Archivio per 1 marzo 2018

Su di me: un articolo di Maria Grazia Vai sulla pagina La couleur d’un poème.

Carissimi autori, da qui alla scadenza del concorso, su questa pagina avremo, avrete, avrò modo e piacere di scrivere e parlare d’arte e poesia. Oggi vorrei parlarvi dei nostri giurati e dedicare a ciascuno di loro un piccolo contributo. Questo vuol essere il mio personale e anticipato grazie all’immane lavoro che saranno chiamati a svolgere nel valutare con serietà e competenza le vostre opere, oltreche farvi ascoltare la loro voce.
Vi presento Eufemia Griffo, haijin di fama internazionale attraverso alcuni scatti dei sui numerosissimi riconoscimenti e alcune piccole perle dell’universo a 17 sillabe, quella che gli antichi maestri giapponesi chiamarono haiku.

io

white peony
our first promise
of love
~
antichi mantra
silenziose preghiere
nel lungo viaggio

vecchi tarocchi
scrutando luna e stelle 
lungo il cammino

strada smarrita
un colibrì* ha aspettato
il mio ritorno

Eufemia Griffo

*Il colibrì in molte antiche culture simboleggia la protezione, la perseveranza, la resistenza. Nella cultura azteca veniva considerato la reincarnazione dei guerrieri morti in battaglia.

~

Vi invito a visitare anche il suo bellissimo Multiblog
MEMORIE DI UNA GEISHA
https://eueufemia.wordpress.com/

 

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Katherine e il custode del re inverno – Writers, Marzo 2018

” Katherine e il custode del re inverno”, un mio racconto pubblicato sulla rivista letteraria Writers, diretta da Elena Brilly e appena pubblicata. In questo racconto ho preso a prestito il personaggio di Hercules Poirot, inventato dal genio di Agatha Christie.
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Hercules Poirot strinse il ritratto della sua amata Katherine, accarezzando il vetro della cornice che da sempre custodiva l’antica bellezza della fanciulla. Hercules chiuse gli occhi e la rivide per un attimo ancora bambina, in un ritratto in cui sua madre le pettinava i lunghi capelli colore del grano. A un tratto gli occhi si fecero pesanti e l’uomo iniziò a sognare.
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Katherine era vestita di bianco e aveva tra le mani rose bianche fatte di ghiaccio. Le due piccole mani erano rigate da rivoli di sangue e goccia dopo goccia, l’abito si macchiò di colore rubino. Essi sembravano fiori minuscoli che adornavano il suo vestito immacolato del colore della neve che scendeva copiosa dal cielo. Un vento gelido soffiò improvvisamente tra i capelli della fanciulla, tanti cristalli di ghiaccio che si depositarono tra i suoi boccoli.
Katherine era terrorizzata, aveva tanto freddo e avrebbe voluto chiamare aiuto, ma non c’era nessuno in quel luogo remoto così lontano dalla sua amata casa. Si rese conto che si trovava in un castello fatto di neve e di ghiaccio.
All’ improvviso vide per terra uno specchio e vi vide riflesso un volto: una donna non più giovane e in là con gli gli anni piangeva. Katherine riconobbe il viso della sua amata madre.
Il dolore dipinto sul suo volto era quasi palpabile, ogni parte di esso tradiva una profonda sofferenza. Perché sua madre piangeva?
All’improvviso un turbine di vento rivelò la presenza di una donna bellissima con in testa una corona. La scrutava con avidità e cattiveria e Katherine ne ebbe paura. Ella portava sulla spalla un corvo nero dal becco adunco il cui colore della notte strideva nettamente col candore del suo lungo abito.
La donna le disse: « Sai chi è quella donna che piange?» 
Katherine era sconvolta e terrorizzata e non riusciva a proferire parola. Era come se le sue labbra fosssero serrate da una mano potente che le impediva di aprire la bocca.
« Quella donna è tua madre e piange perché tu sei morta. »
« Ma io non sono morta. », rispose Katherine.
« Presto lo sarai.»
« Ma io non voglio morire.»
« E allora dovrai fare tutto ciò che ti dico e conficcare nel tuo cuore questo cuneo di ghiaccio. Solo così avrai salva la vita. »
« E se non lo facessi? »
« Morirai. Se invece diventerai una mia seguace avrai salva la vita, ma dovrai dimenticare tutti coloro che ami e diventare la custode del Re dell’Inverno, il mio amato corvo nero che ti aspetta da lungo tempo. Così come per molti anni ha atteso me, fin quando sono giunta nel suo regno di ghiaccio. È lui che mi ha insegnato tutto quello che so, soprattutto il potere sulla vita e sulla morte. »
« Io non desidero possedere questi poteri. Tu non saprai mai quali sono le cose importanti della vita.»
« E quali sarebbero? »
« L’amore, l’altruismo, la speranza.»
« Nel mio regno non c’è posto per l’ amore e le sue storie antiche» , disse il corvo nero.
« Solo magia, magia nera.», aggiunse il custode del Re Inverno mentre si staccò dalla spalla della donna dal volto bellissimo.
Katherine scosse la testa e cercò di scappare via, ma il corvo iniziò a svolazzarle sul capo
cercando di fermarla. Mentre lo faceva, il suo abito diventò completamente rosso e il suo viso tutto bianco, quasi spettrale. Katherine si immobilizzò, mentre la vita sembrava abbandonarla. Il suo volto sembrava quello di una bambola, senza espressione, senza vita, senza emozioni.
« Anche tu rimarrai per sempre bella come me, in questo istante eterno e irripetibile. », disse la donna dal volto bellissimo, mentre con sguardo trionfante la vide per terra, priva di vita.

*
Che strano sogno aveva fatto Hercules Poirot, la sua piccola amata Katherine giaceva nella neve, da sola, senza che nessuno, nemmeno lui, la cullasse tra le braccia. Avrebbe voluto scaldarle il corpo, riempirla di baci e col suo alito caldo ridarle vita. Ma lei non c’era più e come in quel sogno fatto di ghiaccio e di neve, un vento gelido la portava sempre via, lontano da lui.
Erano passati molti anni da quando Katherine era morta e nel frattempo Hercules era diventato vecchio e famoso, il celebre detective che riusciva a risolvere tutti i misteri, anche i più improbabili e a trovare sempre i colpevoli dei misfatti. Solo un mistero era rimasto irrisolto: quello della vita e della morte, su cui nemmeno lui, il signor Poirot avrebbe mai avuto nessun potere.
Lo stridulo grido di un corvo lo distolse dai suoi pensieri. Poirot si affacciò dalla grande vetrata e per un attimo gli sembrò di vedere l’immagine sbiadita della sua amata Katherine, tutta vestita di nero, mentre teneva sul braccio destro, il custode del Re Inverno che pronunciava il suo nome, da tempo dimenticato da tutti. Tranne che da lui, il famoso signor Poirot, che serbava ancora nel suo cuore, il ricordo dell’amata fanciulla che anni prima era scomparsa molto giovane.

*

Per il personaggio di Katherine, mi sono liberamente ispirata al film “Assassinio sull’Orient Express” (Murder on the Orient Express) del 2017 diretto, co-prodotto e interpretato da Kenneth Branagh e basato sull’omonimo romanzo del 1934 di Agatha Christie. Per il personaggio della donna bellissima invece mi sono liberamente ispirata alla fiaba di Hans Christian Andersen, “ La regina delle nevi”.
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Link per scaricare la rivista:

https://drive.google.com/file/d/1S45-MNlzmX3BqrG7d_wycRtkFO9vmWlp/view

Pubblicato 1 marzo 2018 da Eufemia Griffo in racconti, Senza categoria, Writers

Haiku windows edited by Katherine Munro: office window.

Happy to appear once again in Haiku windows edited by Katherine Munro.

 Theme: office window.

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office window
the endless journey
of snowflakes

Eufemia Griffo

https://www.thehaikufoundation.org/2018/02/28/haiku-windows-office-window/