Archivio per 4 novembre 2016

Summer, il mio haiku commentato da Nicholas Klacsanzky e tradotto da Marina Bellini   1 comment

bubble

 

tutta l’estate
racchiusa in una bolla
di sapone

enclosed
in a soap bubble
summer

© Eufemia Griffo (Italy)

Un’ estetica rispettabile dello haiku è la bellezza nella sua caducità. Questo haiku a mio parere dimostra perfettamente questa estetica.
Le bolle di sapone non durano a lungo, solo pochi secondi. Si nota l’attenzione e la prontezza del poeta nel momento in cui scriveva questo haiku. Nonostante la bolla di sapone abbia vita breve, essa rappresenta l’estate in tutta la sua gloria. Essendo sferica e trasparente, la bolla può’ rispecchiare il mondo circostante in tutta la sua pienezza.
Da un punto di vista filosofico, dice tanto. Potrebbe significare che seppure abbiamo vissuto un solo momento di piena consapevolezza, la nostra vita ha raggiunto il suo pieno significato. Un’altra prospettiva potrebbe essere che anche la più evanescente delle cose può’ avere un significato profondo nella vita degli altri. E ancora un’ altra interpretazione di questa immagine è che rappresenta noi stessi: le nostre vite sono brevi, tuttavia la gioia e la felicità’ dovrebbero essere viste in toto.
Aldila’ della filosofia, gli haiku sono quello che sono. Questo haiku potrebbe semplicemente parlare di una bolla che riflette la giornata estiva attorno ad essa. Niente di più, niente di meno.
Di solito, se pensiamo troppo allo haiku, non ne vediamo l’essenza. La verità’ profonda di ogni haiku è che il suo essere ci porta in uno stato di pura consapevolezza senza pensieri.
Pensando alla sonorità, mi piace come le lettere “o e u” vengono usate per creare un senso di rotondità, come la bolla. Il suono “s” lo rende piu’ musicale e forse potrebbe rappresentare il suono dell’acqua che scorre nella vasca da bagno.
Le bolle di sapone aggiungono qualcosa all’atmosfera dell’estate: giocose, confortanti, calde benché’ temporanee. Le due parti stanno bene insieme non solo come immagine, ma anche come atmosfera.

– Nicholas Klacsanzky (con la traduzione di Marina Bellini)

 

Pubblicato 4 novembre 2016 da Eufemia Griffo in haiku, Nicholas Klacsanzky