Archivio per gennaio 2017

Buonanotte Camilla, un mio racconto pubblicato nel libro “E dopo?” della casa editrice Le Mezzelane – Gennaio 2017   Leave a comment

camilla

Camilla Harris aveva quasi sei anni e portava i lunghi capelli rossicci raccolti in trecce che la mamma le faceva ogni mattina. Il suo viso delizioso ricordava l’angioletto che adornava il servizio buono di caffè di sua nonna Lavinia, romana di nascita. Camilla ogni tanto si rigirava una delle tazzine tra le mani e ridendo diceva “Questa sono io!”. Era la più coccolata in famiglia anche perché il sorriso della bambina apriva il cuore delle persone.
Camilla abitava nel Derbyshire insieme a sua madre Costanza e a suo padre Daniel. Costanza, aveva lasciato l’Italia anni addietro e insieme all’uomo che era diventato suo marito, inglese di nascita, aveva aperto un B&B nel Derbyshire, dove il fiore all’occhiello era il pane che impastava e preparava secondo la ricetta di sua madre Lavinia. Nella contea dove abitavano era risaputo che la donna sfornava un pane buonissimo e nel tempo, la famiglia Harris, era diventata famosa nella zona e il B&B attraeva molti avventori.
Venivano apposta per comprare il pane di Lady Costance, così come la chiamavano gli inglesi.
Lavinia, aveva quasi novant’anni, ma la vita era stata clemente con lei e godeva di ottima salute. La sua passione era sempre stata quella di preparare il pane e negli anni della guerra, lasciata Roma e trasferitasi ad Amatrice con i suoi genitori e fratelli, lo impastava e lo cuoceva nel forno di famiglia e lo regalava agli abitanti di Amatrice sfamando intere famiglie. Una notte, un bombardamento aveva distrutto la sua casa e con essa il forno, ma dopo i disastri del conflitto bellico, la donna aveva avuto il coraggio di iniziare tutto da capo e aveva aperto un forno tutto suo. Negli anni la sua panetteria, era diventata famosa fino a Roma, dove era nata. Ogni notte, quasi all’alba, era accanto al figlio minore a preparare il pane per gli abitanti di Amatrice.
Lavinia aveva gli stessi capelli rossi di sua nipote Camilla: la sua bellezza da giovane aveva incantato tanti uomini, ma solo uno aveva fatto breccia e se l’era sposato. Si chiamava Antonio ma era morto quando Lavinia aveva appena quarant’anni e da allora la donna aveva dedicato l’intera vita ai suoi sette figli e al forno che sfornava pane ogni notte.
Tutti i figli di Lavinia avevano ereditato la passione per la cucina: su tutti eccelleva Costanza, la mamma di Camilla, che fin da piccola aveva coltivato il sogno di andare lontano, di vedere tanti posti nuovi dove fare conoscere la cucina e soprattutto il pane di sua madre e tutto quello che negli anni le aveva insegnato. Le era costato molto lasciare l’Italia, ma a vent’anni aveva già fatto la scelta che le avrebbe segnato la vita e quando giunta in Inghilterra, nel Devon, aveva incontrato Daniel, Costanza aveva capito che quel viaggio era stato un segno del destino.
Camilla era nata da un matrimonio felice e le era stato insegnato fin da piccola, a parlare la lingua italiana insieme a quella inglese. La bambina aveva un carattere solare ereditato da sua nonna, l’intelligenza di sua madre e la precisione di suo padre: un mix che nel tempo, diceva Lavinia, le avrebbe regalato fortuna e forse fama. Erano sogni, tanti sogni, destinati un giorno a fiorire, andava ripetendosi Lavinia, pensando a sua nipote.
L’amava talmente tanto che contava i mesi, i giorni, le ore che la separavano dall’abbracciare la bambina; da quando era nata, una nuova luce si era accesa nella sua vita e si sentiva ancora forte e coraggiosa, malgrado quasi un secolo di vita alle spalle.

Era l’inizio di Agosto 2016 e come ogni anno, Camilla si accingeva ad arrivare ad Amatrice per trascorrere giorni felice e spensierati. Il paese era splendido e le case arroccate sui monti, erano così diverse da quelle del posto in cui abitava con i suoi genitori. Camilla si divertiva durante il viaggio in aereo, a disegnare i cottage inglesi e a regalare a sua nonna fogli e fogli pieni di colori e fantasia, dove su ciascuno spiccava la sua chioma rossa e il suo sorriso solare. In ogni disegno Camilla ritraeva se stessa e la sua famiglia, insieme alle valigie che li avrebbero accompagnati ogni anno ad Amatrice.
Quando si approssimavano ad arrivare in Italia, Camilla cambiava soggetto e
iniziava a disegnare i monti su cui sorgeva il paese di Amatrice che tanto amava.

“Evviva!”, aveva esclamato nonna Lavinia, mentre le vide scendere dalla macchina che avevano noleggiato. Se l’era strette al cuore e poi guardando Camilla che ora aveva un anno in più, si era avvolta del profumo buono dei bambini, che aveva sognato per quasi un anno.
Daniel, disse Camilla pensando a suo padre, le avrebbe raggiunte qualche giorno prima della fine di Agosto, per poi ricondurle in Inghilterra.
Amatrice in quei giorni di sole, appariva ancora più bella e delicata: quello splendido paesaggio da cartolina, sembrava uscito da un quadro.
Lavina aveva preparato tutto a puntino per l’arrivo di Camilla e Costanza e aveva decorato la casa con fiori profumati che aveva sistemato in tanti vasi colorati, posizionati ovunque per rendere ancora più gioiosa l’atmosfera.
La bambina non si staccava un attimo da sua nonna e la tormentava con mille domande che le faceva di continuo, mentre Lavinia sorridendo, cercava di esaudire ogni singola curiosità. Tuttavia il momento che amava maggiormente era quando sua nonna la metteva a letto e le raccontava le storie, le mille storie, spesso inventate da lei. La voce di Lavinia appariva sicura, magica, le recava pace e serenità e la conduceva per mano nei mondi delle fiabe e delle favole. Là Camilla diventata una principessa oppure un cavaliere in armatura, o una strega cattiva che tormentava i bambini.
Quella notte Lavinia si addormentò accanto alla bambina, tenendole strette le piccole mani.

Era passato quasi un mese dall’arrivo di Camilla e di Costanza: era stata un’estate luminosa e anche quella notte il cielo era pieno di stelle.
Erano quasi le tre del 24 Agosto e mancava poco all’alba. Camilla si alzò dal suo lettino per prendere una bambola e stringersela a sé. Non aveva paura di rimanere sola, la mamma le aveva insegnato ad essere una bimba coraggiosa.
Tuttavia dopo un po’ decise di raggiungere Costanza e aprendo la porta della sua stanza, sgusciò dentro senza fare rumore, si arrampicò sul letto e le diede un bacio lieve sul viso.
Guardandola a lungo, si sorprese a constatare quanto sua madre fosse bella.
“Un giorno diventerò come te, mamma”, le sussurrò in un orecchio, senza farsi sentire.
Poi arrivò fino alla camera della nonna che quella notte era ancora sveglia e rendendosi conto della presenza della bambina, disse: ”Camilla, piccola, che ci fai ancora alzata? Vieni qua, stai con me stanotte”. Camilla si era accorta che la nonna non aveva il solito volto sorridente e le chiese: “Nonna sei triste?”.
Lavinia rispose: “ Stanotte le stelle non sono luminose come le altre volte”.
Camilla guardò sua nonna interrogandosi sulla sua affermazione, ma senza dire nulla, approfittò del suo invito e si infilò nel lettone.
Lavinia se la strinse forte al cuore dicendole: “Camilla, ti voglio così tanto bene, buonanotte Camilla…”.
Da quel momento non si erano lasciate più, mai più.
~
Giorni dopo il terremoto che aveva colpito Amatrice e molti altri comuni limitrofi, aveva avuto un’eco straordinaria in ogni parte del mondo. Sembrava che tutto si fosse fermato per raccontare il dramma di tante persone che erano state sepolte dalla violenza della terra. Essa continuava a tremare ogni giorno e qualche volta, restituiva al cordoglio di coloro che erano ancora vivi, un ricordo, un giocattolo, un vestito, un pezzo del passato che ora non esisteva più.
Lavinia, Camilla e Costanza erano rimaste nella loro casa dei sogni: la nonna era stata ritrovata abbracciata alla bambina. Costanza era stata rinvenuta con le mani a coprirsi il volto. Tutte e tre senza vita.
Daniel era accorso dall’Inghilterra e aveva aiutato a scavare tra le rovine della casa, con la speranza di trovarle vive, ma era stato tutto inutile.
Seduto sulle macerie della casa di Lavinia, andava ripetendosi: “E dopo?”, mentre le ore trascorrevano lente senza regalare più nemmeno un barlume di speranza.
“E dopo?”, si chiedevano le persone scampate al terremoto, che la morte aveva risparmiato e che ora avevano il compito di iniziare a ricostruire interi paesi, intere generazioni di persone cancellate dalla furia della terra.
E dopo, quel che resta, sono i ricordi, i mille ricordi, come i fiori profumati che Lavinia amava così tanto e che coloravano la sua casa, ogni estate, quando Camilla tornava a giocare e a rincorrere quella felicità che ora era diventata solo un’ombra.
E dopo, ciò che rimane sono i ricordi delle persone che non ci sono più, come Camilla, Lavinia e Costanza, di cui questa storia inventata, ha raccontato il loro ultimo giorno, lo stesso di molte persone realmente esistite, che avevano nomi diversi dalle tre protagoniste di questa storia, ma che come loro, sono volate via tra le stelle in una notte di fine agosto.
Abbiamo il dovere di raccontare le loro storie, le loro vite, perché solo la memoria ne serberà per sempre il ricordo, perché ci sia sempre un “dopo”, per coloro che avranno avuto in sorte, di continuare a vivere.

Eufemia Griffo

Questo racconto fa parte del libro “E dopo? “. Un libro in formato e book, edito dalla casa editrice “Le Mezzelane”, a cui ho preso parte con questo racconto.  Un libro ricchissimo di racconti di scrittori da ogni parte dell’ Italia, i cui proventi saranno devoluti alla ricostruzione della biblioteca di Pievetorina (Mc).
Lo trovate anche su Amazon cliccando qua:
https://www.amazon.it/dp/B01N31DNLU/ref=sr_1_9…
Grazie alla direttrice di Le Mezzelane Rita Angelelli e a tutti gli Autori presenti nella raccolta.

 

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Pubblicato 30 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in Libri, racconti, Senza categoria

Un mio haiku sul blog di Charlotte Digregorio   Leave a comment

Honored again to be included in Charlotte Digregorio’s blog with my haiku, already published Oct. 19, 2016 in Haikuniverse. Thanks Charlotte Digregorio, it was a wonderful surprise.

Daily Haiku: Jan. 26, 2017

 

mother

looking at the moon
the young mother becomes
a child again

*

Eufemia Griffo

https://charlottedigregorio.wordpress.com/2017/01/26/daily-haiku-jan-26-2017/

Un mio haiku nella rubrica settimanale di Jim Kacian “Haiku in workplace” – The haiku foundation   Leave a comment

I’m  very honored you published again one of my haiku in ” Haiku in workplace”, Jim Cacian’s column.

 

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daily run
on the train window
I write your name

 

corsa giornaliera
sul finestrino del treno
scrivo il tuo nome

~
Eufemia Griffo

(immagine dal web)

Un mio haiku pubblicato su “My haiku pond”   Leave a comment

Extremely pleased to be a part with my haiku, in the facebook page
My Haiku Pond
This haiku it has been already published in Charlotte Digregorio’s blog.
Thank you so much Michael Smeer

bimbo-finestra-350-200

Today’s Find:

winter dawn
a child waiting
for the snow

.
alba invernale
un bambino aspetta la neve
alla finestra

*

Eufemia Griffo

Premi, pubblicazioni nazionali e internazionali, i miei libri, recensioni e prefazioni, mostre, interviste, blog e siti   Leave a comment

premia

Premi vinti

Piccolo Lupo, racconto: primo classificato concorso “La libreria di Mendrisio”.
“Eowyn”, poesia seconda classificata concorso di Poesia dedicata alla opere di Tolkien “Lairë Lórala”.

“Il Lamento di Maedhros”, poesia terza classificata al concorso dedicato alla opere di Tolkien “Lairë Lórala”.

Attestato di merito musa Calliope, premio per essermi distinta come Poeta e scrittrice;

Primo premio concorso “Haiku amore , il cuore in tre versi 2010” organizzato da Arte Futuro.

“L’alba degli dei”, poesia vincitrice del Premio Keramos Agropoli, seconda edizione.

“Stelle di sabbia”, poesia vincitrice del Premio Keramos Agropoli, quarta edizione.

Tsuki la scatola haiku, concorso di Poesia haiku, ex aequo con altri Autori selezionati.

Menzione d’onore a cura della Brontë society inglese  per le mie recensioni ai libri inediti di Charlotte Brontë  “Il segreto” e “Henry Hasting”.

Menzione di merito “Come in un dipinto di Van Gogh” concorso “Poesie sotto l’albero”.

Primo premio di poesia Leandro Polverini con il mio libro “L’eredità di Dracula, liriche gotiche sull’Amore oltre il tempo”.

Quinto posto premio di Poesia dedicato a “Enrichetta Galli”.

“Nuages”, poesia seconda classificata al concorso “Pensieri e parole dell’oltrepò pavese”.

Menzione di merito nella sezione haiku, concorso “Pensieri e parole dell’oltrepò pavese”.

Finalista concorso Montegrappa edizioni e inclusione nella relativa antologia con il racconto “Anna e Marco”.

Finalista concorso Montegrappa edizioni e inclusione nella relativa antologia con la poesia “Nell’abbraccio della notte”, inclusa nell’antologia poetica relativa al concorso.

“Io non c’ero”, primo premio di poesia concorso Dosca.

“Scorre acqua nel canneto”, menzione d’onore concorso internazionale “Camellia Rubra”, dedicato alla figura di Emily Dickinson.

Seconda classificata al concorso di Poesia “La pelle non dimentica” casa editrice Le mezzelane, con cinque poesie sul tema “donne e violenza”.

“Angeli e demoni”, racconto selezionato nella raccolta antologica “Racconti del Nord-ovest” della casa ed. Historica.

Pubblicazione del racconto “Buonanotte Camilla” nel libro in formato e book ” E dopo? ” della casa ed. Le Mezzelane.

*

Pubblicazioni antologiche cartacee 

“Il refolo”, rivista letteraria di Alessandro Troisi;
“Le pagine del Natale”, raccolta di racconti e poesia a cura dell’ArgoLibro”;

“Fuliggine”, raccolta di poesie a a cura dell’ArgoLibro”;

“Scritto nel vento antologia sul tema degli angeli”, a cura dell’ArgoLibro”;

“Jane Eire, del perduto amore”, mia poesia inclusa in “BRONTËANA II”, antologia del concorso PREMIO LETTERARIO DE LEO-BRONTË 2013;

“A scoprirmi poeta”, inclusa nell’antologia Bronteana III a cura della Prof. De Leo;

“Jane Austen e quella sottile seducente ironia”, in “Le tremila Antologie” di Occhi di Argo;

“Il Canto della Fata”,vol. 1 a cura dell’ArgoLibro”;

“Il Canto della Fata” vol. 2 a cura dell’ArgoLibro”;

“Agenda letteraria ispirata alla figura di Ophelia di Jhon Millais,”, a cura dell’ArgoLibro”;

“Nugae” rivista cartacea dedicata alle opere di Tolkien, in cui sono presente con tre poesie;

“Eufemia Griffo e il volo di Psiche”, articolo pubblicato su “InArte multiversi” rivista cartacea;

“Un’anima in bianco e nero” di Fabrizio Corselli in “Arte multiversi” rivista cartacea (recensione al mio lavoro su Venezia);

“Hanami” vol. 1 2 3 a cura della casa ed. Edizioni della Sera di Roma;
Pubblicazione di poesie nei libri “Tracce di Luna” a cura della Vitale edizioni;

“Cervo bianco”, antologia poetica in cui sono presente con cinque poesie;

“Io non c’ero” pubblicata sul periodico della Dosca “Il donatore”, Dicembre 2016;

“Angeli e demoni”, racconto selezionato nella raccolta antologica “Racconti del Nord-ovest” della casa ed. Historica;

Pubblicazione del racconto “Buonanotte Camilla” nel libro in formato e book ” E dopo? ” della casa ed. Le Mezzelane.

Il segnalibro; pubblicazione cartacea a cui ho collaborato mensilmente dal 2012 al 2015.

http://occhidiargo.blogspot.it/p/i-2mila-segnalibri-mega.html

Cha no you, pubblicata su “HAIJIN ITALIA” 29 MAGGIO 2013

Convegni

Ho presentato il mio saggio incluso nel primo volume “Il canto della Fata”, dal titolo
“William Butler Yeats ed il mondo delle Faeries”, Agropoli 2015.

Premi sui blog

Nella categoria “Petalo del passato” sul multiblog “La nostra commedia” con le poesie:
Quel che resta;

Rumore di foglie;

L’ultimo samurai, quattro mani con Massimo Baldi.

Soffio d’amore, sul multiblog “La nostra commedia” con le poesie:
In mezzo, l’Amore;

Il cedro degli addii, quattro mani con Massimo Baldi.

Collaborazioni

“Venezia in bianco e nero”, e book poetico e fotografico realizzato col fotografo Matteo Carbone; 

Autori per il Giappone in collaborazione con Laura Manni

http://www.fantasymagazine.it/14283/autori-per-il-giappone

Collaborazione fotografica con Sandro Foti, fotografo e blogger.

 Poesia 365 in collaborazione col comune di Pinerolo ( To)

Mostre fotografiche a cui ho preso parte

“Haiku immagine”, aprile 2015 a cui ho preso parte con cinque miei haiku illustrati dai pittori milanesi Gabriele Poli e Gianni Cozzi.
Mostra dedicata a “Vlad tepes Dracula” organizzata dall’Ass. DECEBAL in Friuli a Trieste e a Ragogna, a cui ho preso parte con due mie poesie.

Mie interviste

Occhi di Argo (maggio 2012) http://occhidiargo.blogspot.it/2012/05/le-5-magiche-domande-aperte-eufemia.html;
Sul sito Arte insieme, qua http://www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=52&det=3759;

Intervista sul libro “L’eredità di Dracula” a cura di Oreste Patrone

http://boscodeisognifantastici.blogspot.it/2014/12/intervista-ad-eufemia-griffo-cura-di.html

Siti su cui pubblico e su cui sono presente con pagine personali:

Arte insieme;
Partecipiamo.it;

La recherche.it

Scrivere;

Le parole del cuore.

Collaborazioni in essere

Sono relatrice e intervistatrice presso la biblioteca milanese Rembrandt12 in cui convergono scrittori e poeti da ogni parte d’Italia.

Mie recensioni alle sillogi di:

Rosemary Di Falco ” Pagine al vento”;
Davide Benincasa “Intrecci di rime”;

Irene Ester Leo per “Le interviste in bianco e nero” dell’omonimo magazine.

“Di Nuvole e lontananza” di Gaia Rossella Sain;

Mie prefazioni alle sillogi:
“Mondi” di Edoardo Cuoco;

“Arashi” di Andrea Cosentino;

“Lustralia” di Maria Laura Valente.

Recensioni

5 agosto 2014: recensione sulla “Gazzetta di Modena” del mio libro “L’eredità di Dracula”;
7 agosto 2014: recensione su “Panorama” del mio libro “L’eredità di Dracula”;

11 novembre 2014: recensione di Monica Serra, scrittrice e blogger al mio libro “L’eredità di Dracula”.

Autori in vetrina
Elisa Allo, scrittrice, poeta e haijin mi dedica una pagina sul suo blog nella rubrica “Autori in vetrina”.

Giurata nei seguenti concorsi:
Premio Basho, prima edizione;

La couleur d’un Poème, 2016;

Viaggio in 17 sillabe, 2016;

Viaggio in 17 sillabe, 2017.

I miei libri:
“La scatola dei ricordi”, libro di racconti edizioni Lulupress;

“Imperfette perfezioni” e ” Sulle rive del Nilo” con Massimo Baldi;
L’eredità di Dracula, liriche gotiche sull’Amore oltre il tempo” edito da edizioni della Sera di Roma Maggio 2014 con Davide Benincasa;

“Il fiume scorre ancora”, edizioni Youcanprint dicembre 2016.

Tesi di laurea e maturità:
alcune mie poesie sono incluse in tesi di laurea e maturità.

Pubblicazioni internazionali

20 ottobre 2016: Haiku universe;
31 ottobre 2016: Haikuniverse;

15 Novembre 2016: Haikuniverse;

1 Novembre: Haiku commentary;

Novembre 2016: Cuccagna pubblicato su Otata blog

https://otatablog.files.wordpress.com/2016/10/cuccagna-otatas-bookshelf-nov-20163.pdf

Ottobre 2016: Ershik http://ershik.com/nagruzitsya;
5 gennaio, Cuccagna pagina facebook;

7 Gennaio 2016: Charlotte Digregorio’s blog;

Haiku in workplace, rubrica settimale di Jim Cacian del sito Haiku Foundation, con i seguenti temi:
Balancing work (11 gennaio);

Retired Jim Cacian (18 gennaio);

The commute ( 25/01/2017)

Work incident (1 febbraio);

Work travel (8 febbraio);

The answering machine (15 febbraio);

The mentor (22 Febbraio);

22 gennaio 2017, My haiku pond;

26 gennaio: Charlotte Digregorio’ s blog;

1 Febbraio 2017: Failed haiku ;

19 Febbraio: the Issue 2 February 2017 of ” Stardust haiku, poetry with a little sparkle”, di Valentina Ranaldi Adams.

Coming soon “Cattails, Unitedhaikuandtankasociety” issue, Avril 2017

Blog personali:
“Memorie di una geisha” su wordpress;

“Il fiume scorre ancora” su wordpress

Siti personali:
“Il sussurro della luna” su sitiwebs;

“Memory geisha” su sitiwebs.

Work in progress:

“Delle rose e di altri inverni”, rubrica di poesia su “Il segnalibro” della casa editrice L’Argolibro.

Masterclass, ciclo di interventi sulla poesia aprile/maggio 2017 a cura di LibriLetture;
romanzo con la casa editrice Le Mezzelane.

Giurata Couleur d’ un Poème 2017

Partecipazione alla fiera del libro di Milano per piccoli editori “Tempo di libri”, 19/23 aprile 2017.

 A maggio sarò presente al Salone del libro di Torino con SEU ( scrittori emergenti uniti).

Dal blog di Charlotte Digregorio: su di me e sugli haijin italiani   Leave a comment

Dear Charlotte,
it is me to be honored because Your interview is very interesting and it allowed me to learn more about you and your writing.
Thank you for the time you spent for us.
Best wishes,
Eufemia

Honored to Be Featured in an Interview

Dear Readers and Followers,

Today, I am most honored to be featured on Italian Poet Eufemia Griffo’s wordpress blog,

https://eueufemia.wordpress.com/

I am grateful for her time and efforts in interviewing me. I must say, too, that her blog keeps me current on what’s happening with Italian poets and their creative efforts.

The interview was conducted entirely in Italian. So, if you can read Italian, you can check it out!

It’s always a delight to be selected for an interview! Eufemia’s questions were very thoughtful, and she is always kind enough to feature the work of many poets on her blog.

My interview with her focuses on haiku, and I am heartened to see the growing number of Italians who are writing haiku today. And, many of them translate their Italian poems beautifully into English! Translation is truly a gift, above and beyond the actual writing in one’s native language. Eufemia translates her haiku, too, from Italian to English. I plan to feature the haiku of foreign poets, more and more.

So far, I have featured hundreds of haiku and senryu from the poets of thirty countries on my blog. I plan to reach as many foreign poets as I can, since haiku has such a global audience.

Thank you so much for reading my blog and the others that feature poetry. With everything on the internet, it’s an honor that you take time out to visit our sites. And, I hope that all your efforts make you a better writer!

Best,

Charlotte Digregorio

Pubblicato 21 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in Charlotte Digregorio, Senza categoria

Un mio senryu pubblicato sul sito americano “The haiku foundation” di Jim Cacian, nella rubrica “Haiku in Workplace”   Leave a comment

 Very honored to read my haiku in this week, in Jim Kacian’s blog.

scac

retired
playing solo chess
before dinner

un pensionato
una partita a scacchi in solitudine
prima di cena

*

Eufemia Griffo

Tema della settimana: pensionamento

http://www.thehaikufoundation.org/2017/01/18/haiku-in-the-workplace-retirement/

Pubblicato 19 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in pubblicazioni internazionali, senryu

Intervista alla scrittrice americana Charlotte Digregorio, studiosa internazionale di haiku e senryū, haijin e poeta.   Leave a comment

Ed eccoci all’undicesima intervista sul mio blog “Memorie di una geisha”: oggi ho il piacere di presentarvi la scrittrice americana Charlotte Digregorio, studiosa internazionale di haiku e senryū, haijin e poeta. Ringazio tantissimo Charlotte per la bella intervista che ha donato a tutti i lettori del blog e non. E’ un grande onore per me averla potuta intervistare e rendere pubblico il suo pensiero sulla poesia, l’arte, la vita. Queste interviste non hanno solo lo scopo di presentare gli amici scrittori solo sotto il profilo artistico, ma soprattutto umano.
Cliccare sull’immagine, per leggere l’intervista di Charlotte Digregorio.
I’ m very honored to publish Charlotte Digregorio’s interview. Charlotte is writer, poet, scholar of haiku and senryu and haijin.
Visit his blog
charlottedigregorio.wordpress.com/

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

charlotte

1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Sono una scrittrice americana che vive a Chicago. I miei genitori erano italiani. Venivano dall’Aquila. Si sono sposati nel 1948 in Italia. Nel 1950,  sono emigrati negli Stati Uniti, a Portland, Oregon (al nord della California.) Mio padre era vice presidente di un banco.

Ho pubblicato sei libri in inglese:
Haiku and Senryu: A Simple Guide for All
You Can Be A Columnist
Beginners’ Guide to Writing & Selling Quality Features
Your Original Personal Ad
Everything You Need to Know About Nursing Homes
Shadows of Seasons (poesia haiku)
Il mio blog: http://www.charlottedigregorio.wordpress.com (Incluso: “The Daily Haiku,” scritta da poeti mondiali.)

Sono stata nominata per il premio Pushcart (degli Stati Uniti) e ho vinto quarantuno premi di poesia.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Pubblico da trentasette anni. Ero giornalista molti anni…

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Pubblicato 16 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in Senza categoria

Intervista a Chiara Perina, scrittrice di romanzi e poeta   Leave a comment

chiara

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.
Sono Chiara Perina, nata a Milano, 26 anni. Vivo a Settimo Milanese. Scrivere è sempre stato il mio sogno, un sogno inseguito, coltivato fin da quando ero bambina, ma sognare non basta e così nell’aprile 2015 ho conseguito la laurea magistrale in Ingegneria dei Sistemi Edilizi. Attualmente lavoro come ispettrice di impianti Oil&Gas ed essere una scrittrice ingegnere non mi spaventa. Ho pubblicato due romanzi, Gli Occhi della Nebbia e Giulia Alicante, e sto lavorando sul terzo; negli ultimi tempi mi sono cimentata nella poesia, vincendo diversi concorsi.

Come autrice, i miei riferimenti sono:
– Pagina facebook: https://www.facebook.com/ChiaraPerinaAutrice/
– Blog: https://chiaraperina.wordpress.com/

Specificatamente peril romanzo Giulia Alicante, i riferimenti sono:
– Pagina facebook: https://www.facebook.com/libroGiuliaAlicante/
– Pagina casa editrice: http://www.13labedition.co.uk/13lab/home/128-giulia-alicante-di-chiaraperina.html
Specificatamente peril romanzo Gli Occhi della Nebbia, i riferimenti sono:
– Piattaforma ilmiolibro.it: http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/fantascienza/99989/gli-occhi-della-nebbia/

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Non mi ricordo di un tempo in cui non scrivevo. Da quando ho imparato, scrivere ha sempre fatto parte della mia vita. Il primo lavoro in cui mi sono impegnata quotidianamente è stato un diario: il mio diario segreto, tenuto dall’esame di quinta elementare fino al terzo anno di università. Un insieme di volumi rilegati, chiusi a chiave, che raccontano i miei sogni, le gioie, i dolori, le giornate di scuola, le vacanze estive, il primo amore, il grande cambiamento dalla bambina che ero all’adolescente che sono stata, fino alla donna che sono ora. Il diario mi aiutava a guardare la realtà da una prospettiva differente, a trasformarla, a viverla una seconda volta, in modo più intenso.
Scrivendo, liberavo emozioni e accendevo speranze, per il futuro che mi aspettava.
Forse tra quelle pagine mi sono resa conto dello straordinario potere che la scrittura esercitava su di me, della magia che avrei potuto creare, della gioia che sentivo, come se mi trovassi su una strada sconosciuta e familiare allo stesso tempo.
La mia strada.
E a poco a poco, quasi per caso, è nato il mio primo romanzo, Gli Occhi della Nebbia. All’improvviso, lo spazio intorno a me si è moltiplicato: potevo inventare storie, viverle attraverso gli occhi dei miei protagonisti, quasi fossero state reali; potevo uscire dai confini del mio mondo, per raggiungerne altri; potevo dar voce alle mie paure, ai miei perché, a quello che forse non ero mai riuscita a esprimere veramente. Potevo trasformare la mia storia, cucirla addosso a qualcuno che l’avrebbe vissuta insieme a me e che forse mi avrebbe insegnato a renderla migliore, o semplicemente a comprenderla fino in fondo.

3) Parlaci della tua scrittura e in quale campo artistico pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
La narrativa è la forma letteraria che preferisco e in cui riesco a esprimermi in modo completo. Finora ho scritto due romanzi, entrambi fantasy, Gli Occhi della Nebbia e Giulia Alicante, e sto lavorando sul terzo.
Ho sempre amato il fantasy: è un genere che apre nuovi orizzonti, che permette di oltrepassare i confini della realtà quotidiana, dove spesso mi sento imbrigliata, e di lasciar correre l’immaginazione, là dove tutto, all’improvviso, diventa possibile.
Entrambi i romanzi, in modo particolare Giulia Alicante, non appartengono tuttavia al genere fantasy tradizionale: non si popolano di strane creature, magia o incantesimi, e non presentano uno scontro netto tra le forze del bene e le forze del male. Ho cercato di tradurre l’elemento fantastico nel sentire di persone comuni, che affrontano la vita con le loro debolezze, la paura di non farcela, la fede, incrollabile, nel destino, l’amore e la totale dedizione per la propria terra.
Ho sperimentato anche la forma poetica, sia in passato che negli ultimi tempi, vincendo diversi concorsi.
La poesia fissa l’attimo, lo descrive, lo indaga, permeandolo di emozione.Il romanzo invece è come un treno in corsa: si apre una pagina e si sale, si conoscono nuovi mondi, nuova gente, si piange, si ride, si riflette, ci si interroga, si combatte, si sogna e alla fine si torna indietro, per riprendere la vita di sempre. Più saggi, forse, pronti a partire per un nuovo, entusiasmante, viaggio.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?
Sono una grande lettrice: del resto, la prima regola per imparare a scrivere è leggere molto. Amo leggere, anche se vorrei avere più tempo: nei mille impegni che trasformano la giornata in una trottola impazzita, resta solo quell’ora ritagliata prima di addormentarmi. E se sto lavorando su un romanzo, preferisco abbandonare qualsiasi lettura, in modo da restare concentrata sulla mia storia.
Credo che ogni autore letto lasci una traccia: può essere un’immagine, una suggestione, una parola, un personaggio, un’idea, qualcosa che consapevolmente o inconsapevolmente diventa fonte di ispirazione per quello che scriviamo. Nel mio caso, gli autori sono diversi: Tolkien, nella sua impareggiabile fantasia e nella profondità morale ed emotiva delle sue storie, Maggie Furey, nella forza del suo personaggio femminile, Aurian, Stephanie Meyer, nella sua capacità di mischiare elementi reali e fantastici in un amore infinito, potente, senza tempo, J. Lynn e Nicholas Sparks, nei loro amori drammatici, Virginia Bramati, nella ventata di poesia e speranza che i suoi romanzi trasmettono.
E poi… immagini, ricordi più o meno coerenti di poeti, di autori, studiati a scuola o scoperti per caso, da Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen alla Digitale Purpurea di Pascoli, da Cime Tempestose di Emily Bronte ai Daffodils di William Wordsworth. Ogni emozione vissuta sulla pagina diventa parte di una trama più complessa, da cui ogni autore attinge per dare voce alla propria storia.

5)
5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Domanda complessa: potrei definire il mio stile narrativo… diretto.
Diretto, come vorrebbe essere, verso il lettore, per catturarlo, travolgerlo e costringerlo a immedesimarsi nel personaggio, nelle sue paure, nel suo stupore, nelle sue emozioni. Diretto nel senso di immediato, senza espressioni troppo ricercate o artificiose, o frasi troppo lunghe. Diretto nel senso di spontaneo, perché si scrive con il cuore prima che con tutto il resto. E’ uno stile in continua maturazione, che trova la sua espressione migliore, come ho sperimentato in Giulia Alicante, nella narrazione in prima persona.

6) Tutti gli scrittori hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Il tempo, capace di scivolare a velocità diverse, di stringersi addosso a qualcuno in difficoltà, di perdere consistenza, di rallentare, di dilatare ogni istante; tempo come ricordo di ciò che è stato; tempo che passa, che fugge, che si esaurisce, come un’attesa durata troppo a lungo.
Lo sguardo, che si muove pigramente nella stanza, che cerca qualcuno, che rimbalza da un viso all’altro, che si abbassa per la vergogna, che si muove, ansioso, che sfugge, vacilla, che vaga, smarrito, che si fa più lontano, come a voler catturare vecchi e dolorosi ricordi; sguardo assorto, impaurito, severo, complice, silenzioso, pieno di fiducia, aggrappato a qualcosa che non si vuole lasciare. Sguardi che si incrociano, che si incontrano, che si intrecciano. Sguardi come parole.
Lo stupore che infiamma il viso.
Il cuore che cade nel vuoto.
Il buio che assale, strappando grida.
Il silenzio che si raccoglie nella stanza. Che si respira. Che regna, avvolge, inghiotte, opprime, cade, si spezza, scivola. Disperde ricordi.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?
Che la vita non è una favola, dove vissero tutti felici e contenti.
Nonostante sia io la padrona della storia, ho bisogno di raccontare qualcosa di vero: la vita non è perfetta. E’ un insieme di scelte e ogni scelta comporta un sacrificio. Scegliere significa dubitare, rischiare, rinunciare. Scegliere mette a nudo la nostra anima, ci costringe a dimostrare chi siamo e quali sono i valori che ci guidano. Amare significa accettare che l’amore possa avere molte forme e un’infinità di sfumature a cui soltanto il cuore può dare una risposta. Desiderare significa combattere, giorno dopo giorno, per raggiungere il traguardo. La felicità non si crea sventolando una bacchetta magica, ma si costruisce, con impegno, fatica, costanza, nella consapevolezza che ogni nostro gesto è parte di un disegno più grande, che non siamo in grado di capire ma di cui siamo responsabili.
Un sogno non vale nulla, se non ci butta giù dal letto, ogni mattina, spronandoci a lottare in un mondo che non è sempre facile, ma che può donare e accogliere bellezza. Come ognuno di noi.

8) Spesso gli scrittori sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Per molti anni ho studiato musica, ma non era la mia strada. Quanto all’ingegneria, non è esattamente un campo artistico. Un ingegnere scrittrice, o meglio una scrittrice ingegnere ha una vita in continuo movimento tra arte e scienza: la mia espressione artistica è puramente letteraria.

9)Quale tipo di letture preferisci? 
Dipende dal mio stato d’animo: leggere è un bisogno, che risponde a necessità differenti. In genere, se un autore mi conquista, inizio a leggere tutti i libri che ha scritto, trasformando per così dire gli anni in periodi letterari, anche molto diversi fra loro: ho attraversato il periodo di Jane Austen, Nicholas Sparks, Tolkien, J. Rowling, Stephanie Meyer, Jennifer Armentrout, Maggie Furey, Virginia Bramati…, autori per lo più fantasy, o d’amore. So che dovrei affrontare letture più impegnate, ma per il momento leggere è sognare e non mi vergogno di amare storie in cui mi precipiterei ad occhi chiusi, se solo la pagina scritta potesse prendere vita e chiedermi di farne parte.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog).
Purtroppo no. Nonostante io abbia 26 anni, sono una lettrice all’antica, che ama la carta e storce il naso alla vista di un e-reader o di un blog letterario. Piuttosto che assoggettarmi a leggere un e-book, preferisco aspettare anche per settimane un libro, vero, ordinato in biblioteca. La carta ha un profumo, un rumore, una storia. La carta è dove nascono le storie (io scrivo solo a mano, in una calligrafia mi dicono indecifrabile). So che il mondo letterario è cambiato e sta cambiando in fretta, inchinandosi alle nuove tecnologie: io stessa ho dovuto aprire una pagina facebook e un blog, ma iniziare a seguire altri autori in rete… Credo di aver bisogno di tempo, per adattarmi.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).
Ho pubblicato due opere:
– Gli Occhi Della Nebbia, romanzo fantasy, pag. 600, prima edizione 11/2013, auto-pubblicato sulla piattaforma ilmiolibro.it;
– Giulia Alicante, romanzo fantasy, pag. 1046, prima edizione 03/2016, edito da 13Lab Edition Ltd.
Gli Occhi Della Nebbiaè un’opera giovanile: ho provato a presentarla ad alcune agenzie letterarie, decidendo, infine, di auto-pubblicarla. E’ la storia di un amore drammatico tra la regina di Fireth e un giovane consigliere del Regno Azzurro, una guerra che incombe, un sacrificio che potrebbe salvare due terre; è la storia di una giovane donna di ritorno a casa dopo molti anni: ad attenderla, il destino di una dumath nelle Terre della Nebbia.
Giulia Alicante, invece, è stato valutato positivamente da parte di diverse agenzie letterarie, fino a ricevere una proposta editoriale da parte della 13Lab Edition, una piccola casa editrice, che pubblica nella formula del print on demand e che si appoggia ai maggiori distributori (IBS, Amazon, Mondadori Store, Feltrinelli…). E’ la storia di una giovane donna, nata in epoca medievale, nelle terre del Mahat, che una notte sogna il volto di un ragazzo, sconosciuto, tra i cortili del Politecnico di Milano: consapevole del potere profetico dei sogni e della minaccia che incombe sulla sua terra, Yuliana varca la porta fra i mondi e giunge a Milano, nella nostra epoca, dove il suo destino ha inizio.

12) Spesso gli scrittori sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
Forse. Mi sono sempre sentita in qualche modo diversa dagli altri, fin da quando ero adolescente: i miei coetanei organizzavano feste e serate in discoteca, io mi chiudevo nella mia stanza, a scrivere storie. E’ una diversità che mi è pesata, che avrei voluto colmare, disperatamente, e che altrettanto disperatamente difendevo, come se la scrittura fosse stata la mia sola arma per affrontare il mondo esterno.
Non mi definirei, tuttavia, eccentrica: sono una persona comune, che come mille altre lotta per realizzare un sogno, che come mille altre è convinta che il suo sogno sia speciale, che la sua strada la porterà lontano. Spero soltanto di avere abbastanza coraggio, per diventare la persona che vorrei.

13) Per chiudere l’intervista cita tre tra i tuoi scritti che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.

Fu strano, vivere quei momenti.
Le giornate scorrevano veloci, più brevi di un soffio di vento. Mi allontanavo di nascosto attraverso il giardino, fermandomi a contemplare gli ultimi raggi che accarezzavano le fronde degli alberi prima di tramontare dietro le colline. Osservavo il cielo, quella luce rosata che sembrava sfumare in un’infinità di colori, sentendomi all’improvviso molto sola.
Stavo cambiando. E avevo paura. Paura di perdere me stessa, in quel mondo così lontano.
Mille volte avevo sognato di andarmene, per correre incontro alla mia vita, al mio destino, ma soltanto in quei giorni capii che quel viaggio, come ogni altro viaggio, avrebbe avuto il suo prezzo.
(Da Giulia Alicante)

Con uno sforzo, alzai gli occhi, per incontrare i suoi: erano così profondi, così belli. I miei pensieri si confusero; di tutti ricordi che ci legavano ne affiorò uno soltanto: l’istante in cui l’avevo visto per la prima volta. Mi accorsi di provare lo stesso stupore che avevo provato allora, la stessa paura, la stessa sensazione che una nebbia invisibile si fosse appena squarciata davanti a me, rivelandomi il suo volto. Dietro di lui, la scala scomparve. Scomparve il rumore del fuoco e l’odore della minestra. Scomparve il pavimento sotto di noi e i muri di quella stanza.
Il tempo scivolò via tra i nostri respiri, come se non ci fosse posto nemmeno per lui, in quel momento.
(Da Giulia Alicante)

Lo guardai allontanarsi e scomparire verso il Mahat. Rimasi sola. Lentamente, tornai a fissare il mare.
Il suo odore riempiva l’aria, un odore forte, salmastro, di acqua, di alghe, di vento.
I raggi del sole luccicavano tra le onde, come tanti piccoli specchi.
Mi tolsi le scarpe e iniziai a camminare lungo la riva, lasciando che l’acqua mi bagnasse il bordo della gonna.
In lontananza, scorsi qualche piccola casa.
All’improvviso mi chiesi come avrei fatto, a ritrovarlo.
Sarei dovuta tornare a Milano, nel suo appartamento. Forse i suoi genitori vivevano ancora lì e avrebbero potuto darmi notizie.
Forse.
A poco a poco il sole si fece più caldo, mi accarezzò la pelle.
Era dolce, il rumore delle onde: rotolavano sulla spiaggia, depositando piccoli sassi, legnetti, ciuffi di alghe. Il tappo di una bottiglia. Poi l’acqua si ritirava, dandomi l’impressione di affondare nella sabbia morbida.
Qualche gabbiano volava sopra la mia testa, le ali spiegate alla ricerca di cibo. Il loro grido riempiva il silenzio.
Non c’era nessuno, intorno a me.
Rovi e cespugli crescevano qualche metro più in là.
(Da Giulia Alicante)

Sporco di infinito
(Premio speciale medaglia del Pontefice concorso nazionale di poesia “XX Grappolo d’Oro 2015”)

Odore di candeggina
tra queste mani già vecchie.
Freddo che abbraccia,
carezza di rabbia.
Vorrei
riuscire a vederla
quella luna d’argento
che ogni notte si leva,
sussurra
segreti d’amore.
Riuscire a sentirlo
quel vento che soffia
misteri, profumi
di cose perdute.
Stringono i muri,
spezzano ali.
Uno straccio che cola,
si spande,
macchiato di vita.
Labbra che gridano
al di là dello specchio.
Rughe, come ragni.
Scivola il dubbio,
scava una luce.
La scopro. L’afferro.
Mi lascio
toccare.
Trema, nel secchio.
Riflette il mio sguardo
affamato.
E in fondo
uno spazio.
Avanzi di bellezza.

Pubblicato 15 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in Autori in vetrina, Interviste, Senza categoria

Menzione d’onore   Leave a comment

Non avendolo potuto ritirare di persona, la direttrice del Concorso, la gentilissima signora Vesna Maria Brocca, mi ha spedito la foto del Certificato d’ eccellenza della mia menzione d’ onore, relativamente al Concorso internazionale dedicato ad Emily Dickinson, di cui ho già parlato.
Ringrazio la signora Vesna e tutti gli organizzatori di questo meraviglioso premio, a cui farà seguito l’ antologia con i contributi dei vari poeti.

eccell

Pubblicato 15 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in Poesia, premi, Senza categoria

haiku sul disegno di Maurizio Puglisi   Leave a comment

Ringrazio Maurizio Puglisi, illustratore, pittore, disegnatore, che ispirandosi ad un mio haiku, ha fatto questo meraviglioso disegno ad inchiostro, dal titolo:
“The sound of silence” (2017)
Ink drawing by Maurizio Puglisi

mau

sunrise
the sound of silence
fills my room

“all’alba
il suono del silenzio
riempie la mia stanza”

haiku 俳句 by Eufemia Griffo

Pubblicato 12 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in haiku, Maurizio Puglisi, Senza categoria

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Un mio senryu pubblicato sul sito americano “The haiku foundation” di Jim Cacian, nella rubrica “Haiku in Workplace”   Leave a comment

Sono così felice di essere stata pubblicata nella rubrica di Jim Cacian ” Haiku in the workplace”, insieme ai miei amici.
Congratulazioni e grazie a Jim Cacian😃

So happy to be published in Jim Cacian’ column “Haiku in the Workplace”, with my friends: Elisa Allo, Anna Maria Domburg-Sancristoforo, Olivier Schopfer, Christina Sng, Charlotte Digregorio, Debbi Antebi, Maria Teresa Sisti, Pasquale Asprea, Brendon Kent.

Congrats to all my friends. Thank you, Jim Kacian.

coffee break
the scowl of the boss
so eloquent

*

Eufemia Griffo

http://www.thehaikufoundation.org/2017/01/11/haiku-in-the-workplace-balancing-work-with-life/

Pubblicato 12 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in pubblicazioni internazionali, senryu

Haiku pubblicato su “Charlotte Digregorio’s Writer’s Blog”   Leave a comment

Great to see my haiku published into the amazing blog of Charlotte Digregorio .
I have written an haiku about the snow and a child.
Thank you so much Charlotte, i’m very happy.💓

Daily Haiku: Jan. 7, 2017

blog-1

winter dawn
a child waiting for the snow
at the window

by Eufemia Griffo

Follow The Daily Haiku. Today’s Featured Poet is Eufemia Griffo.

https://charlottedigregorio.wordpress.com/2017/01/07/daily-haiku-jan-7-20

traduzione

alba d’inverno
un bambino attende la neve
alla finestra

Per la biografia di Charlotte di Gregorio, studiosa internzionale di haiku e scrittrice, cliccare qua 

Il fiume scorre ancora”, il mio nuovo libro di racconti   Leave a comment

Ed eccolo finalmente tra le mie mani. Il mio libro di racconti su cui ho lavorato per moltissimo tempo e che ha visto la luce, grazie alla scrittrice Franca Turco che ha curato l’editing, a Davide Beni che ha impaginato l’opera e seguito ogni dettaglio tecnico e a Mariachiara Rossetti che lo ha impreziosito illustrando la copertina con ” La dea del fiume” e una delle pagine interne.
Ringrazio chi lo ha già prenotato e gli amici che in questi giorni lo hanno già ritirato. 

Il libro “Il fiume scorre ancora”, si può acquistare sul sito Youcanprint,
http://www.youcanprint.it/…/il-fiume-scorre-ancora-raccolta…
oppure inviandomi un messaggio tramite e mail:

eufemia_g@live.it

Sul sito il costo è di euro 13 (non comprensivo delle spese di spedizione). Invece prenotandolo a me personalmente il costo è di euro 13 (comprensivo delle spese di spedizione, segnalibro/cartolina omaggio e dedica).
Grazie a tutti voi

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Pubblicato 7 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in Libri, racconti, Senza categoria

“E dopo?”   Leave a comment

“E dopo? “. Un libro in formato e book, edito dalla casa editrice “Le Mezzelane”, a cui ho preso parte con il racconto ” Buonanotte Camilla”. Un libro ricchissimo di racconti di scrittori da ogni parte dell’ Italia, i cui proventi saranno devoluti alla ricostruzione della biblioteca di Pievetorina (Mc).
Anche su Amazon cliccando qua
https://www.amazon.it/dp/B01N31DNLU/ref=sr_1_9…
Grazie alla direttrice di Le Mezzelane Rita Angelelli e a tutti gli Autori presenti nella raccolta.

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Pubblicato 7 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in Libri, racconti, Senza categoria

C’era la neve   Leave a comment

C’era la neve – Una delle mie cinque poesie che fanno parte della silloge “La pelle non dimentica” di Autori vari. Una delle mie cinque poesie che a Dicembre, hanno vinto il premio della casa editrice Le Mezzelane.

russel

 

” Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell’esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell’unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa. E avrò la mia vendetta, in questa vita o nell’altra”

C’era la neve
sui fiori addormentati
sotto la quercia,
e tu dormivi accanto
senza più sogni

Ti accarezzavo
annegando nel vento
di un altro inverno,
mille ghiacci sciolti
sul mio cuore di soldato

Non hai atteso il mio ritorno,
ti hanno crocifissa come una ladra
e violentata fino alla morte.
Ti ho vista nel sogno
cadendo nel vuoto

In questa vita
avrò la mia vendetta
e chiamerò il tuo nome,
mentre io stesso andrò morendo
poco a poco, sotto le stelle

*

Eufemia Griffo

Pubblicato 7 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in Poesia, premi, Senza categoria

Senryū 川柳 di Eufemia scelto e commentato da Valeria Simonova- Cecon per “Cuccagna”   Leave a comment

Un inizio anno con un senryu pubblicato su Cuccagna, la pagina FB di Valeria Simonova – Cecon

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

Che bella sorpresa!
Un senryu scritto stamattina e scelto da Valeria Simonova-Cecon per Cuccagna, la pagina dedicata ai senryu. Ti sono molto grata per questa pubblicazione, ma soprattutto per aver colto profondamente il senso dei miei versi. Grazie di cuore Valeria-san 🙂

 

Cuccagna

1 h ·

Cari amici,
Ultimamente non posto spesso qui sul muro i vostri senryu scelti dai vostri post dei visitatori. Non vuol dire che non sono buoni! Molti sono divertenti e mi fanno ridere, alcuni – toccanti e mi fanno pensare. Ma sul muro cerco di postare solo quello che considero superlativo, non semplicemente buono ma molto buono, da antologia. E non è facile scrivere pezzi da antologia, capita solo ogni tanto (lo so per esperienza personale, di miei lavori ho pochissimi che avrei salvato).
Ma oggi mi è capitato un senryu, apparentemente abbastanza semplice, ma che comunque considero superlativo, perchè riuscitissimo in…

View original post 149 altre parole

Pubblicato 7 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in Senza categoria

Fuori scende la neve, un mio racconto natalizio apparso sulla rivista “Writers” (numero speciale di Natale)   Leave a comment

neve

-immagine da Fiori di Poems-

E’ nelle piccole cose della vita, nei piccoli gesti, apparentemente insignificanti, che è racchiuso il senso di quello che rincorriamo per giorni, mesi, anni interi, affannandoci come instancabili viaggiatori, alla ricerca della meta da raggiungere. Eppure, a volte, essa è lì, a portata di mano e a volte basta fare un piccolo passo indietro e la felicità è là ad attenderci.

Vigilia di natale di qualche anno fa.

Ore 16,00
Scruto nervosa l’orologio della stazione. I minuti paiono non trascorrere mai e solo il suono dell’ultimo messaggio, mi scrolla dall’ansia che mi ha investita dopo avere letto del ritardo del treno.
E’ la vigilia di natale e fuori scende la neve e sento molto freddo al volto e alle mani.
Mia madre mi ha appena chiamata sul cellulare per avere novità riguardo al treno; tra meno di due ore saremo tutti a tavola, tutti insieme, per festeggiare natale che sta arrivando.
Cerco con lo sguardo un bar nelle vicinanze, ho voglia di qualcosa di caldo che mi riscaldi il cuore, ma temo di allontanarmi nel momento sbagliato.
Il treno potrebbe giungere ed io non sarei là ad attenderlo.
Il cuore in tumulto, mentre la mente vaga altrove, mentre immagino l’istante atteso da giorni, rivisto nei miei sogni ogni notte, da quando mi sono resa conto d’amarlo.
Un unico pensiero scandisce il ritmo dei battiti del mio cuore.
Scruto i volti della gente e vi leggo le mie stesse domande; chissà quante persone attendono coloro che amano e che desiderano solamente abbracciare. Come me.
Mi piace indugiare sull’espressione delle loro facce, fissarne gli occhi, osservarne il gesticolare a tratti nervoso e cercare di leggere le parole che si perdono nel brusio rumoroso. Mi chiedo se i loro pensieri siano gli stessi che attraversano la mia mente.

Una bimba, avrà forse sei anni, domanda ad alta voce alla mamma che la tiene per mano, quando arriva il treno che riporta a casa, papà.
Il volto della donna tradisce la mia identica ansia, ma un sorriso rassicurante spazza via quest’impressione fugace, mentre accarezza i capelli della figlia: un gesto che mi ricorda qualcosa. Forse un ricordo che m’appartiene e che sento familiare. Piccole tracce della mia vita che ritrovo scavando nei meandri della memoria e che hanno il potere di fare sorridere anche me.
Le osservo incantata, di nascosto, senza interferire con quell’attimo di felicità.

Ore 16,20

Tra sprazzi di luce d’un pomeriggio d’inverno ne scorgo la sagoma.
L’attesa è finita, lui sta tornando.
Lentamente il treno si avvicina alla stazione, mentre volti concitati si pongono mille domande e si aprono in un unico sorriso, come se in quel treno fosse racchiuso il momento atteso da sempre.
Le porte si aprono e scendono i primi passeggeri.
Amo questo istante.
Carrozza 9, non è vicinissima, ma da che parte scenderà?
Ho il “dono” di attendere sempre dalla parte sbagliata e finirò col non vederlo!
So che è solo l’emozione che tradisce un’immotivata preoccupazione, ma preferisco attenderlo all’inizio del binario.
Mentre lo cerco tra la folla dei viaggiatori, mi volto e rivedo la bambina che poco prima domandava del padre.
Scorgo un uomo elegante e dal volto sorridente che la prende tra le braccia e se la porta sulle spalle; la donna accanto alla bimba è visibilmente felice.
In quel loro abbraccio è racchiusa una parte del senso della vita di quelle persone.
Vedo ancora tanta, tantissima gente, che si abbraccia e che si bacia, ovunque vi è un’esplosione di gioia. O forse sono io che vedo solo questo. Mi piace pensare che ogni persona scesa da quel treno, regali un attimo di se stesso, quell’attimo che ci ostiniamo a chiamare felicità.
I miei occhi incontrano i suoi, l’attesa è finita.
Ora tocca a me abbracciare a piene mani e con una parte del mio cuore, quello che io credo sia il senso più profondo della vita e dei nostri giorni, ciò che io chiamo amore. Qualche volta basta fermarci e toccarlo con mano e avvolgerci di esso, così come ci avvolge la vita.
*
Mando un messaggio a mia madre in cui scrivo semplicemente così: “Mamma stiamo arrivando, tra un’oretta saremo a casa” e subito dopo, col cuore pieno di emozioni, mentre qualcosa di freddo ci accarezza le il volto, aggiungo: “Mamma…sta nevicando.”

Pubblicato 2 gennaio 2017 da Eufemia Griffo in racconti, Rivista on line, Senza categoria