Archivio per 3 novembre 2016

Eufemia Griffo’s Summer   2 comments

Sono molto molto felice per un’ altra pubblicazione di cui mi è giunta notizia oggi pomeriggio. Un altro mio haiku in lingua inglese, è stato pubblicato sul sito ‘ Haiku commentary’ con un accurato e meraviglioso commento di Nicholas David Klacsanzky, che ringrazio moltissimo.
Incredibly honored to know my haiku will be published on the “Haiku commentary”.
Thank you for the wonderful and accurate comment written by Nicholas David Klacsanzky. I’ am very very happy ❤

Haiku Commentary

enclosed
in a soap bubble
summer

© Eufemia Griffo (Italy)

A respected haiku aesthetic is the beauty in transience. I believe this haiku wonderfully demonstrates this aesthetic.

Soap bubbles definitely do not last long, if not for a few seconds. This speaks of the attentiveness of the poet and sharpness with which she was in the moment while writing this haiku. Even though the soap bubble is short-lived, it presents summer in all its glory. Being spherical and clear, a soap bubble can mirror the surrounding world in a comprehensive way.

Philosophically, this can speak volumes. It could mean that even if we have lived one moment in complete understanding, our life has been fulfilled. Another perspective could be that even the most momentary of things can have a deep significance in the lives of others. And yet another take on this imagery is that it represents ourselves: our lives…

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Questa neve, il mio unico kigo: mio articolo di commento ad uno haiku di Vladislav Vassiliev   Leave a comment

“Questa neve il mio unico kigo”

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E’ mia abitudine leggere in rete molti haiku moderni di autori del mondo anglofono.
Ne sono affascinata ed attratta, anche perché considero essenziale mettere a confronto due diversi modi di scrivere, rispetto a quello degli autori italiani, per poter rilevare differenze e punti di contatto tra le diverse scuole di poesia.
La scorsa estate lessi uno haiku di Vladislav Vassiliev*, che riporterò durante la stesura dell’articolo e ne rimasi profondamente colpita.
Come ho modo di ripetere spesso, la poesia crea legami emozionali, tesse sensazioni che mettono in comunione chi scrivi con colui che legge. Ci sono versi che si imprimono profondamente nella memoria di chi ha la fortuna di imbattersi in liriche di alto livello che lasciano tracce e inducono a profonde riflessioni.

Lo haiku in oggetto di Vassiliev è il seguente:

nuclear winter
this snow
my only kigo

inverno nucleare –
questa neve
il mio unico kigo

Dopo un primo approccio alla lettura, come spesso mi capita, rimango in silenzio a riflettere sul testo; ho bisogno di un tempo “mio” per metabolizzare le sensazioni, sovente latenti e sospese, che non sono ancora ben definite in maniera razionale.
Una poesia può essere definita “bella, brutta, meravigliosa”, ma leggendo lo haiku dell’autore russo, non sono riuscita a trovare gli aggettivi appropriati, per descrivere la catena di sensazioni che ho provato. Può una poesia breve o lunga che sia, imprimersi in maniera tanto efficace nel cuore del lettore?
La mia è stata a posteriori, una lettura emozionale. Ci sono versi che vorresti leggere e rileggere mille volte. In questa direzione va lo haiku di Vladislav Vassiliev che potremmo definire un “modern haiku”, poiché distante dalla tradizione degli antichi maestri, per le figurazioni e la scelta di parole sconosciute ai maestri del periodo Edo, (nucleare), ma che tuttavia costituiscono base solida con connotazioni poetiche di altissimo livello.
Inverno nucleare, il primo KU dello haiku di Vassiliev, dà prova di quanto esposto sopra. Il termine “nucleare”, entra quindi prepotentemente a fare parte di un nuovo modo di scrivere haiku moderni. Lo haiku di Vassiliev si inserisce in quel che il mondo anglofono definisce” sci – faiku”, una sorta di haiku fantascientifici.
Molti temi che entrano oggi nella poetica haikai (vedi le parole telefoni, aeroplani,film, computer), sarebbero stati considerati fantascienza secoli fa. Oggi invece questi termini così moderni e tecnologici, entrano prepotentemente nella composizione di haiku e renku.
Sorge quindi spontanea una riflessione, che spesso mi sono posta , soprattutto durante la lettura dei senryū moderni:, è necessaria un’adesione alla realtà che ci circonda o i canoni estetici della poesia classica giapponese, vanno comunque salvaguardati?
Mentre in Italia, la poetica haikai risente ancora moltissimo degli influssi della poesia tradizionale giapponese, nel mondo anglofono, la celebrazione del reale, dell’hic et nunc, delle sue modifiche e cambiamenti, è diventato un tratto essenziale della lirica.
In questo contesto lo haiku di Vassiliev, diventa riflessione su una tragedia quale è l’inverno nucleare. Inverno che simbolicamente, potremmo tradurre con “guerra” (vedesi la prima stesura del mio commento), là dove le due parole si trovano non in opposizione, ma in una specie di legame simbiotico. Entrambe infatti, fanno pensare a qualcosa di freddo, oscuro, tetro.
E se da una parte la neve è purezza, dall’altra la guerra/inverno, è tenebra, una lunga ed oscura notte dove tutta la bellezza del mondo scompare. Così come lungo e oscuro sono gli inverni.
Il ku finale, a mio avviso è il vero capolavoro di questo “sci – faiku”: non esistono più parole quando si parla di guerra, non ci sono nemmeno più immagini che possano tradurre lo sdegno umano nei confronti di tanto dolore, ma solo quello che nello haiku chiamiamo “kigo” e che attinge la sua genesi nella natura. Ma non è più una natura che offre immagini di bellezza, che acquieta e reca pace. Anche la natura ci parla di sofferenza, di pathos e viene essa stessa contaminata dalla bruttura degli eventi bellici. Resta solo la poesia tra le mani del poeta nel descrivere le sconvolgenti sensazioni che si agitano nel suo animo con un ultimo “kigo”, il suo unico mezzo e strumento per palesare i suoi sentimenti; un kigo che si nutre della purezza e del candore della neve.
*
Eufemia Griffo
* Vladislav Vassiliev, nato a Mosca, da molti anni risiede a Londra con la sua famiglia e lavora nel settore degli investimenti. Da più di dieci anni scrive e studia haiku, senryu, renga ecc. Pubblicato in molte riviste internazionali, è uno degli editori della rivista russa di senryu e kyoka “Ershik”.

Pubblicato 3 novembre 2016 da Eufemia Griffo in haiku, Vladislav Vassiliev