Archivio per 11 maggio 2017

Senryu, Haiku in the Workplace, 10 May th

18358627_1495890247122719_6480454585054477786_o

Happy to be part of The haiku in workplace. Thank you Jim Kacian for including my work in this amazing column .
Congrats to all my haiku friends.
Theme: The Man (or Woman) from IT.

Pubblicato 11 maggio 2017 da Eufemia Griffo in Haiku in workplace, senryu

Haiku 俳句Eufemia – Springtime in office, Haiku in the Workplace, 3 May th

Haiku 俳句Eufemia – Springtime in office, Haiku in the Workplace, 3 May th

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

sun

i girasoli di Van Gogh
è già primavera
nel mio ufficio

*

Eufemia Griffo

Also this week, my poem appears in this week’s Haiku in the Workplace, edited by Jim Kacian. The theme: Springtime in the Office.

View original post

Pubblicato 11 maggio 2017 da Eufemia Griffo in Senza categoria

La recensione al mio libro “Il fiume scorre ancora” da parte di una lettrice.

306bf0cf7ce8bd2fcb19f52abee9f9c1

Che dire? L’ho preso titubante, carezzando le belle immagini della copertina; ad acuire la mia già ben sviluppata curiosità, l’efficacissima prefazione e prima ancora l’omaggio alla Dickinson. Un bacio affettuoso sull’amorevole dedica che hai voluto donarci e… via! Di racconto in racconto, di lacrima in lacrima, il languore ed il dolore che diventavano reali fuori dalle pagine e si impossessavano del mio spirito. Quelle donne che penetravano la mia anima fino a far dolere il mio corpo col loro. Quei fanciulli che si fondevano con l’immagine dei miei. Ah! Quanto ho pianto al ricordo dell’insensato quanto crudele massacro dei nativi americani, come già da ragazzina infinite volte ascoltando De Andrè con la sua Fiume Sand Creek! Quanto ho sentito fin nelle ossa la disperazione profonda tanto da farti desiderare la morte delle donne abusate, dilaniate che dipingi… del resto, chi di noi non è stata in qualche modo abusata da questo mondo che ci forza in ruoli dai margini taglienti, dalla vita maestra spietata o, ancora, da noi stesse?
E che dolcezza sulla pelle dai sensi riattivati, il profumo ora del bosco, ora del mare, ora del deserto.
E poi, la fine. Inconcepibile con questa sete ancora accesa, le mani e gli occhi a cercare ancora una pagina che non c’è. Un solo pensiero: ancora! Due ore sulle ali del sogno. A quando il prossimo? E nel frattempo, ogni racconto da riprendere, questa volta a piccoli sorsi pazienti, senza la cupidigia della prima lettura.
Grazie, cara che mi onoro di chiamare Amica.
Con affetto ed ammirazione
Manuela

Pubblicato 11 maggio 2017 da Eufemia Griffo in Libri, racconti, Recensione libri, Senza categoria