Appunti di viaggio parte I – Racconto sulla foto d Paolo Sdruscia

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Come il pittore che cerca la giusta angolazione per catturare la luce che trasferisce sul dipinto, così io trovai quella scia luminosa che doveva guidare il mio scatto. Un momento perfetto per il luogo che mi trovai ad attraversare, imperfetto poiché non si può catturare l’ eterno e la storia, attraverso un semplice fotogramma.
Eppure è quello che tenta di fare ogni viaggiatore, ossia imprimere nei ricordi, gli scorci che hanno il potere di lasciare un’ impronta sull’anima.
Quella ero io, una viaggiatrice senza mete, rapita dal profumo dei fiori appesi alle finestre di vecchie case di un antico borgo medievale.
Quella ero io, che attraversava il passato impossessandosi della sua bellezza, in punta di piedi,con quella sorta di timore di chi viaggia a ritroso nel tempo attraverso il presente. Un divario che a tratti sembrava un paradosso, ma col rispetto che si ha per le cose antiche, costruite con mani nude da uomini che mai avrebbero immaginato quali tesori avrebbero consegnato al futuro.
Ora però il viaggio proseguiva verso altre mete, alla ricerca di qualcosa che attraversasse il senso dei giorni e si spingesse al di là di essi. Altre strade da percorrere, città da visitare, persone con cui scambiare ricordi e pensieri da appuntare su un taccuino, con le parole che danzano sulla carta e diventano emozioni e memorie da sfogliare un giorno, ricordando quel che è stato e quel che di esso è rimasto.
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Eufemia Griffo ©

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Pubblicato 21 settembre 2015 da Eufemia Griffo in Paolo Sdruscia, racconti

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