Itaca – Writers, 9 2016

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Viaggiare che passione! Quante volte abbiamo letto o sentito questa frase? Non importa a quale latitudine del mondo e in quale lingua essa si pronunci, ma quel che ci accomuna è l’amore per il viaggio, quel voler scoprire oltre, quel volere andare al di là del posto in cui abitiamo e in cui siamo abituati a vivere la nostra vita. Sognare ad occhi aperti immaginandoci novelli Marco Polo alla ricerca di posti straordinari che abbiamo percorso mille volte con la fantasia, o volando come Peter Pan alla ricerca dell’Isola che non c’è.

Viaggiamo con la fantasia, in sella sulla bicicletta, camminando su sentieri sconnessi o strade lastricate tutte in discesa. A volte facciamo i viaggi nella memoria con un sacco di fermate dove raccogliamo speranze dimenticate o semplici fiori di piccole emozioni; qualche volta invece ci capita di fare un viaggio nel futuro, trovandoci tra un mare di stelle dove diventa difficile scorgere la direzione da prendere. E così ci spaventiamo di quel cielo così confuso e ridiscendiamo a terra impauriti in questo presente che nel bene o nel male ci appartiene.
« Quando ti metterai in viaggio per Itaca – devi augurarti che la strada sia lunga – fertile in avventure e in esperienze..» dice nella celebre lirica “Itaca” il poeta greco Costantinos Kavafis. Egli aggiunge che non devi avere paura né trasportare i timori dentro l’anima, augurandoti che siano moltissimi i mattini d’estate. È Itaca che devi avere in mente, la meta da raggiungere senza fretta ricordando gli aromi e i profumi incontrati nel viaggio perché senza Itaca non ti saresti mai messo in viaggio.

Infine quando vi arriverai, « se la troverai povera non per questo ti avrà deluso » , perché questo viaggio ti avrà regalato un bagaglio di esperienza che mai avresti avuto se non ci fosse stata l’isola che diede i natali a Ulisse.

Itaca non è che una metafora della vita e dell’esistenza, è il sogno che tutti dobbiamo avere ed è la meta verso la quale tutti dobbiamo ritornare, come Ulisse, che dopo infiniti viaggi ritornò nella sua terra.

Non importa il viaggio o la meta, ma come li affronti, come li vivi, con quale stato d’animo respiri ogni singolo giorno che ti accompagna. È vivere la vita ogni attimo e ogni secondo e questo infine è il vero senso dell’esistenza, ovvero non avere vissuto invano.

Eufemia Griffo, Writers 9 2016

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Pubblicato 15 maggio 2018 da Eufemia Griffo in racconti, Senza categoria, Writers

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