Archivio per agosto 2015

haiku – foto di Paolo Sdruscia   2 comments

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schegge d’argento
cadute dalla luna
sulle barchette
~

Eufemia

Nella fotografia di Paolo Sdruscia, il mare di Nettuno e le barchette che

Pubblicato 31 agosto 2015 da Eufemia Griffo in haiku, Paolo Sdruscia

Il vecchio campanile – foto di Paolo Sdruscia   1 comment

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E se il tempo non esistesse? E se fosse solo un’ illusione della mente? Potrebbe essere come un granello di sabbia prigioniero di una clessidra?
E se il fiume dei giorni interrompesse finalmente la sua corsa, quell’ eterno divenire che tutto trascina via?
Ed invece, tutto scorre, le ore ed i giorni, i mesi e gli anni al rintocco di vecchi orologi che stanno là in bella mostra, sui campanili delle città.
Baluardi e sentinelle del passato e del presente.
Ne hanno viste di cose i vecchi campanili, come questo della fotografia, che si erge magnifico quasi a sfiorare il cielo. Solitario simbolo di tanti secoli che si rincorrono frenetici, ad osservare i volti della gente, i loro capricci, i giorni di gloria e quelli della sconfitta, le gioie e i dolori. Le madri che attendono i figli reduci dagli orrori della guerra, o fanciulle innamorate in attesa di riabbracciare il loro amore. Quanti anni sono passati ? Quanti destini si sono incrociati all’ ombra del vecchio campanile?
Gli antichi avevano trovato la chiave per essere felici: ignorare il tempo, tendergli un bel tranello vivendo ogni giorno secondo il famoso detto “carpe diem”. Gli uomini allora non si curavano di quel signore capriccioso incurante della felicità degli uomini, astuto giocatore impegnato a muovere le sue pedine sulla scacchiera.
Forse forse chissà mai che un giorno potremo ancora vivere così, senza le corse e gli affanni, senza guardare l’ orologio e senza curarci di invecchiare.
Allora anche il vecchio campanile potrà prendersi una pausa, finalmente, stanco di essere sempre così preciso e vorrà godere del suono del silenzio. Immerso nel buio della notte, sotto un cielo d’estate, trapuntato di stelle.

Pubblicato 28 agosto 2015 da Eufemia Griffo in Paolo Sdruscia, racconti

Nello scrigno dei ricordi – Foto di Paolo Sdruscia (a mia madre)   1 comment

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il tempo si confonde
con i giorni del passato
e le ore sono illusioni
sospese nel vuoto
di attese vuote

sul bordo logorato
di un confine sconosciuto
quel che resta
sono solo immagini
senza un nome, né dimora
ricoperte di polvere e adagiate
nello scrigno dei ricordi

⁀︶

Eufemia Griffo ©

Pubblicato 26 agosto 2015 da Eufemia Griffo in Paolo Sdruscia, Poesia, verso libero

katauta – Notte di San Lorenzo   3 comments

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dieci di agosto –
tra la luna e la sua ombra
oceani di stelle

*

Eufemia

Pubblicato 11 agosto 2015 da Eufemia Griffo in katauta

Di mare e di stelle   3 comments

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sopra onde cullate dal vento
nubi raggomitolate
a fissare il mare e la sua eco

fluttua un ricordo
sospeso nel vuoto profondo
come una bottiglia di vetro
portata dall’acqua

nel silenzio di castelli di parole
sfumature d’infinito
racchiuso, in un raggio di stella

⁀︶
Eufemia Griffo

Pubblicato 10 agosto 2015 da Eufemia Griffo in Poesia, verso libero

haiku – foto di Paolo Sdruscia   1 comment

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tesse la luna
le trame del destino
e poi s’ eclissa
~
Eufemia Griffo

(foto di Paolo Sdruscia)

Pubblicato 2 agosto 2015 da Eufemia Griffo in haiku, Paolo Sdruscia

Haiku   1 comment

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giorni d’estate-
il sole si nasconde
dietro la luna
~
Eufemia Griffo

Pubblicato 2 agosto 2015 da Eufemia Griffo in haiku

Il suono del silenzio – sull’immagine di Paolo Sdruscia   1 comment

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Cécile guardò  fuori dalla finestra che rifletteva la sua immagine sui vetri, deformata da piccole gocce di pioggia. Erano giorni che diluviava ed il maltempo si addiceva perfettamente al suo stato d’animo.
D’ un tratto però la pioggia cessò ed apparve tra le nubi scomposte dal forte vento, un arco luminoso che attraversava il cielo quasi squarciandone il colore. A fondersi con esso, in lontananza, il mare che la donna amava osservare da quella postazione privilegiata, finanche a perdersi in esso e ritrovare il suono perfetto del silenzio.
Come un’unica melodia capace di unire l’infinito col finito.
Cécile guardava attraverso le sottili sbarre della finestra quasi a voler raggiungere quella dimora perfetta dove i sogni non erano solo illusioni e dove il domani non era più una goccia di rugiada scivolata sul bordo di una foglia, ma piccole scintille di sole, sprigionate dal lento consumarsi di un giorno di pioggia.
~

Eufemia Griffo

Pubblicato 1 agosto 2015 da Eufemia Griffo in Paolo Sdruscia, racconti