Archivio per ottobre 2017

All Souls’ Day …(Scryptic – Magazine of Alternative Art Issue 1.2 September 2017)   Leave a comment

euu

All Souls’ Day …
the snow and dust
fall together

Giorno dei morti …
la neve e la polvere
cadono insieme

*
Eufemia Griffo

(Scryptic – Magazine of Alternative Art Issue 1.2 September 2017)

Annunci

Contorni imperfetti – Segnalazione della giuria concorso letterario “Mosaici, chimere quotidiane”, associazione Luna Nera.   Leave a comment

contorni

Prendimi silenzio,
tra i rumori del giorno
che s’addormenta,
assopito tra sprazzi
di nuvole in viaggio

Prendimi cielo,
velato di blu e indaco
e fogli bianchi,
un dipinto delle ore
dai contorni perfetti

Prendimi fiume,
nella tua profondità
di abissi verdi
accogli benevolo
il mio silenzioso addio

Ho dimenticato il mare
i suoi colori
e i suoni di conchiglie,
ho dimenticato le stagioni,
gli alberi in fiore
e il lento scorrere
della pioggia

Il tempo si è cancellato,
come le orme sulla neve
mescolate in un universo
tutto bianco

Dedico questa poesia a mia madre, di cui oggi ricorre il terzo anniversario del suo viaggio verso le stelle…dai contorni imperfetti

*

Eufemia Griffo

Pubblicato 31 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in Poesia, premi, Premiazioni, Senza categoria

Premiazione concorso letterario “Mosaici, Chimere quotidiane” dell’associazione culturale Luna Nera   Leave a comment

 

Premiazione del concorso letterario ‘Chimere quotidiane’ dell’associazione Luna Nera di Carmine Valendino e Roberta Borgianni. La mia poesia ” Contorni imperfetti” ( ai malati di Alzheimer) riceve la Segnalazione della giuria e viene pubblicata nell’antologia, insieme alle altre mie due liriche ” La fata del mare” e ” Parole arse dal fuoco”.
Ringrazio gli editori per la bella cerimonia di premiazione e la prestigiosa antologia, di cui mi pregio di fare parte.💖

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Pubblicato 30 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in premi, Premiazioni, Senza categoria

Mandala, one haiku (two lines) of mine featured in “Between sips of cutting chai: 2nd haiku anthology” from IN haiku Mumbai.   Leave a comment

manda

colouring a mandala
this long journey within

*

Eufemia Griffo

Haiku in workplace, October 25   1 comment

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open cupboard
a paper crane lost
between pencils and pens

*
— Eufemia Griffo

https://www.thehaikufoundation.org/2017/10/25/haiku-in-the-workplace-in-the-stationery-cupboard/

Pubblicato 26 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in Haiku in workplace, Senza categoria

Stardust Haiku Issue 10 – October 2017 edited by Valentina Ranaldi-Adams   Leave a comment

persim

persimmon tree 
the shelter
of an old blackbird 

*

Eufemia Griffo

Download, please click here

https://drive.google.com/file/d/0B2qnvk3Lnv93MzF3Zjl6bzgyNVk/view

sta

 

 

Pubblicato 23 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in haiku, Stardust

Charlotte Digregorio’s Writer’s Blog   Leave a comment

 

Very glad to appear once again in Charlotte Digregorio‘s Writer’s blog, with one haiku of mine, already published in #Asahi Haikuist Network. Please read her interesting blog, a precious collection of excellent poetry. Dear Charlotte Digregorio, thank you so much for this great honor

https://charlottedigregorio.wordpress.com/

ch

Failed Haiku – October, 1   1 comment

ger

hieroglyphs
a beetle strolls
on strange words

*

Eufemia Griffo

Pubblicato 22 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in Failed haiku, senryu

Between sips of cutting chai: 2nd haiku anthology from IN haiku Mumbai   Leave a comment

Finally is OUT!
Between sips of cutting chai: 2nd haiku anthology from IN haiku Mumbai. Congrats to Andrea Cecon, featured in this new issue with me.
I’ve one haiku published in this interesting issue edited by Rohini Gupta, Sandra Martyres, Gautam Nadkarni and other.

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Here’s my haiku (two lines):

colouring a mandala
this long journey within

*

Eufemia Griffo

unoo

dueeeeeeeeeeee

Can be bought on Amazon:

Pubblicato 22 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in haiku, IN haiku Mumbai, Libri, Senza categoria

Otata, October 1   Leave a comment

cas

moon
draws shadows on the walls 
of old cottages

Luna
disegna ombre sui muri
di vecchi casolari

*

Eufemia Griffo

Pubblicato 21 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in haiku, Otata, Senza categoria

Otata, October 1   Leave a comment

aga

 

old love letters
an agave flower
among his words

*

Eufemia Griffo


*Agave flowers only once before dying: a symbol of great
love that comes to destruction.

Pubblicato 21 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in haiku, Otata, Senza categoria

Asahi haikuist network edited by David McMurray, October 20   1 comment

mom

chrysanthemum blooms . ..
the day I became
mother

*
Eufemia Griffo

( Eufemia Griffo remembers the day she gave birth in Settimo Milanese, Italy). Comment by David McMurray

http://www.asahi.com/sp/ajw/articles/AJ201710200004.html

Crysanthemum 22 – October 2017   1 comment

Proud to appear for the first time in #Crysanthemum edited by
Beate Conrad.
My deep gratitude to editor and congrats to everyone brilliant poets featured in this new issue.

Pomegranate jam
the wild smell
of autumn

Granatapfelkonfitüre
der wilde Geruch
des Herbstes

~

Eufemia Griffo

( German translation by Beate Conrad)

 

cr

http://www.chrysanthemum-haiku.net/en/current-issue.html

Flamenco notes   Leave a comment

flam

flamenco notes
a firefly dances
on the music of a guitar

*

Eufemia Griffo

Pubblicato 16 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in haiku, Kukai, Senza categoria

Mamba, Journal of African Haiku   1 comment

My first time in #Mamba, the amazing magazine edited by Adjei Agyei-Baah.
Thank you so much Adjei to have choise one haiku of mine.

mamba

old lion
its last journey
in the baobab shade

*

Eufemia Griffo

https://africahaikunetwork.files.wordpress.com/2016/11/mamba-journal-issue-4.pdf

Julia Guzmán traduce in spagnolo il mio haiku pubblicato su Cattails di Ottobre   Leave a comment

milky

Vía Láctea..
dibujar las líneas de la vida
en la palma de mi mano

Milky Way . . .
drawing the lifelines
into my palm

Via lattea
tracciando le linee della vita
sul palmo della mia mano

Eufemia Griffo, Italy

Traduzione in spagnolo di Julia Guzmán

Pubblicato 16 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in haiku, Spanish

Cattails, a journal of the United Haiku e Tanka society   1 comment

 

cattails

Milky Way . . .
drawing the lifelines
into my palm

Via lattea
tracciando le linee della vita
sul palmo della mia mano

Eufemia Griffo, Italy

 

http://www.cattailsjournal.com/issues/cattails_final_Oct2017.pdf

Buonanotte Eleonor, racconto quarto classificato al concorso letterario “Racconti di te, all’ora del tè”   Leave a comment

 

 

Bun

Buonanotte Eleonor

La tavola preparata per il tè deve il suo fascino agli elementi che la compongono, di natura semplici, che vanno disposti con cura, e che richiedono tanta attenzione da renderli complessi.
Taluni credono che sia il tè in se stesso a rendere speciali i momenti, altri sostengono che ogni momento è speciale perché è unico, molti amano sottolineare la particolarità di un momento preparando e sorseggiando il giusto tè.
Quando l’acqua è calda al punto giusto si ha l’impressione di aver aspettato quel momento per tutto il giorno, e ci si sorprende ad ammirare l’arte di saper offrire i propri pensieri e sentimenti con la spontanea naturalezza con cui una teiera distribuisce piccole dosi della sua saggezza alle tazze pronte ad accoglierla, a ripercorrere il lungo viaggio che ha portato le foglie di tè di mano in mano fino all’ultima mano che compie il loro destino.
Il tè di oggi sarà un’occasione importante, che ci lascerà un piacevole ricordo, indelebile, come tutti quelli di questi ultimi anni che si sovrappongono nella mia memoria, uno a uno, per essere riposti in uno scrigno speciale che si chiama cuore.
In casa ce ne sono svariate fragranze, tutte in foglia pronte per l’infusione che ripongo nelle scatole di latta, su ciascuna delle quali ho posto l’etichetta che ne designa il nome. Sono tè speciali che acquisto nell’emporio di Mrs. Emma Wilson, che ne conosce tutti i segreti; Emma è una vera autorità nel campo e grazie a lei, la fiera d’autunno richiama turisti da ogni dove per acquistare i suoi famosi tè in foglia.
Il vecchio pendolo sulla parete mi ricorda che sono quasi le 17,00 e devo fare in fretta perché Eleonor, la mia piccola Eleonor, sta arrivando. Nella casa un profumo di buono si mescola all’odore del tè la cui fragranza si spande per tutta la casa; è una miscela speciale e leggermente speziata, che mi ricorda i giorni di Natale e che oggi, con quest’aria così fredda, è perfetta per riscaldare le mani e il cuore.
Sulla tavola, accanto alla teiera, ci sono le torte e i biscotti appena sfornati e disposti in piatti color zucca. I bambini stasera faranno festa, mentre le fiamme delle candele danzeranno nella notte, quella che tutti i bambini attendono con trepidazione per un intero anno e che illumineranno il passaggio degli spiriti, quando le stelle si spegneranno per fare posto alle tenebre.
A proposito, mi chiamo Marge Moore e ho quasi settantanni, vivo nella contea di Wiltshire, nella meravigliosa Valle di Salisbury, nel cottage di famiglia. Mio marito Steve mi ha lasciata vedova cinque anni fa e ora vivo insieme a tre gatti che mi non mi lasciano mai, nemmeno durante le ore notturne.
A tenermi compagnia, oltre agli amati felini, tantissimi libri che amo sfogliare e leggere più volte; mio marito era un antiquario e in casa abbiamo moltissimi volumi rari. Mia figlia Ellie dice che io sono una « cantastorie » di altri tempi e che ho il dono di incantare con le mie parole, soprattutto i bambini. Storie inventate oppure semplicemente ricordi rimaneggiati che cesello nella mia mente, togliendo le parti che non si addicono al mio pubblico speciale e trasformandoli in storie fantastiche che assomigliano un po’alle fiabe.
Oggi ho scelto di raccontarvene una che ha come protagonista proprio mia nipote che all’epoca aveva sei anni.

Contea di Wiltshire, 31 ottobre, sabato pomeriggio ore 17,00

Mia figlia Ellie, aveva ricevuto una mia lettera in cui invitato lei ed Eleonor, a festeggiare insieme la notte di Halloween, una missiva che somigliava tanto a quelle inviate ad Harry Potter prima di partire per Hogwarts. Mia figlia era una fanatica di Miss Rowling e aveva letto in pochissimo tempo, tutti i libri della storia di Harry e poi li aveva passati a me. Ero deliziata da quelle storie di magia e così quell’anno, le avevo spedito una lettera con tanto di sigillo in ceralacca, vergando le parole con una calligrafia antica ed elegante che avevo visto in una illustrazione. Ellie viveva da anni a Londra e si era sposata con un noto avvocato e dopo qualche tempo era nata Eleonor; Edward era molto impegnato con lo studio legale e così me le ritrovavo spesso a casa durante il fine settimana. Erano dei momenti speciali e le ore correvano anche fin troppo veloci.
Erano questi i miei pensieri, quando il motore di una macchina li interruppe e sentii la voce di Eleonor che gridava: « Nonnaaaaaaaaaaaaa ».
«Evviva », gridai mentre l’abbracciavo e sentivo il profumo buono tipico dei bambini.
Dopo i saluti, entrammo in casa.
Avevo preparato tutto a puntino per la festa di Halloween e avevo decorato la casa con zucche di ogni grandezza, ricreando un’atmosfera, chiamiamola gotica, che Ellie ed Eleonor trovarono eccitante e spaventosa allo stesso tempo.
La bambina era abituata a quella nonna un po’ strampalata e dai gusti un po’ eccentrici
e che una volta, le raccontai, aveva parlato con i ragni mentre si trovava in compagnia di un vecchio fantasma.
Dovevate vedere Eleonor come urlava dal terrore in quei momenti mentre io, con voce teatrale, le raccontavo quella storia da brivido. Un vero spasso per Ellie abituata alla vita frenetica di Londra che la obbligava a stare fuori casa per molte ore al giorno, senza potere ricreare quell’atmosfera familiare a cui io e Steve, l’avevamo abituata prima che si trasferisse nella capitale inglese.
Eleonor adorava le mie sorprese e soprattutto le mie storie e mi tirava di continuo il vestito per attirare la mia attenzione, chiedendomi di iniziare a raccontargliene una.
Cominciai subito mentre si acciambellava tra le mie braccia, come se fosse uno dei miei gatti, ma poco dopo avere terminato, mi chiese come al solito il permesso di poter fare un giretto per la casa. La mia dimora era molto grande e si distribuiva su due piani; al pian terreno casa c’era un lungo corridoio pieno di quadri antichi che avevano sempre attratto la bambina ed Eleonor amava percorrerlo soffermandosi su ciascun dipinto. Le concessi il permesso di poter fare il suo giro esplorativo e rimasi a chiacchierare con mia figlia. Quel che accadde da quel momento me lo narrò Eleonor molti anni dopo.
La bambina si allontanò dal salotto e iniziò a vagare attraverso il corridoio; uno dei suoi giochi preferiti, che spesso facevamo insieme, era inventare i nomi dei personaggi raffigurati sulle tele e a fare ciao ciao con la manina.
Un quadro che non si ricordava di avere mai visto, la colpì in maniera particolare; esso raffigurava una bambina dai capelli rosso chiaro, quasi colore del grano, che teneva in mano un libro. Poteva avere cinque o sei anni, non di più.
Eleonor restò a guardarla ipnotizzata quando ad un certo punto si accorse che in fondo al corridoio c’era una lunga scalinata. Mia nipote aveva ereditato la mia stessa curiosità e senza alcun timore, decise di salirla chiedendosi dove l’avrebbe condotta. Dopo avere salito tutti i gradini, si ritrovò davanti alla porta di una stanza in cui non era mai entrata.
Dentro c’erano oggetti d’ogni genere che avevo deciso di accatastare nel tempo, tra cui vecchie bambole, una culla, uno specchio ed una spazzola adornati di seta bianca, e vari giocattoli di legno, tra cui un cavallo a dondolo. Erano oggetti appartenuti alla famiglia di Steve e di cui lui ne serbava il ricordo senza essere mai stato capace di disfarsene.
Eleonor, alla fioca luce del sole del tardo pomeriggio che filtrava dalla tettoia, li guardò uno a uno, quando qualcuno le disse: «Quel giocattolo era il mio preferito, sì quello laggiù, il mio cavallo a dondolo…”.
Era la voce di una bambina.
«E tu chi sei? », le domandò Eleonor, voltandosi di scatto.
«Quella del quadro, era tanto che volevo tornare qua, ma tu non dirlo a nessuno che sono ritornata, capito? Sarà come un segreto, anzi sarà il nostro segreto », le rispose la bambina.
«Sì il nostro segreto », disse Eleonor con la sua vocina.
«Dai provalo, vedrai ti piacerà », le disse la bambina del quadro.
Allora Eleonor salì sul cavallo a dondolo e sorridendole le domandò:
« Ora vuoi andarci tu? ».
«Non posso, sai io sono trasparente ».
«Cosa vuol dire? », le chiese mia nipote.
«Che non ho più un corpo », rispose lei.
«Ahhh », rispose Eleonor poco convinta.
«Sai, tanto tempo fa  io abitavo in questa grande casa e giocavo per ore con i miei giocattoli di legno », raccontò la bambina del quadro.
«E poi cosa è successo? », le domandò Eleonor.
«Sono caduta e sono diventata trasparente », quella le rispose.
Eleonor che aveva capito ben poco delle parole di quella bambina, era più interessata ai giocattoli e fu così che le due si misero a giocare insieme, pettinando i capelli delle bambole che sembravano essere tornati ad essere soffici come la seta.
A un certo punto Eleonor sentì la voce di sua madre che la chiamava con tono preoccupato e ne sentì i passi mentre saliva la lunga scalinata che portava alla stanza.
Allora la bambina del quadro le disse: « Devo andare via, ma tu promettimi di non svelare mai il nostro segreto! ».
Aprì la mano di Eleonor e le disse: «Ecco tieni, ora devo tornare dalla mia mamma, ma grazie di avermi fatto ricordare com’ero e quanto sono stata felice qua. Buonanotte Eleonor ».
La bambina non fece in tempo ad ascoltare le sue ultime parole, quando la porta si spalancò.
«Eccoti qua piccola peste, ma dove ti eri cacciata? », le domandò Ellie con un tono di voce preoccupato.
«Io stavo giocando.. mamma… », e così dicendo corse in braccio a mia figlia mentre  Ellie la conduceva giù dallo scalone. Allora qualcosa scivolò dalle manine della bimba cadendo a terra.
Ellie lo raccolse e le disse: « Dove lo hai trovato Eleonor, è bellissimo! ».
«Me lo ha dato… ». Eleonor stava per rispondere a sua madre, quando si ricordò del patto suggellato con la bambina della soffitta. Allora guardò il quadro affisso sul muro del lungo corridoio e le sorrise.
«L’ho trovato lassù mamma, posso tenerlo vero? », le domandò Eleonor.
«È un bellissimo cavalluccio a dondolo, così minuscolo e perfetto e intagliato nel legno. Chissà di chi era! Certo che puoi tenerlo bambina mia », rispose Ellie.
Quella sera, mia nipote, si addormentò tra le braccia di Ellie che le accarezzava gli splendidi capelli ramati mentre la stringeva più forte che mai.
Suonò il campanello e un drappello di bambini in maschera, esordì col classico:
« Dolcetto o scherzetto?». Mi spiaceva che mia nipote si fosse già addormentata, perché negli anni precedenti, era lei che dispensava le caramelle e i dolcetti che avevo preparato, al gruppo dei fantasmini.
Dispensai i doni e richiusi la porta e mi recai nella stanza dove Ellie aveva adagiato la piccola nel lettino e le diedi un bacio.
Poi tornammo nel salone e ci gustammo l’ultimo tè di quella giornata speciale, che ci aveva nuovamente riunite.

Anni dopo

Oggi la campagna inglese appare ancora più delicata e triste, come in un dipinto malinconico eseguito dalle mani un pittore.
Sono passati molti anni ed Eleonor è una splendida ragazza di vent’anni, frequenta il college e pare voglia seguire le orme paterne. Viene ancora a trovarmi, non tanto spesso come quando era bambina, ma appena le è possibile, si rifugia nella pace della campagna.
Un giorno d’autunno, mi fece una sorpresa. Aprii la porta e senza nemmeno fare in tempo ad aprirla completamente, mi ritrovai Eleonor sull’uscio mentre mi buttava le braccia al collo.
Ero così felice che non riuscivo nemmeno a parlare.
«Nonna mi prepari il mio tè preferito, per favore? », mi chiese mia nipote. Immediatamente scelsi la stessa fragranza speziata che mi ricordava il periodo natalizio e che nel tempo anche lei aveva eletto come il suo tè preferito. Il tempo di far bollire l’acqua e porre in infusione le foglie e la bevanda fu pronta.
Notai che portava al collo un piccolo cavalluccio a dondolo intagliato nel legno, era quasi minuscolo, ma era stato cesellato in maniera perfetta. Le chiesi chi glielo avesse donato e fu così che Eleonor mi disse: « La bambina della soffitta, sono tanti anni che custodisco il suo dono e il nostro segreto, però nonna, è giunto il momento di raccontarti quel che accadde in questa casa anni fa…».
Ascoltai la sua storia a bocca aperta e per un tratto rividi in Eleonor me stessa, mentre le raccontavo le storie che tanto amava; persino il suo modo di muovere le mani era il mio e mi accorsi che era diventata un’abile narratrice.
« Nonna lo so che sembra tutto frutto della mia immaginazione, ma io sono sicura di averla incontrata…».
La abbracciai senza dirle nulla e continuammo a bere il nostro tè in silenzio, gustandoci quel momento, come qualcosa di unico e speciale. Non c’era bisogno di dire nulla.
Forse avevo atteso quel momento per tutta la vita e come tanti anni prima, mi sorpresi a pensare che i momenti speciali erano sempre stati accompagnati dal tè, da una teiera finemente lavorata e di cui ne possedevo in gran numero, e dalle tazze che collezionavo da sempre.
Quando giunse la sera, Eleonor si accomiatò promettendomi che sarebbe tornata presto.
Fu allora che ebbi la sensazione che qualcosa mi attendesse da tempo. Percorsi il lungo corridoio che conduceva al solaio e sostai davanti al quadro di Margaret. Quel quadro era là da tanti anni e la raffigurava all’età di circa sette anni. Era una bambina con dei capelli rossi il cui viso mi era sempre parso triste; mio marito mi aveva raccontato anni addietro che era una sua cugina, morta piccolissima, cadendo da cavallo. Solo in quel momento mi resi conto che portava al collo un monile minuscolo e inforcando gli occhiali e sporgendomi sulle punte per vederlo meglio, mi resi conto che era lo stesso cavalluccio a dondolo che Eleonor portava al collo.
Ero felice di avere rivisto Eleonor ed ero serena perché la sua storia che aveva tenuto per se stessa per tanti anni, finalmente era stata raccontata e stasera sono qua a narrarla a voi mentre mi preparo l’ultima tazza di tè, prima che il sonno mi vinca.
Sono certa che non la dimenticherete e che a qualcuno forse verrà voglia di raccontarla perché non se ne perda la memoria.
C’è chi dice che i fantasmi non esistono, eppure in quel giorno che preludeva alla notte di Halloween, quando gli spiriti di coloro che hanno già vissuto tornano a visitare le dimore che furono loro care, Margaret era ritornata in questo mondo forse perché aveva nostalgia dei suoi giochi o forse solo dei sorrisi e dell’amicizia che solo i bambini sanno donare. Ma aveva fatto di più: aveva regalato ad Eleonor il suo cavalluccio a dondolo, un piccolo monile che lei stessa aveva portato al collo durante la sua esistenza.
*
Marge Moore morì alla veneranda età di quasi cento anni e in paese tutti se la ricordano come la signora delle storie e del tè. Il suo cottage è stato comprato dai nipoti di Mrs. Emma Wilson e oggi è diventato un magnifico store che attira amanti del tè da ogni dove e in cui è possibile trovare ogni sorta di miscela proveniente da varie parti del mondo. Eleonor, che oggi è un avvocato molto affermato, qualche volta si reca ancora a Salisbury e non manca mai di comprare il famoso tè in foglia, di cui esistono moltissime miscele, nel negozio che ora porta il nome della sua amata nonna.
 
*
Eufemia Griffo

Nella foto  che ho scelto, ci sono Margaret (così come l’ho immaginata) ed Eleonor oramai adolescente (ho cercato molte immagini e questa potrebbe essere abbastanza verosimile. Entrambe le foto provengono da Pinterest).

Premiazione del concorso letterario organizzato da Edoné, “Racconti di te, all’ora del té”   Leave a comment

Felice, emozionata, commossa per la magnifica cerimonia appena terminata ” Racconti di tè all’ora del tè”, ideata da quella magnifica donna e maestra del tè che ho avuto l’ onore di conoscere, Marina Pasotti.
Il mio racconto ” Buonanotte Eleonor ” giunge al quarto posto in questo prestigioso concorso letterario.
Tra i premi l’antologia con tutti i racconti e una preziosa scatola di tea giapponesi. E infine la motivazione dello scrittore Claudio Bianchi che mi ha commossa profondamente.
Due attori hanno letto il mio racconto e sono scesa dal palco in lacrime, mentre il pubblico mi tributava un lungo e sentito applauso.
Emozioni, ricordi indelebili.
Un grazie sentito a tutti.

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Haiku in the Workplace: Dawn in the Office   1 comment

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dawn in office . . .
looking at a swallow
migrate away

— Eufemia Griffo

 

https://www.thehaikufoundation.org/2017/10/04/haiku-in-the-workplace-dawn-in-the-office/