Anna e Marco* – racconto breve (dedica)

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–  foto dal web –

Pomeriggio d’estate, uno dei tanti, nelle strade della città chiusa nella  morsa di un sole cocente. Riverberi di luce sui monumenti, ombre che si riflettono sull’asfalto rovente e pochi turisti con le loro macchine fotografiche intenti ad immortalare il volto di una città appartenuta al passato.
Mani nelle mani, passi veloci per sfuggire alla calura del giorno, Anna e Marco sono  rapiti dalla stessa bellezza del tempo perduto, gli occhi a cercare fotogrammi da consegnare al fiume dei ricordi.  Non c’è bisogno di parlare perché a volte le parole sono superflue ed il silenzio fa più rumore di qualsiasi voce.
Il tempo rovista tra le pieghe delle ore e fugge via veloce, portandosi dietro i ricordi, gli istanti perfetti che rimarranno nella memoria.
L’immenso giardino dove trovano riparo, è un paradiso per  chi cerca  una sosta dall’afa della città, una sorta di oasi di sogno dove coppie innamorate, genitori con i loro bambini  e vecchi che ricordano la giovinezza, fuggono dal sole di Luglio.
Una panchina vuota accoglie Anna e Marco, attraversati dall’ansia di vivere quella manciata di ore che forse sarà solo un sogno che non tornerà più. Nel loro abbraccio il passato viene cancellato e nemmeno il presente sembra reale. Quel che resta sono solo immagini di un uomo e di una donna, che cercandosi, ritrovano piccole tracce di se stessi, minuscoli pezzi di vita che fino ad allora non erano  stati ancora capaci di vivere. L’ inganno dei giorni passati ora sembra solo un  pallido riflesso della mente e  Anna e Marco, mentre il tramonto colora di rubino il cielo, camminano mano nella mano, come due fili luminosi, in silenzio verso la luce delle stelle.

* Il titolo è un omaggio alla canzone di Lucio Dalla “Anna e Marco”

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Pubblicato 15 luglio 2015 da Eufemia Griffo in racconti

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