Archivio per gennaio 2020

Onorata che un mio haiku, tradotto dall’inglese, appaia sulla rivista “La voce dell’Ute”, fondata dal Lions club di Cinisello Balsamo e patrocinata dal Comune. Grazie al caporedattore Renato Ghezzi per avere scelto questo mio poema e alla redazione. All’interno un articolo dedicato allo haiku che vi invito a leggere. Felice di questo crescente interesse nei confronti di questo antico genere poetico.

luuu

luna d’inverno
la forma argentata
di un fiocco di neve

winter moon
the silvered shape
of a snowflake
(Eufemia Griffo, Otata Dec. 2018)

https://www.utecinisellobalsamo.it/Dispense/letteraria/2019_2020_giornalino_ute/dispensa_01.pdf

Pubblicato 28 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in haiku, pubblicazioni cartacee, Senza categoria, UTE

Giorno della Memoria, 27 gennaio – Una selezione di poemi del 2019

Una selezione di poemi dedicati al giorno della Memoria

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

claudia a

ivy leaves
the painful intertwining
of my memories

foglie d’ edera
il doloroso intreccio
dei miei ricordi

Eufemia Griffo 

~~~

Chiuso in un treno
Il profumo dei mandorli
che si allontana

Andreina Pilia

~~~

Bigia la neve
dai fiocchi di cenere
Tremuli gli occhi

Nella memoria persi
i petali di un pruno

tanka di Betty Castagnoli 

~~~

Nuova memoria
per non dimenticare
I gigli bianchi

L’olezzo dai camini
si appiccica alle stelle

Tanka di Mauro Battini

~~~

Copre la neve
tutto il filo spinato
Anche I camini

Il bianco è sciolto al sole
e si trasforma in fango

tanka di Paola Martino

~~~

easily
tears shine …
Memorial Day

con facilità
luccicano le lacrime…
giorno della memoria

Margherita Petriccione 

~~~

coltre di neve –
un paio di scarpe rosse
di una bimba

blanket of snow –
a pair of red shoes
of a little girl

Rosa Maria Di Salvatore

~~~

View original post 440 altre parole

Pubblicato 27 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in Senza categoria

Eufemia Griffo – Giorno della memoria 27 gennaio (International Holocaust Remembrance Day (January 27)

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pexels. com free ph. download

Giorno della Memoria
International Holocaust Remembrance Day
(January 27)

diario di guerra
quando nessuno di noi
guardava le stelle

war diary
when none of us
looked the stars

*

cenere nera
tutte quelle stelle nascoste
nell’oscurità

black ash
all those hidden stars
in the darkness

*

pagine vuote
le ultime parole di Anna
portate via dal vento

empty pages
Anne’s last words
carried off by the wind

*

filo spinato
in primavera le rose
raggiungono ancora il cielo

barbed wire
in spring the roses
reach the sky again

*

petali caduti
il modo in cui lasciamo andare
la nostra vita

fallen petals
the way we left
our life

*

Eufemia Griffo

Otata, Febr. 2019

https://otatablog.files.wordpress.com/2019/01/otata-38-post2.pdf

Pubblicato 26 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in Giorno della memoria, Senza categoria

Charlotte Digregorio’ s blog, Jan, 11 2020

Today one poem of mine published in Charlotte Digregorio’ s blog.
My deepest gratitude for her choise. This poem has already been featured in hedgerow #129, print edition, December 2019, edited by Caroline Skanne.

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https://charlottedigregorio.wordpress.com/

Failed Haiku, Jan. 2020

Really pleased to have four poems of mine in the latest issue of Failed haiku January 2020 alongside many poets. There is a poem about “absence of water” too, together with other poems on the same theme written by poets from all over the world. Thank you Michael Rehling for this great work!🙏 Congratulations everyone!

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heat wave
only a handful of rice
in the empty bowl

sign language
the children’s words
light as snow

logbook
the first snow
on the last page

childhood memories
my child intertwines his hands
with mine

ondata di caldo
solo una manciata di riso
nella ciotola vuota

linguaggio dei segni
le parole dei bambini
leggere come la neve

giornale di bordo
la prima neve
nell’ultima pagina

ricordi d’infanzia
mio figlio intreccia le sue mani
con le mie

~
Eufemia Griffo Failed Haiku Vol. 5 issue 49

Pubblicato 25 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in Failed haiku, pubblicazioni internazionali

Wales haiku edited by Paul Chambers – Winter edition, Jan. 2020

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white chrysanthemums
the faded color
of her absence

Eufemia Griffo

 

https://www.waleshaikujournal.com/winter-2019

hedgerow#129 edited by Caroline Skanne

One of the most beautiful haiku journals edited by Caroline Skanne, is here. Delighted to be part once again. This poem has been reprinted in Charlotte Digregorio’ blog in January 11th 2020.

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fall twilight
the shadow of a butterfly
behind me

crepuscolo d’autunno
l’ombra di una farfalla
dietro di me
~
Eufemia Griffo
hedgerow #129 December 2019

#HAIKU DIALOGUE January 22th 2020. Guest editor, Carole MacRury

#HAIKU DIALOGUE January 22th 2020.

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ph. by Carole MacRury

Thank you so much to Carole MacRury for publishing my poem in this new lovely collection. Here’s my poem:

empty bowl
I rewrite our story
from the beginning

Maria Antonietta e la rivoluzione francese

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Vivere al di sopra dei propri mezzi lo fanno in tanti.
Morire nessuno…
G. Bufalino (scrittore italiano), “Il Malpensante”

Dalla lettura delle autorevoli biografie dedicate alla “Dauphine” ho ampiamente apprezzato soprattutto il tentativo di considerare Maria Antonietta da un punto di vista “umano”, mettendo in luce quelle che erano le caratteristiche della donna, della madre (molto meno della moglie), dell’amante, più che del suo ruolo di regina. Su Maria Antonietta esistono molteplici testimonianze originali scritte da chi la conobbe e la frequentò (su tutti le lettere di Fersen, le Memoirs delle Dames che facevano parte del suo entourage, come Madame Campan, Madame de La Tour du Pin…). Molti biografi di Maria Antonietta hanno dunque attinto a questo materiale preziosissimo che la riguardavano. 
Negli anni che precedettero il 1789 le premesse per un cambiamento radicale erano in nuce visto il fervore che aveva suscitato negli animi delle classi abbienti e non la rivoluzione americana; sappiamo infatti che la Francia partecipò attivamente con l’invio delle sue truppe a questo evento che cambiò il volto del nuovo continente.
Ma a mio avviso ( e qui parlo di una considerazione del tutto personale, anche se supportata da pareri concordanti, certamente autorevoli rispetto al mio modesto punto di vista) fu Maria Antonietta la conditio sine qua non che diede l’avvio ad un cambiamento epocale, nel bene e nel mal fino ad arrivare agli eccessi della rivoluzione, agli anni del terrore. Perché altrimenti non farla prima una rivoluzione, visto il dispotismo esercitato dall’allora re Luigi XV, le miserrime condizioni di vita nelle quali versava il popolo francese che da secoli accettava il potere assoluto ed autoritario
dei re senza fare nulla di “rivoluzionario”?
Fino a quel momento era considerato un sacrilegio discutere l’autorità del re, essere divino, il sacro, l’unto del Signore[2] : né il ceto nobiliare, né quello medio e tanto meno il volgo vessato, osavano muovere accuse concrete contro questo status quo.
Finché non arrivò lei, quella donna che fu poi nominata in maniera diffamante “la cagna austriaca” , “Madame deficit” , “La Poule”; una campagna diffamante messa in atto in grande stile e di così vaste proporzioni, tramite pettegolezzi, chiacchiere e libelli scritti ed illustrati, da raggiungere ogni strato della popolazione francese. E così col tempo ella fu considerata la maggiore responsabile dell’impoverimento della nazione e odiata anche dallo stesso ceto nobiliare.
Eppure prima di Antonietta vi erano state altre donne potenti, come Madame Pompadour, la contessa Du Barry che certo in fatto di spese e di lussi non erano seconde a nessuno; tutti i re avevano il loro nutrito e costosissimo harem da mantenere e far spiccare..[3]

Tuttavia Antonietta era straniera e fece il gravissimo errore di volere esercitare un  potere assoluto. Questo fu il suo primo errore: credere di essere amata dai sudditi senza variazioni nel tempo. [4]
Il secondo errore fu quello di dilapidare un patrimonio ingente a danno dell’erario pubblico, in acquisto di abiti sontuosi, gioielli e di elargire cospicui emolumenti e pensioni ai nobili senza scrupoli che si affrettarono a fare parte della sua esclusiva cerchia di amici.
Questo comportamento minò il rispetto e la fiducia con cui i Francesi l’avevano accolta anni prima. D’altra parte quale regina di Francia, conscia del potere quasi illimitato di cui godeva, Antonietta possedeva tutto all’infuori dell’amore e dell’affetto.
Fu data in moglie ancora giovanissima , in nome della Ragion di Stato, al delfino di Francia, un uomo goffo e timido e tutt’altro che adatto a divenire re. Un uomo che trascorreva il proprio tempo in battute di caccia, a tracciare mappe geografiche o a costruire serrature (!!!).
La solitudine, la mancanza d’amore e di un’amicizia vera, la spinsero a diventare una donna frivola e amante del lusso. Eppure aveva avuto l’esempio di una madre grandiosa, di una regnante integerrima che tuttavia sacrificò, come era in uso fare, la sua figlia più bella alla causa della nazione.[5] 

Tuttavia per  quel che concerne il campo affettivo di Maria Antonietta, siamo sicuri dell’amore del conte svedese Ans Axel conte di Fersen poiché sono state ritrovate alcune lettere che i due si scrissero [6] ; siamo altrettanto sicuri del fatto che Maria Antonietta nutriva un’indubbia amicizia nei confronti della contessa di Polignac. Siamo altrettanto sicuri che nei primi tempi ebbe l’appoggio delle tre sorelle del re, che ebbe delle dame di compagnia fidate, su tutte la Principessa di Lamballe che le fu vicino anche nel Tempio della Prigione per sua libera scelta.[7]
Tuttavia nella realtà non ebbe mai un’amica vera e leale, un’amica e confidente delle sue pene amorose, qualcuno che la sapesse consolare per la perdita dell’amato primogenito o qualcuno che la mettesse in guardia quando si improvvisa stratega e fa accorrere a Parigi molti eserciti, anche stranieri, a presidiare la città.
O più semplicemente qualcuno che la mettesse con le “spalle al muro” e le facesse aprire gli occhi su ciò che la circondava.[8] D’altra parte il re delegava il governo in toto ai suoi ministri e la sua nota passività mise in pericolo la sua vita e quella dei suoi familiari in diverse occasioni. Una passività marcata al punto tale da delegare alla moglie le decisioni di maggior portata, oppure a prendere decisioni “suggerite” da terzi (su tutti la regina) poco ragionevoli.[9]
E così accadde l’inevitabile quando qualcosa poteva ancora essere fatto. Tutte le promesse, le speranze che nacquero nel giorno dell’incoronazione di Luigi, si dissiparono. [10]
La Francia cambiò e con essa i destini degli uomini: uomini che da adulatori divennero detrattori e infine decretarono la prigionia e poi la morte, prima del re  Luigi e poi di Maria Antonietta.
Negli ultimi giorni della sua vita, nella prigione del Tempio, quella che un tempo fu la regina di Francia, fu relegata in una cella buia, piccola e maleodorante; spogliata della sua identità (la prigioniera 280) e dignità (costretta a spogliarsi e a fare semplici gesti quotidiani davanti agli occhi sempre fissi di un carceriere).
Malgrado questo trattamento, ella mantenne la propria dignità fino all’ultimo momento della sua vita. Ed anche nel momento peggiore, dopo essere stata trasportata con le mani legale, i capelli recisi da un sudicio coltello verso il patibolo, si mostra alla folla assetata di sangue e urlante, in tutta la sua fierezza e regalità.
Senza rimpianti, senza lacrime, anzi sussurrando dopo avere pestato il piede dl boia un “Pardon Monsieur, non l’ho fatto apposta”.
Davanti all’ineluttabilità della morte ciò che più colpisce non è la punizione, il ricordo di quello che Antonietta fu, i suoi errori. Ciò che rimane vivido nella mente è l’immagine, ben evocata nelle biografie, di una donna sola che ha perduto tutto, di una vecchia che non avrà nemmeno una tomba dove qualcuno potrà poggiare un fiore (infatti il suo corpo venne buttato in una fossa comune).[11]
“Guarda come precaria e misera è la condizione dell’uomo: ieri embrione, domani mummia o cenere. E dunque questa briciola di tempo che ti è concessa vivila secondo natura e separati dalla vita serenamente, come l’oliva matura che cade benedicendo la terra che l’ha portata su di sé, e rendendo grazie all’albero che l’ha fatto maturare”
(Marco Aurelio, imperatore romano 12-180), in “Ricordi”, IV; 48.

NOTE
[1] Mi baso in modo particolare sulla lettura di alcuni testi dedicati a Maria Antonietta, come quello arcinoto di Castelot e di C. Erickson; ma anche da commenti e riflessioni raccolti da Internet, nelle varie sezioni dedicati a personaggi storici (vedi Cronologia.it)
[2] A proposito della tragica fine di Luigi XVI leggiamo : “Eppure la quiete che regnava nelle strade, la tranquillità della folla erano, almeno in parte, frutto del silenzio imposto da un reverente timore. Il re era un essere sacro, l’immagine di un unto del Signore, il padre un tempo amato, una creatura a parte diversa da ogni altra. E adesso quell’essere stava per essere distrutto” in Carolly Erickson “Maria Antonietta” Ed. Oscar Mondadori.
[3] In questo senso Luigi XVI fu senza dubbio un’eccezione, poiché non emulò la baldanza amorosa di Luigi XV che era ben noto in tutte le corti europee per lo scandaloso e sfrenato libertinaggio verso le sue favorite.
[4] Ricordiamo che Antonietta viene accolta dall’Assemblea Nazionale nel mutismo più assoluto ed in quel momento si rende conto che è soprattutto lei il vero bersaglio dell’odio dei tre ceti.
[5] Intorno alla metà del XVIII secolo due colossi dominavano il continente europeo: la Francia e L’Austria. Entrambe le nazioni possedevano vasti territori e spesso erano in conflitto tra loro. Tuttavia in quell’epoca la rivalità tra i Borboni e gli Asburgo venne attenuata proprio dal matrimonio tra Maria Antonietta e Luigi XVI. Quest’alleanza costituiva anche una sorta di scudo contro il potere della Gran Bretagna e della Prussia.[6] Fersen teneva diari che comprendevano un bel po’ d’informazioni sui regnanti francesi; nel 1791 li affidò ad un amico che giudicò prudente darli alle fiamme (pensate che perdita incalcolabile per gli storici)..
[7] Infatti si legge nel libro della Erickson che costei dopo avere fatto un viaggio presso i suoi parenti, tornò dalla regina che era prigioniera; fu poi catturata per decisione dell’Assemblea nazionale, ghigliottinata e letteralmente fatta a pezzi.
[8] Luigi XVI di indole bonaria e sinceramente amante del suo popolo in realtà non seppe mai pienamente comprendere quali erano le reali necessità dei suoi sudditi e naturalmente nemmeno Maria Antonietta.
[9] Si pensi all’allontanamento dal consiglio dei ministri del banchiere svizzero Necker il quale in quanto ministro delle finanze, nel 1781, nel documento Compte Rendu, enucleò le spese folli, gli incredibili sprechi sostenuti dalla corte francese. Egli era amato dal popolo e quando venne licenziato dalla corte, questo fatto rese ancora più forte l’astio dei francesi nei confronti dei regnanti.
[10] Al contrario di Antonietta, sua madre ebbe sempre a cuore il benessere dei sudditi sul quale si basava la longevità di una monarchia; nei suoi scambi epistolari Maria Teresa ricordava sempre questo aspetto alla figlia che naturalmente non lo tenne nella debita considerazione.
[11] E pensare che Foscolo nel successivo secolo, assunse la tomba nel carme “I Sepolcri”, quale momento della vita dell’uomo e collocò per così dire i sepolcri dentro lo sviluppo umano, come primo segno di civiltà che distingue l’uomo dalla belva, come distintivo dell’uomo il quale onora nelle tombe la memoria dei suoi cari e desidera anche lui a suo tempo vengano tributati gli onori funebri, per mantenere viva l’illusione della mortalità.

Articolo scritto da Eufemia Griffo 

Pubblicato 20 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in articoli, Senza categoria

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My haiku Pond

Thank you so much to Michael Smeer to sharing my poem in My haiku Pond🙏

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2595378133882026&id=922982794454910

 

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Pubblicato 10 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in My haiku pond, Senza categoria

Haikuniverse, December 26th 2019

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Pubblicato 9 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in haikuniverse, Senza categoria

InHaikuMumbai presents: “Breathing the same air, 4th haiku anthology 2019

InHaikuMumbai presents:
“Breathing the same air, 4th haiku anthology 2019, a collection of haiku and related forms about our furry companions, edited by Café haiku. Happy to appear for the second time in this lovely collection. Congratulations everyone!

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Japanese garden
time to part
with my old Akita*
~
Eufemia Griffo

*The Akita is a large breed of dog originating from the mountainous regions of northern Japan.

Featured poets: Paresh Tiwari, Ernesto Santiago, Roberta Beary, Barbara Tate, Madhuri Pillai, Jenny Pyatt, Raamesh Gowri Raghavan India, Brijesh Raj,
Gautam Nadkarni, Sandra Martyres, Rohini Gupta, Brijesh Raj, Raamesh Gowri Raghavan, Bob Lucky, Matthew Caretti, Gurpreet Dutt, Geethanjali Rajan, Sonam Chhoki, Shobhana Kumar, Helen Buckingham,
Julie Warther, Terri French, Valentina Ranaldi-Adams, Eufemia Griffo, Jennifer Hambrick.

The pet anthology is now live at https://www.amazon.in/gp/product/B07ZBDQPN8/
Edited by: Gautam, Sandra, Rohini, Geethanjali, Sreelatha, Vidya, Paresh, Brijesh and Raamesh (Café Haiku Team).

European Kukai, December 2019

The results of the European Kukai are available. My poem has received 15 points and i’m really delighted for this. Congratulations to all poets and to the winners.
Topic: family.

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sign language
the silent love words
of a mother

Eufemia Griffo, 15 points

http://europeankukai.blogspot.com/2019/12/results-of-european-kukai-2019-222.html?m=1

Pubblicato 8 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in Kukai, Senza categoria

December edition of the English Speaking Union of Japan, ESUJ-H.

For the second time, one haiku of mine has been published in the December edition of the English Speaking Union of Japan, ESUJ-H. I am really honoured and surprised!😶

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winter solstice
the Milky Way
fills with new stars
~
Eufemia Griffo

Pubblicato 8 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in ESUJ-H, Senza categoria

Premio Doscar, edizione 2019: primo premio (first prize)

primopremio
#firstprize
#awardceremony
#Ateatro

Vinco  il Primo premio Doscar edizione 2019 con la silloge “I rami delle memorie “. Il premio? 100 euro da spendere in Feltrinelli. Mi viene da piangere dalla gioia, non ci credo!!!🎋🎊😭😍💖🎋

 

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Pubblicato 8 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in Premio Doscar, Senza categoria

Root. the British Haiku Society’s members anthology,

Today in my mailbox so many surprises!😍 I received The British Haiku Society’s members “Root” anthology, a stunning collection of haiku and tanka. Thank you very much to Kate B. Hall, Frank Williams and Liz Evans for this lovely anthology. Congratulations everyone! This is my poem:

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autumn wind
a maple leaf tangled
in the bride’s hair
~
Eufemia Griffo

PS. As always the correspondance in Italy is really late!

Pubblicato 8 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in antologia, pubblicazioni internazionali

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World Haiku Review, December 2019

The December 2019 issue of World Haiku Review is now up. Four poems of mine appear in this new collection and I have an honorable mention Vanguard Haiku section. I’m really delighted. Thanks to the editorial team and big
congratulations to everyone featured poets.

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closed suitcase​
the weight of her memories​
within​

(Honourable Mention, Vanguard haiku section)

faded black ink​
the last silent journey​
of her words​

(in memory of my mother)​

Vanguard Haiku, Zatsuei section​

first flakes​
a snow angel appears​
in my hands​


winter moorland​
the muffled whinny of a foal​
through the fog​

(Neo classical section​)

~
Eufemia Griffo

https://sites.google.com/…/worldhai…/whr-december-2019-issue

EUROPEAN TOP 100 – 2019

Per il terzo anno consecutivo, sono nella top 100 degli autori di haiku in Europa, insieme a molti amici Haikuists internazionali. Sono felice di questo perché questo genere poetico scandisce la mia vita da molti anni e soprattutto nel 2019, mi sono trovata a scrivere haiku e senryu, nei posti più impensabili (sale d’attesa di ospedale, in metropolitana, di notte nella mia mente, durante giornate molto difficili). Poche parole per coniugare lo spirito e la natura che spesso racconta molto di noi. Credo che sia questo il vero senso della poesia.
Grazie a Krzysztof Kokot per questo onore e complimenti a tutti.🎋🎋🎋

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Pubblicato 8 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in European Top 100, Senza categoria

Seashore, an international journal to share the spirit of haiku, Vol. 3 2019

One poem of mine featured in Seashore, an international journal to share the spirit of haiku, Vol. 3 2019, edited by David Burleigh, Paul Chambers and Gilles Fabres. Delighted to be part along with so many haiku friends. Congrats to everyone.

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silent mountains
listening to the rain
on honeysuckles

montagne silenziose
ascoltando la pioggia
sui caprifogli
~
Eufemia Griffo

Otata 47 Novembre 2019, the latest issue edited by John Martone

 

suonatori di ghironda *
quando tu mi cantavi
un’antica ballata d’amore

hurdy gurdy players *
when you sang an ancient
love ballad to me

cielo nebbioso
volano bassi
gli ultimi uccelli migratori

misty sky
the last migratory birds
fly low

castello abbandonato
un corvo sta di guardia
sulle antiche pietre

abandoned castle
a crow stands guard
on the ancient stones

 

dopo la vendemmia
il fischio allegro
dei contadini

after the grape harvest
the cheerful whistle
of the farmers

*È un antico strumento medievale
*an ancient medieval instrument
~
Eufemia Griffo

https://otatablog.wordpress.com/2019/10/31/november-2019/

Ph. from Pinterest

Pubblicato 6 gennaio 2020 da Eufemia Griffo in Otata