Archivio per la categoria ‘premi

Così muore il mio tempo – Premio letterario Brontë. La seconda poesia inclusa nell’antologia dedicata alla vita e alle opere di Emily Brontë.

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M’addormentai
sul bianco mantello
screziato di neve
tra gli ultimi bagliori
d’una notte di dicembre

Là dove un tempo
c’erano foglie
deposi tutti i miei sogni
e li affidai al gelido vento
che soffiava nella brughiera

Così muore il mio tempo
nell’infinita attesa
che spezza il cuore,
finché viene l’oblio
e poi la triste morte
~

Eufemia Griffo

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Della sua ultima neve (le ultime ore di Emily, in un freddo giorno di dicembre) – Premio letterario Brontë. Una delle due poesie incluse nell’antologia.

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Malinconico
è il sentiero percorso
nei meandri del tempo,
fragile come neve
caduta sulle sue piccole mani.

Sui capelli di Emily
cade un fiore di neve,
una minuscola gemma 
di ghiaccio e di cielo.

Nell’antico reame 
di nebbie fatue,
dondola una lanterna 
mossa dal vento
e dal lieve sussurro
della sua ultima neve.

Possano i suoi occhi spenti 
coglierne il tenue bagliore, 
perduto per sempre
nel ghiaccio perenne.

Eufemia Griffo

Brontëana VII, premio letterario dedicato a Charlotte Brontë

Molto onorata di fare parte con due mie liriche nell’antologia Brontëana VII, edizione speciale per il bicentenario della nascita di Emily Brontë, organizzato dalla professoressa Maddalena De Leo, referente della sezione italiana Brontë Society. Ringrazio tantissimo la professoressa De Leo per aver incluso le mie due poesie, ” Della sua ultima neve” e ” Così muore il mio tempo” che pubblicherò nei prossimi giorni.

 

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La Luna e il vigneto – Segnalazione di merito per tre miei haiku (Tema: una gita in collina)

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Pubblicato 28 giugno 2018 da Eufemia Griffo in concorsi, haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria

Lampi di poesia, concorso letterario: Torino 16 giugno 2018

Premiazione Lampi di poesia

Concorso di poesia e haiku ‘ Lampi di poesia’ dell’ associazione torinese Monginevro. Ricevo il diploma e il premio per i miei quattro haiku: due segnalazioni di merito e due pubblicazioni per dignità di stampa. Tutti e quattro sono stati pubblicati in antologia.
Ringrazio la giuria del premio e il presidente Sergio Donna.

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Pubblicato 22 giugno 2018 da Eufemia Griffo in haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria

Contorni imperfetti, terzo posto concorso letterario “Enrichetta Galli”

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Contorni imperfetti
(ai malati di Alzheimer)

Prendimi silenzio,
tra i rumori del giorno
che s’addormenta,
assopito tra sprazzi
di nuvole in viaggio

Prendimi cielo,
velato di blu e indaco
e fogli bianchi,
un dipinto delle ore
dai contorni perfetti

Prendimi fiume,
nella tua profondità
di abissi verdi
accogli benevolo
il mio silenzioso addio

Ho dimenticato il mare
i suoi colori
e i suoni di conchiglie,
ho dimenticato le stagioni,
gli alberi in fiore
e il lento scorrere
della pioggia

Il tempo si è cancellato,
come le orme sulla neve
mescolate in un universo
tutto bianco
dai contorni imperfetti

*
Eufemia Griffo

Pubblicato 21 giugno 2018 da Eufemia Griffo in Poesia, premi, Premiazioni, Senza categoria

My Haiku Pond, June 6th, Quickie Writing Challenge : I receive the honorable mention for one haiku of mine.

MHP Academy – June 6th, Quickie Writing Challenge – CONTEST RESULTS! My haiku receive the honorable mention. Thank you so much to Brendon Kent and Michael Smeer, the judges of this competition. Here’s my poem:

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empty shells
forgotten names 
on the shore

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Premio letterario Enrichetta Galli: ricevo il terzo premio per la poesia “Contorni imperfetti”.

Concorso letterario Enrichetta Galli: sul podio, terza classificata, con la poesia ” Contorni imperfetti”.
Nella meravigliosa cornice del Parco Farina a Settimo Milanese, ricevo il premio dal sindaco Sara Sant’Agostino.
Ho ritirato anche il premio del poeta Davide Rocco Colacrai dando voce alla sua poesia ” La rivoluzione di mio padre”. Ho letto con commozione sia la mia lirica, sia la sua. Congratulazioni mio caro amico, è stato un onore e un piacere rappresentarti. Infine ringrazio gli organizzatori del premio la giuria composta da docenti, dirigenti scolastici e poeti.

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Pubblicato 3 giugno 2018 da Eufemia Griffo in concorsi, Poesia, premi, Premiazioni, Senza categoria

Giappone svelato, edizione 2017. Raccolta di haiku a cura di Carmen Rucci

Giappone svelato, edizione 2017. Raccolta di haiku a cura di Carmen Rucci, il libro che raccoglie gli haiku vincitori e menzionati del concorso del 2017 di cui sono stata la vincitrice.
Un lavoro curatissimo ed elegante di cui ringrazio Carmen e Annamaria Sebastiani,.

 

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pioggia di marzo
le stelle si specchiano
in una foglia
~


Eufemia Griffo

– primo premio Giappone svelato ed. 2017

Word haiku review, 10th anniversary issue March 2018, Honourable Mention Haiku neo classical

onde

endless waves
come and go
come and go

*

Eufemia Griffo 

( Honourable Mention Haiku neo classical)

La stanza di Erato, concorso haiku Gennaio 2018 – Terza classificata

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Pubblicato 11 marzo 2018 da Eufemia Griffo in concorsi, haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria

La pelle non dimentica, la premiazione a Santa Maria Nuova – 3 febbraio 2018

Santa Maria Nuova (Ancona): concorso letterario La pelle non dimentica, menzione di merito (quarta classificata) per le mie cinque poesie per il voto della giuria tecnica.
Terza classificata per il voto della giuria popolare.
Ringrazio di cuore Lorenzo Spurio presidente di giuria, Rita Angelelli editrice di Mezzelane e ideatrice del concorso e tutti i giurati che hanno giudicato le opere. Congratulazioni a tutti.

 

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Pubblicato 12 febbraio 2018 da Eufemia Griffo in concorsi, La pelle non dimentica, premi, Premiazioni

Premio Doscar, dicembre 2017 – altre foto appena ricevute

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Col presidente della Dosca, Dottor Szeco che mi consegna diploma speciale della giuria e il premio.

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Pubblicato 13 gennaio 2018 da Eufemia Griffo in premi, Premiazioni, Premio Doscar, Senza categoria

Rovine antiche (in ricordo di Silvia), poesia vincitrice del concorso internazionale di Montebelluna “Camellia Rubra”, dicembre 2017

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Rovine antiche
(in ricordo di Silvia)

Discreta è la luce oggi
e un cielo orlato di nubi
attende la Luna,
un sussurro cattura l’eco
che diventa suono e poi pace

Si eclissa il disco d’oro,
sfumature di un unico sogno
incastrato nel destino;
un’unica notte e poi ancora
un giorno senza la notte

T’Amai ogni notte, Silvia
e ti rivedo ancora
come quel giorno d’estate
a intrecciare ghirlande
con le piccole gemme

L’Amore attraversa il tempo
e le sue rovine antiche,
non ho Poesia a cornice di te, Silvia
solo piccoli versi vagabondi
come le stelle, nel cielo d’ottobre

Eufemia Griffo

Silvia è in realtà Teresa Fattorini. Nata il 10 ottobre 1797, ella era la figlia del cocchiere di casa Leopardi, e morì stroncata dalla tubercolosi nel settembre 1818, all’età di soli vent’anni: il suo nome poetico è tratto dall’Aminta di Torquato Tasso. Leopardi ne parlò in un passo dello Zibaldone del giugno del 1828:

Pubblicato 7 gennaio 2018 da Eufemia Griffo in Poesia, premi, Premiazioni

Primo premio al Concorso Internazionale di Poesia “Camellia Rubra Città di Montebelluna”, Dicembre 2017

La mia poesia “Rovine antiche, in ricordo di Silvia”, ispirata alla vita e alle opere di Giacomo Leopardi, si aggiudica il primo premio.

SEZIONE N.2 CON DEDICA A GIACOMO LEOPARDI

1. Eufemia Griffo 
Rovine antiche (in ricordo di Silvia)

2. Alessandro De Noni
Beltà

3. Maria Antonietta Bertaccini
Il canto di dolore di Leopardi

>>> Menzione d’onore
Gabriel Tagliabue
Vita

Concorso Internazionale di Poesia “Camellia Rubra Città di Montebelluna”

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Pubblicato 5 gennaio 2018 da Eufemia Griffo in concorsi, Poesia, premi, Premiazioni, Senza categoria

Premio Doscar – Menzione speciale della giuria, Milano 3 dicembre 2017

Anche se con un po’ di ritardo…

Completamente a mia insaputa, ricevo la Menzione speciale della giuria del Premio Doscar 2017 per la mia raccolta di poesie inedite di cui sono stata la vincitrice nel 2016. Mi trovavo alla festa del ventennale Doscar presso il Piccolo teatro alla scala di Milano e il Presidente di giuria, il dottor Szeco, nonché presidente dell’ associazione donatori sangue di Milano, mi chiama e mi premia.
Senza parole.

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Pubblicato 16 dicembre 2017 da Eufemia Griffo in Poesia, premi, Premiazioni, Premio Doscar, Senza categoria

Haiku vincitore del concorso letterario “L’arte in versi”, dell’associazione culturale Euterpe

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nebbia al mattino

mia madre non ricorda

il blu delle onde

*

Eufemia Griffo

(in ricordo di mia madre)

Pubblicato 9 novembre 2017 da Eufemia Griffo in haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria

La fata del mare – Mia poesia pubblicata nell’antologia ‘ Mosaici, Chimere quotidiane’ di Luna Nera.

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La fata del mare 
scuoteva polvere di stelle
mescolate al sole in estate

Nelle calde mattine 
da vecchi tarocchi
scrutava mondi 
alla rovescia

Sogni stropicciati,
caduti uno a uno
sulle lenti riflesse
di un caleidoscopio

Barchette di carta
sospese nella lenta risacca
del mare e il suo cielo

*

Eufemia Griffo

Pubblicato 9 novembre 2017 da Eufemia Griffo in antologia, Poesia, premi, Premiazioni, Senza categoria

Premiazione concorso letterario “Mosaici, Chimere quotidiane” dell’associazione culturale Luna Nera

 

Premiazione del concorso letterario ‘Chimere quotidiane’ dell’associazione Luna Nera di Carmine Valendino e Roberta Borgianni. La mia poesia ” Contorni imperfetti” ( ai malati di Alzheimer) riceve la Segnalazione della giuria e viene pubblicata nell’antologia, insieme alle altre mie due liriche ” La fata del mare” e ” Parole arse dal fuoco”.
Ringrazio gli editori per la bella cerimonia di premiazione e la prestigiosa antologia, di cui mi pregio di fare parte.💖

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Pubblicato 30 ottobre 2017 da Eufemia Griffo in premi, Premiazioni, Senza categoria

Buonanotte Eleonor, racconto quarto classificato al concorso letterario “Racconti di te, all’ora del tè”

 

 

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Buonanotte Eleonor

La tavola preparata per il tè deve il suo fascino agli elementi che la compongono, di natura semplici, che vanno disposti con cura, e che richiedono tanta attenzione da renderli complessi.
Taluni credono che sia il tè in se stesso a rendere speciali i momenti, altri sostengono che ogni momento è speciale perché è unico, molti amano sottolineare la particolarità di un momento preparando e sorseggiando il giusto tè.
Quando l’acqua è calda al punto giusto si ha l’impressione di aver aspettato quel momento per tutto il giorno, e ci si sorprende ad ammirare l’arte di saper offrire i propri pensieri e sentimenti con la spontanea naturalezza con cui una teiera distribuisce piccole dosi della sua saggezza alle tazze pronte ad accoglierla, a ripercorrere il lungo viaggio che ha portato le foglie di tè di mano in mano fino all’ultima mano che compie il loro destino.
Il tè di oggi sarà un’occasione importante, che ci lascerà un piacevole ricordo, indelebile, come tutti quelli di questi ultimi anni che si sovrappongono nella mia memoria, uno a uno, per essere riposti in uno scrigno speciale che si chiama cuore.
In casa ce ne sono svariate fragranze, tutte in foglia pronte per l’infusione che ripongo nelle scatole di latta, su ciascuna delle quali ho posto l’etichetta che ne designa il nome. Sono tè speciali che acquisto nell’emporio di Mrs. Emma Wilson, che ne conosce tutti i segreti; Emma è una vera autorità nel campo e grazie a lei, la fiera d’autunno richiama turisti da ogni dove per acquistare i suoi famosi tè in foglia.
Il vecchio pendolo sulla parete mi ricorda che sono quasi le 17,00 e devo fare in fretta perché Eleonor, la mia piccola Eleonor, sta arrivando. Nella casa un profumo di buono si mescola all’odore del tè la cui fragranza si spande per tutta la casa; è una miscela speciale e leggermente speziata, che mi ricorda i giorni di Natale e che oggi, con quest’aria così fredda, è perfetta per riscaldare le mani e il cuore.
Sulla tavola, accanto alla teiera, ci sono le torte e i biscotti appena sfornati e disposti in piatti color zucca. I bambini stasera faranno festa, mentre le fiamme delle candele danzeranno nella notte, quella che tutti i bambini attendono con trepidazione per un intero anno e che illumineranno il passaggio degli spiriti, quando le stelle si spegneranno per fare posto alle tenebre.
A proposito, mi chiamo Marge Moore e ho quasi settantanni, vivo nella contea di Wiltshire, nella meravigliosa Valle di Salisbury, nel cottage di famiglia. Mio marito Steve mi ha lasciata vedova cinque anni fa e ora vivo insieme a tre gatti che mi non mi lasciano mai, nemmeno durante le ore notturne.
A tenermi compagnia, oltre agli amati felini, tantissimi libri che amo sfogliare e leggere più volte; mio marito era un antiquario e in casa abbiamo moltissimi volumi rari. Mia figlia Ellie dice che io sono una « cantastorie » di altri tempi e che ho il dono di incantare con le mie parole, soprattutto i bambini. Storie inventate oppure semplicemente ricordi rimaneggiati che cesello nella mia mente, togliendo le parti che non si addicono al mio pubblico speciale e trasformandoli in storie fantastiche che assomigliano un po’alle fiabe.
Oggi ho scelto di raccontarvene una che ha come protagonista proprio mia nipote che all’epoca aveva sei anni.

Contea di Wiltshire, 31 ottobre, sabato pomeriggio ore 17,00

Mia figlia Ellie, aveva ricevuto una mia lettera in cui invitato lei ed Eleonor, a festeggiare insieme la notte di Halloween, una missiva che somigliava tanto a quelle inviate ad Harry Potter prima di partire per Hogwarts. Mia figlia era una fanatica di Miss Rowling e aveva letto in pochissimo tempo, tutti i libri della storia di Harry e poi li aveva passati a me. Ero deliziata da quelle storie di magia e così quell’anno, le avevo spedito una lettera con tanto di sigillo in ceralacca, vergando le parole con una calligrafia antica ed elegante che avevo visto in una illustrazione. Ellie viveva da anni a Londra e si era sposata con un noto avvocato e dopo qualche tempo era nata Eleonor; Edward era molto impegnato con lo studio legale e così me le ritrovavo spesso a casa durante il fine settimana. Erano dei momenti speciali e le ore correvano anche fin troppo veloci.
Erano questi i miei pensieri, quando il motore di una macchina li interruppe e sentii la voce di Eleonor che gridava: « Nonnaaaaaaaaaaaaa ».
«Evviva », gridai mentre l’abbracciavo e sentivo il profumo buono tipico dei bambini.
Dopo i saluti, entrammo in casa.
Avevo preparato tutto a puntino per la festa di Halloween e avevo decorato la casa con zucche di ogni grandezza, ricreando un’atmosfera, chiamiamola gotica, che Ellie ed Eleonor trovarono eccitante e spaventosa allo stesso tempo.
La bambina era abituata a quella nonna un po’ strampalata e dai gusti un po’ eccentrici
e che una volta, le raccontai, aveva parlato con i ragni mentre si trovava in compagnia di un vecchio fantasma.
Dovevate vedere Eleonor come urlava dal terrore in quei momenti mentre io, con voce teatrale, le raccontavo quella storia da brivido. Un vero spasso per Ellie abituata alla vita frenetica di Londra che la obbligava a stare fuori casa per molte ore al giorno, senza potere ricreare quell’atmosfera familiare a cui io e Steve, l’avevamo abituata prima che si trasferisse nella capitale inglese.
Eleonor adorava le mie sorprese e soprattutto le mie storie e mi tirava di continuo il vestito per attirare la mia attenzione, chiedendomi di iniziare a raccontargliene una.
Cominciai subito mentre si acciambellava tra le mie braccia, come se fosse uno dei miei gatti, ma poco dopo avere terminato, mi chiese come al solito il permesso di poter fare un giretto per la casa. La mia dimora era molto grande e si distribuiva su due piani; al pian terreno casa c’era un lungo corridoio pieno di quadri antichi che avevano sempre attratto la bambina ed Eleonor amava percorrerlo soffermandosi su ciascun dipinto. Le concessi il permesso di poter fare il suo giro esplorativo e rimasi a chiacchierare con mia figlia. Quel che accadde da quel momento me lo narrò Eleonor molti anni dopo.
La bambina si allontanò dal salotto e iniziò a vagare attraverso il corridoio; uno dei suoi giochi preferiti, che spesso facevamo insieme, era inventare i nomi dei personaggi raffigurati sulle tele e a fare ciao ciao con la manina.
Un quadro che non si ricordava di avere mai visto, la colpì in maniera particolare; esso raffigurava una bambina dai capelli rosso chiaro, quasi colore del grano, che teneva in mano un libro. Poteva avere cinque o sei anni, non di più.
Eleonor restò a guardarla ipnotizzata quando ad un certo punto si accorse che in fondo al corridoio c’era una lunga scalinata. Mia nipote aveva ereditato la mia stessa curiosità e senza alcun timore, decise di salirla chiedendosi dove l’avrebbe condotta. Dopo avere salito tutti i gradini, si ritrovò davanti alla porta di una stanza in cui non era mai entrata.
Dentro c’erano oggetti d’ogni genere che avevo deciso di accatastare nel tempo, tra cui vecchie bambole, una culla, uno specchio ed una spazzola adornati di seta bianca, e vari giocattoli di legno, tra cui un cavallo a dondolo. Erano oggetti appartenuti alla famiglia di Steve e di cui lui ne serbava il ricordo senza essere mai stato capace di disfarsene.
Eleonor, alla fioca luce del sole del tardo pomeriggio che filtrava dalla tettoia, li guardò uno a uno, quando qualcuno le disse: «Quel giocattolo era il mio preferito, sì quello laggiù, il mio cavallo a dondolo…”.
Era la voce di una bambina.
«E tu chi sei? », le domandò Eleonor, voltandosi di scatto.
«Quella del quadro, era tanto che volevo tornare qua, ma tu non dirlo a nessuno che sono ritornata, capito? Sarà come un segreto, anzi sarà il nostro segreto », le rispose la bambina.
«Sì il nostro segreto », disse Eleonor con la sua vocina.
«Dai provalo, vedrai ti piacerà », le disse la bambina del quadro.
Allora Eleonor salì sul cavallo a dondolo e sorridendole le domandò:
« Ora vuoi andarci tu? ».
«Non posso, sai io sono trasparente ».
«Cosa vuol dire? », le chiese mia nipote.
«Che non ho più un corpo », rispose lei.
«Ahhh », rispose Eleonor poco convinta.
«Sai, tanto tempo fa  io abitavo in questa grande casa e giocavo per ore con i miei giocattoli di legno », raccontò la bambina del quadro.
«E poi cosa è successo? », le domandò Eleonor.
«Sono caduta e sono diventata trasparente », quella le rispose.
Eleonor che aveva capito ben poco delle parole di quella bambina, era più interessata ai giocattoli e fu così che le due si misero a giocare insieme, pettinando i capelli delle bambole che sembravano essere tornati ad essere soffici come la seta.
A un certo punto Eleonor sentì la voce di sua madre che la chiamava con tono preoccupato e ne sentì i passi mentre saliva la lunga scalinata che portava alla stanza.
Allora la bambina del quadro le disse: « Devo andare via, ma tu promettimi di non svelare mai il nostro segreto! ».
Aprì la mano di Eleonor e le disse: «Ecco tieni, ora devo tornare dalla mia mamma, ma grazie di avermi fatto ricordare com’ero e quanto sono stata felice qua. Buonanotte Eleonor ».
La bambina non fece in tempo ad ascoltare le sue ultime parole, quando la porta si spalancò.
«Eccoti qua piccola peste, ma dove ti eri cacciata? », le domandò Ellie con un tono di voce preoccupato.
«Io stavo giocando.. mamma… », e così dicendo corse in braccio a mia figlia mentre  Ellie la conduceva giù dallo scalone. Allora qualcosa scivolò dalle manine della bimba cadendo a terra.
Ellie lo raccolse e le disse: « Dove lo hai trovato Eleonor, è bellissimo! ».
«Me lo ha dato… ». Eleonor stava per rispondere a sua madre, quando si ricordò del patto suggellato con la bambina della soffitta. Allora guardò il quadro affisso sul muro del lungo corridoio e le sorrise.
«L’ho trovato lassù mamma, posso tenerlo vero? », le domandò Eleonor.
«È un bellissimo cavalluccio a dondolo, così minuscolo e perfetto e intagliato nel legno. Chissà di chi era! Certo che puoi tenerlo bambina mia », rispose Ellie.
Quella sera, mia nipote, si addormentò tra le braccia di Ellie che le accarezzava gli splendidi capelli ramati mentre la stringeva più forte che mai.
Suonò il campanello e un drappello di bambini in maschera, esordì col classico:
« Dolcetto o scherzetto?». Mi spiaceva che mia nipote si fosse già addormentata, perché negli anni precedenti, era lei che dispensava le caramelle e i dolcetti che avevo preparato, al gruppo dei fantasmini.
Dispensai i doni e richiusi la porta e mi recai nella stanza dove Ellie aveva adagiato la piccola nel lettino e le diedi un bacio.
Poi tornammo nel salone e ci gustammo l’ultimo tè di quella giornata speciale, che ci aveva nuovamente riunite.

Anni dopo

Oggi la campagna inglese appare ancora più delicata e triste, come in un dipinto malinconico eseguito dalle mani un pittore.
Sono passati molti anni ed Eleonor è una splendida ragazza di vent’anni, frequenta il college e pare voglia seguire le orme paterne. Viene ancora a trovarmi, non tanto spesso come quando era bambina, ma appena le è possibile, si rifugia nella pace della campagna.
Un giorno d’autunno, mi fece una sorpresa. Aprii la porta e senza nemmeno fare in tempo ad aprirla completamente, mi ritrovai Eleonor sull’uscio mentre mi buttava le braccia al collo.
Ero così felice che non riuscivo nemmeno a parlare.
«Nonna mi prepari il mio tè preferito, per favore? », mi chiese mia nipote. Immediatamente scelsi la stessa fragranza speziata che mi ricordava il periodo natalizio e che nel tempo anche lei aveva eletto come il suo tè preferito. Il tempo di far bollire l’acqua e porre in infusione le foglie e la bevanda fu pronta.
Notai che portava al collo un piccolo cavalluccio a dondolo intagliato nel legno, era quasi minuscolo, ma era stato cesellato in maniera perfetta. Le chiesi chi glielo avesse donato e fu così che Eleonor mi disse: « La bambina della soffitta, sono tanti anni che custodisco il suo dono e il nostro segreto, però nonna, è giunto il momento di raccontarti quel che accadde in questa casa anni fa…».
Ascoltai la sua storia a bocca aperta e per un tratto rividi in Eleonor me stessa, mentre le raccontavo le storie che tanto amava; persino il suo modo di muovere le mani era il mio e mi accorsi che era diventata un’abile narratrice.
« Nonna lo so che sembra tutto frutto della mia immaginazione, ma io sono sicura di averla incontrata…».
La abbracciai senza dirle nulla e continuammo a bere il nostro tè in silenzio, gustandoci quel momento, come qualcosa di unico e speciale. Non c’era bisogno di dire nulla.
Forse avevo atteso quel momento per tutta la vita e come tanti anni prima, mi sorpresi a pensare che i momenti speciali erano sempre stati accompagnati dal tè, da una teiera finemente lavorata e di cui ne possedevo in gran numero, e dalle tazze che collezionavo da sempre.
Quando giunse la sera, Eleonor si accomiatò promettendomi che sarebbe tornata presto.
Fu allora che ebbi la sensazione che qualcosa mi attendesse da tempo. Percorsi il lungo corridoio che conduceva al solaio e sostai davanti al quadro di Margaret. Quel quadro era là da tanti anni e la raffigurava all’età di circa sette anni. Era una bambina con dei capelli rossi il cui viso mi era sempre parso triste; mio marito mi aveva raccontato anni addietro che era una sua cugina, morta piccolissima, cadendo da cavallo. Solo in quel momento mi resi conto che portava al collo un monile minuscolo e inforcando gli occhiali e sporgendomi sulle punte per vederlo meglio, mi resi conto che era lo stesso cavalluccio a dondolo che Eleonor portava al collo.
Ero felice di avere rivisto Eleonor ed ero serena perché la sua storia che aveva tenuto per se stessa per tanti anni, finalmente era stata raccontata e stasera sono qua a narrarla a voi mentre mi preparo l’ultima tazza di tè, prima che il sonno mi vinca.
Sono certa che non la dimenticherete e che a qualcuno forse verrà voglia di raccontarla perché non se ne perda la memoria.
C’è chi dice che i fantasmi non esistono, eppure in quel giorno che preludeva alla notte di Halloween, quando gli spiriti di coloro che hanno già vissuto tornano a visitare le dimore che furono loro care, Margaret era ritornata in questo mondo forse perché aveva nostalgia dei suoi giochi o forse solo dei sorrisi e dell’amicizia che solo i bambini sanno donare. Ma aveva fatto di più: aveva regalato ad Eleonor il suo cavalluccio a dondolo, un piccolo monile che lei stessa aveva portato al collo durante la sua esistenza.
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Marge Moore morì alla veneranda età di quasi cento anni e in paese tutti se la ricordano come la signora delle storie e del tè. Il suo cottage è stato comprato dai nipoti di Mrs. Emma Wilson e oggi è diventato un magnifico store che attira amanti del tè da ogni dove e in cui è possibile trovare ogni sorta di miscela proveniente da varie parti del mondo. Eleonor, che oggi è un avvocato molto affermato, qualche volta si reca ancora a Salisbury e non manca mai di comprare il famoso tè in foglia, di cui esistono moltissime miscele, nel negozio che ora porta il nome della sua amata nonna.
 
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Eufemia Griffo

Nella foto  che ho scelto, ci sono Margaret (così come l’ho immaginata) ed Eleonor oramai adolescente (ho cercato molte immagini e questa potrebbe essere abbastanza verosimile. Entrambe le foto provengono da Pinterest).