀︶

Eufemia

* Omaggio ad Alda Merini.

Prosèrpina (lat. Proserpĭna) è la versione romana della dea greca Persefone o Kore (gr. κόρη, fanciulla). Il nome potrebbe derivare dalla parola latina proserpere (“emergere”) a significare la crescita del grano. Infatti, in origine, fu senza dubbio una dea agreste.Viene anche identificata con la dea Libera.
Proserpina era figlia di Cerere; rapita da Plutone re dell’Ade mentre coglieva i fiori sulle rive del lago Pergusa ad Enna e trascinata sulla sua biga trainata da quattro cavalli neri, ne divenne la sposa e fu regina degli Inferi. Dopo che la madre ebbe chiesto a Giove di farla liberare, poté ritornare in superficie, a patto che trascorresse sei mesi all’anno ancora con Plutone. Cerere faceva calare il freddo ed il gelo durante i mesi in cui la figlia era assente come segno di dolore, per poi far risvegliare la natura per il ritorno di Proserpina sulla terra.

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Pubblicato 20 luglio 2014 da Eufemia Griffo in Yama

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