Archivio per la categoria ‘premi

Buonanotte Eleonor, racconto quarto classificato al concorso letterario “Racconti di te, all’ora del tè”   Leave a comment

 

 

Bun

Buonanotte Eleonor

La tavola preparata per il tè deve il suo fascino agli elementi che la compongono, di natura semplici, che vanno disposti con cura, e che richiedono tanta attenzione da renderli complessi.
Taluni credono che sia il tè in se stesso a rendere speciali i momenti, altri sostengono che ogni momento è speciale perché è unico, molti amano sottolineare la particolarità di un momento preparando e sorseggiando il giusto tè.
Quando l’acqua è calda al punto giusto si ha l’impressione di aver aspettato quel momento per tutto il giorno, e ci si sorprende ad ammirare l’arte di saper offrire i propri pensieri e sentimenti con la spontanea naturalezza con cui una teiera distribuisce piccole dosi della sua saggezza alle tazze pronte ad accoglierla, a ripercorrere il lungo viaggio che ha portato le foglie di tè di mano in mano fino all’ultima mano che compie il loro destino.
Il tè di oggi sarà un’occasione importante, che ci lascerà un piacevole ricordo, indelebile, come tutti quelli di questi ultimi anni che si sovrappongono nella mia memoria, uno a uno, per essere riposti in uno scrigno speciale che si chiama cuore.
In casa ce ne sono svariate fragranze, tutte in foglia pronte per l’infusione che ripongo nelle scatole di latta, su ciascuna delle quali ho posto l’etichetta che ne designa il nome. Sono tè speciali che acquisto nell’emporio di Mrs. Emma Wilson, che ne conosce tutti i segreti; Emma è una vera autorità nel campo e grazie a lei, la fiera d’autunno richiama turisti da ogni dove per acquistare i suoi famosi tè in foglia.
Il vecchio pendolo sulla parete mi ricorda che sono quasi le 17,00 e devo fare in fretta perché Eleonor, la mia piccola Eleonor, sta arrivando. Nella casa un profumo di buono si mescola all’odore del tè la cui fragranza si spande per tutta la casa; è una miscela speciale e leggermente speziata, che mi ricorda i giorni di Natale e che oggi, con quest’aria così fredda, è perfetta per riscaldare le mani e il cuore.
Sulla tavola, accanto alla teiera, ci sono le torte e i biscotti appena sfornati e disposti in piatti color zucca. I bambini stasera faranno festa, mentre le fiamme delle candele danzeranno nella notte, quella che tutti i bambini attendono con trepidazione per un intero anno e che illumineranno il passaggio degli spiriti, quando le stelle si spegneranno per fare posto alle tenebre.
A proposito, mi chiamo Marge Moore e ho quasi settantanni, vivo nella contea di Wiltshire, nella meravigliosa Valle di Salisbury, nel cottage di famiglia. Mio marito Steve mi ha lasciata vedova cinque anni fa e ora vivo insieme a tre gatti che mi non mi lasciano mai, nemmeno durante le ore notturne.
A tenermi compagnia, oltre agli amati felini, tantissimi libri che amo sfogliare e leggere più volte; mio marito era un antiquario e in casa abbiamo moltissimi volumi rari. Mia figlia Ellie dice che io sono una « cantastorie » di altri tempi e che ho il dono di incantare con le mie parole, soprattutto i bambini. Storie inventate oppure semplicemente ricordi rimaneggiati che cesello nella mia mente, togliendo le parti che non si addicono al mio pubblico speciale e trasformandoli in storie fantastiche che assomigliano un po’alle fiabe.
Oggi ho scelto di raccontarvene una che ha come protagonista proprio mia nipote che all’epoca aveva sei anni.

Contea di Wiltshire, 31 ottobre, sabato pomeriggio ore 17,00

Mia figlia Ellie, aveva ricevuto una mia lettera in cui invitato lei ed Eleonor, a festeggiare insieme la notte di Halloween, una missiva che somigliava tanto a quelle inviate ad Harry Potter prima di partire per Hogwarts. Mia figlia era una fanatica di Miss Rowling e aveva letto in pochissimo tempo, tutti i libri della storia di Harry e poi li aveva passati a me. Ero deliziata da quelle storie di magia e così quell’anno, le avevo spedito una lettera con tanto di sigillo in ceralacca, vergando le parole con una calligrafia antica ed elegante che avevo visto in una illustrazione. Ellie viveva da anni a Londra e si era sposata con un noto avvocato e dopo qualche tempo era nata Eleonor; Edward era molto impegnato con lo studio legale e così me le ritrovavo spesso a casa durante il fine settimana. Erano dei momenti speciali e le ore correvano anche fin troppo veloci.
Erano questi i miei pensieri, quando il motore di una macchina li interruppe e sentii la voce di Eleonor che gridava: « Nonnaaaaaaaaaaaaa ».
«Evviva », gridai mentre l’abbracciavo e sentivo il profumo buono tipico dei bambini.
Dopo i saluti, entrammo in casa.
Avevo preparato tutto a puntino per la festa di Halloween e avevo decorato la casa con zucche di ogni grandezza, ricreando un’atmosfera, chiamiamola gotica, che Ellie ed Eleonor trovarono eccitante e spaventosa allo stesso tempo.
La bambina era abituata a quella nonna un po’ strampalata e dai gusti un po’ eccentrici
e che una volta, le raccontai, aveva parlato con i ragni mentre si trovava in compagnia di un vecchio fantasma.
Dovevate vedere Eleonor come urlava dal terrore in quei momenti mentre io, con voce teatrale, le raccontavo quella storia da brivido. Un vero spasso per Ellie abituata alla vita frenetica di Londra che la obbligava a stare fuori casa per molte ore al giorno, senza potere ricreare quell’atmosfera familiare a cui io e Steve, l’avevamo abituata prima che si trasferisse nella capitale inglese.
Eleonor adorava le mie sorprese e soprattutto le mie storie e mi tirava di continuo il vestito per attirare la mia attenzione, chiedendomi di iniziare a raccontargliene una.
Cominciai subito mentre si acciambellava tra le mie braccia, come se fosse uno dei miei gatti, ma poco dopo avere terminato, mi chiese come al solito il permesso di poter fare un giretto per la casa. La mia dimora era molto grande e si distribuiva su due piani; al pian terreno casa c’era un lungo corridoio pieno di quadri antichi che avevano sempre attratto la bambina ed Eleonor amava percorrerlo soffermandosi su ciascun dipinto. Le concessi il permesso di poter fare il suo giro esplorativo e rimasi a chiacchierare con mia figlia. Quel che accadde da quel momento me lo narrò Eleonor molti anni dopo.
La bambina si allontanò dal salotto e iniziò a vagare attraverso il corridoio; uno dei suoi giochi preferiti, che spesso facevamo insieme, era inventare i nomi dei personaggi raffigurati sulle tele e a fare ciao ciao con la manina.
Un quadro che non si ricordava di avere mai visto, la colpì in maniera particolare; esso raffigurava una bambina dai capelli rosso chiaro, quasi colore del grano, che teneva in mano un libro. Poteva avere cinque o sei anni, non di più.
Eleonor restò a guardarla ipnotizzata quando ad un certo punto si accorse che in fondo al corridoio c’era una lunga scalinata. Mia nipote aveva ereditato la mia stessa curiosità e senza alcun timore, decise di salirla chiedendosi dove l’avrebbe condotta. Dopo avere salito tutti i gradini, si ritrovò davanti alla porta di una stanza in cui non era mai entrata.
Dentro c’erano oggetti d’ogni genere che avevo deciso di accatastare nel tempo, tra cui vecchie bambole, una culla, uno specchio ed una spazzola adornati di seta bianca, e vari giocattoli di legno, tra cui un cavallo a dondolo. Erano oggetti appartenuti alla famiglia di Steve e di cui lui ne serbava il ricordo senza essere mai stato capace di disfarsene.
Eleonor, alla fioca luce del sole del tardo pomeriggio che filtrava dalla tettoia, li guardò uno a uno, quando qualcuno le disse: «Quel giocattolo era il mio preferito, sì quello laggiù, il mio cavallo a dondolo…”.
Era la voce di una bambina.
«E tu chi sei? », le domandò Eleonor, voltandosi di scatto.
«Quella del quadro, era tanto che volevo tornare qua, ma tu non dirlo a nessuno che sono ritornata, capito? Sarà come un segreto, anzi sarà il nostro segreto », le rispose la bambina.
«Sì il nostro segreto », disse Eleonor con la sua vocina.
«Dai provalo, vedrai ti piacerà », le disse la bambina del quadro.
Allora Eleonor salì sul cavallo a dondolo e sorridendole le domandò:
« Ora vuoi andarci tu? ».
«Non posso, sai io sono trasparente ».
«Cosa vuol dire? », le chiese mia nipote.
«Che non ho più un corpo », rispose lei.
«Ahhh », rispose Eleonor poco convinta.
«Sai, tanto tempo fa  io abitavo in questa grande casa e giocavo per ore con i miei giocattoli di legno », raccontò la bambina del quadro.
«E poi cosa è successo? », le domandò Eleonor.
«Sono caduta e sono diventata trasparente », quella le rispose.
Eleonor che aveva capito ben poco delle parole di quella bambina, era più interessata ai giocattoli e fu così che le due si misero a giocare insieme, pettinando i capelli delle bambole che sembravano essere tornati ad essere soffici come la seta.
A un certo punto Eleonor sentì la voce di sua madre che la chiamava con tono preoccupato e ne sentì i passi mentre saliva la lunga scalinata che portava alla stanza.
Allora la bambina del quadro le disse: « Devo andare via, ma tu promettimi di non svelare mai il nostro segreto! ».
Aprì la mano di Eleonor e le disse: «Ecco tieni, ora devo tornare dalla mia mamma, ma grazie di avermi fatto ricordare com’ero e quanto sono stata felice qua. Buonanotte Eleonor ».
La bambina non fece in tempo ad ascoltare le sue ultime parole, quando la porta si spalancò.
«Eccoti qua piccola peste, ma dove ti eri cacciata? », le domandò Ellie con un tono di voce preoccupato.
«Io stavo giocando.. mamma… », e così dicendo corse in braccio a mia figlia mentre  Ellie la conduceva giù dallo scalone. Allora qualcosa scivolò dalle manine della bimba cadendo a terra.
Ellie lo raccolse e le disse: « Dove lo hai trovato Eleonor, è bellissimo! ».
«Me lo ha dato… ». Eleonor stava per rispondere a sua madre, quando si ricordò del patto suggellato con la bambina della soffitta. Allora guardò il quadro affisso sul muro del lungo corridoio e le sorrise.
«L’ho trovato lassù mamma, posso tenerlo vero? », le domandò Eleonor.
«È un bellissimo cavalluccio a dondolo, così minuscolo e perfetto e intagliato nel legno. Chissà di chi era! Certo che puoi tenerlo bambina mia », rispose Ellie.
Quella sera, mia nipote, si addormentò tra le braccia di Ellie che le accarezzava gli splendidi capelli ramati mentre la stringeva più forte che mai.
Suonò il campanello e un drappello di bambini in maschera, esordì col classico:
« Dolcetto o scherzetto?». Mi spiaceva che mia nipote si fosse già addormentata, perché negli anni precedenti, era lei che dispensava le caramelle e i dolcetti che avevo preparato, al gruppo dei fantasmini.
Dispensai i doni e richiusi la porta e mi recai nella stanza dove Ellie aveva adagiato la piccola nel lettino e le diedi un bacio.
Poi tornammo nel salone e ci gustammo l’ultimo tè di quella giornata speciale, che ci aveva nuovamente riunite.

Anni dopo

Oggi la campagna inglese appare ancora più delicata e triste, come in un dipinto malinconico eseguito dalle mani un pittore.
Sono passati molti anni ed Eleonor è una splendida ragazza di vent’anni, frequenta il college e pare voglia seguire le orme paterne. Viene ancora a trovarmi, non tanto spesso come quando era bambina, ma appena le è possibile, si rifugia nella pace della campagna.
Un giorno d’autunno, mi fece una sorpresa. Aprii la porta e senza nemmeno fare in tempo ad aprirla completamente, mi ritrovai Eleonor sull’uscio mentre mi buttava le braccia al collo.
Ero così felice che non riuscivo nemmeno a parlare.
«Nonna mi prepari il mio tè preferito, per favore? », mi chiese mia nipote. Immediatamente scelsi la stessa fragranza speziata che mi ricordava il periodo natalizio e che nel tempo anche lei aveva eletto come il suo tè preferito. Il tempo di far bollire l’acqua e porre in infusione le foglie e la bevanda fu pronta.
Notai che portava al collo un piccolo cavalluccio a dondolo intagliato nel legno, era quasi minuscolo, ma era stato cesellato in maniera perfetta. Le chiesi chi glielo avesse donato e fu così che Eleonor mi disse: « La bambina della soffitta, sono tanti anni che custodisco il suo dono e il nostro segreto, però nonna, è giunto il momento di raccontarti quel che accadde in questa casa anni fa…».
Ascoltai la sua storia a bocca aperta e per un tratto rividi in Eleonor me stessa, mentre le raccontavo le storie che tanto amava; persino il suo modo di muovere le mani era il mio e mi accorsi che era diventata un’abile narratrice.
« Nonna lo so che sembra tutto frutto della mia immaginazione, ma io sono sicura di averla incontrata…».
La abbracciai senza dirle nulla e continuammo a bere il nostro tè in silenzio, gustandoci quel momento, come qualcosa di unico e speciale. Non c’era bisogno di dire nulla.
Forse avevo atteso quel momento per tutta la vita e come tanti anni prima, mi sorpresi a pensare che i momenti speciali erano sempre stati accompagnati dal tè, da una teiera finemente lavorata e di cui ne possedevo in gran numero, e dalle tazze che collezionavo da sempre.
Quando giunse la sera, Eleonor si accomiatò promettendomi che sarebbe tornata presto.
Fu allora che ebbi la sensazione che qualcosa mi attendesse da tempo. Percorsi il lungo corridoio che conduceva al solaio e sostai davanti al quadro di Margaret. Quel quadro era là da tanti anni e la raffigurava all’età di circa sette anni. Era una bambina con dei capelli rossi il cui viso mi era sempre parso triste; mio marito mi aveva raccontato anni addietro che era una sua cugina, morta piccolissima, cadendo da cavallo. Solo in quel momento mi resi conto che portava al collo un monile minuscolo e inforcando gli occhiali e sporgendomi sulle punte per vederlo meglio, mi resi conto che era lo stesso cavalluccio a dondolo che Eleonor portava al collo.
Ero felice di avere rivisto Eleonor ed ero serena perché la sua storia che aveva tenuto per se stessa per tanti anni, finalmente era stata raccontata e stasera sono qua a narrarla a voi mentre mi preparo l’ultima tazza di tè, prima che il sonno mi vinca.
Sono certa che non la dimenticherete e che a qualcuno forse verrà voglia di raccontarla perché non se ne perda la memoria.
C’è chi dice che i fantasmi non esistono, eppure in quel giorno che preludeva alla notte di Halloween, quando gli spiriti di coloro che hanno già vissuto tornano a visitare le dimore che furono loro care, Margaret era ritornata in questo mondo forse perché aveva nostalgia dei suoi giochi o forse solo dei sorrisi e dell’amicizia che solo i bambini sanno donare. Ma aveva fatto di più: aveva regalato ad Eleonor il suo cavalluccio a dondolo, un piccolo monile che lei stessa aveva portato al collo durante la sua esistenza.
*
Marge Moore morì alla veneranda età di quasi cento anni e in paese tutti se la ricordano come la signora delle storie e del tè. Il suo cottage è stato comprato dai nipoti di Mrs. Emma Wilson e oggi è diventato un magnifico store che attira amanti del tè da ogni dove e in cui è possibile trovare ogni sorta di miscela proveniente da varie parti del mondo. Eleonor, che oggi è un avvocato molto affermato, qualche volta si reca ancora a Salisbury e non manca mai di comprare il famoso tè in foglia, di cui esistono moltissime miscele, nel negozio che ora porta il nome della sua amata nonna.
 
*
Eufemia Griffo

Nella foto  che ho scelto, ci sono Margaret (così come l’ho immaginata) ed Eleonor oramai adolescente (ho cercato molte immagini e questa potrebbe essere abbastanza verosimile. Entrambe le foto provengono da Pinterest).

Annunci

Premiazione del concorso letterario organizzato da Edoné, “Racconti di te, all’ora del té”   Leave a comment

Felice, emozionata, commossa per la magnifica cerimonia appena terminata ” Racconti di tè all’ora del tè”, ideata da quella magnifica donna e maestra del tè che ho avuto l’ onore di conoscere, Marina Pasotti.
Il mio racconto ” Buonanotte Eleonor ” giunge al quarto posto in questo prestigioso concorso letterario.
Tra i premi l’antologia con tutti i racconti e una preziosa scatola di tea giapponesi. E infine la motivazione dello scrittore Claudio Bianchi che mi ha commossa profondamente.
Due attori hanno letto il mio racconto e sono scesa dal palco in lacrime, mentre il pubblico mi tributava un lungo e sentito applauso.
Emozioni, ricordi indelebili.
Un grazie sentito a tutti.

22291153_1642173939161015_5256183023762478467_o

 

22279842_1643021669076242_4928671408581417071_n

 

20171009_183513

20171009_183546

22310449_1643021705742905_1574168977066764598_n

22405614_1643021599076249_69564129950826377_n

 

20171008_182531

Gustavo Pece, il diploma della menzione di merito e il mio haiku   Leave a comment

gustavo1

 

haiku mio

Pubblicato 19 settembre 2017 da Eufemia Griffo in Gustavo Pece, haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria

L’Arte in versi, casa editrice Euterpe. Primo premio haiku, Eufemia Griffo   Leave a comment

strip-6arte-in-versi

Il verbale di giuria della VI edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” (2017)

VI PREMIO NAZIONALE DI POESIA “L’ARTE IN VERSI”

Ideato, fondato e presieduto dal dott. Lorenzo Spurio


Verbale di Giuria

Il Presidente del Premio, dott. Lorenzo Spurio, a conclusione delle operazioni di lettura, valutazione e vaglio da parte della  Commissione di Giuria, rende nota la sua composizione.

Sez. A (Poesia in italiano): Valentina Meloni, Alessandra Prospero, Michela Zanarella, Francesco Martillotto, Antonio Melillo, Stefano Baldinu, Emanuele Marcuccio, Giuseppe Guidolin, Vincenzo Monfregola.

Premiazione a Jesi il 4 Novembre 2017.

prize1

 

https://valentinameloni.com/2017/09/04/verbale-giuria-vi-premio-arte-in-versi/

Menzione di merito concorso haiku “Gustavo Pece”, Forlì 2 Settembre 2017   2 comments

 

spices

le spezie al sole
le giornate d’inverno
così lontane

spices in the sun
the winter days
  so far away

*

Eufemia Griffo

Menzione di merito, premio Gustavo Pece

Motivazione di Maria Laura Valente, uno dei giurati della competizione per la sezione Haiku: “In questo haiku dalla vitalità sensorialmente esperibile, il primo verso proietta il lettore in una luminosa scena estiva, screziata di odori e colori, preludendo armoniosamente al distico di chiusura, che stempera nella memoria i rigori di un inverno ormai pienamente trascorso eppure non ancora dimenticato.”

Pubblicato 4 settembre 2017 da Eufemia Griffo in Gustavo Pece, haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria

Un ricordo di due anni fa – La nuova Musa luglio 2015   Leave a comment

la nuova musa

Pubblicato 29 luglio 2017 da Eufemia Griffo in Giuria, premi, Premiazioni, Senza categoria

Cadono rose nel giardino – Menzione di merito XIII CONCORSO NAZIONALE di Poesia : “IL CASTELLO DI SOPRAMONTE”, in in memoria del Prof. Don Antonio Guarneri e di Barbara Valsesia. COMUNE DI PRATO SESIA LA TORRE.   Leave a comment

rose

La notte non ha voce.
Come un’ombra senza più veli
attraverserò le tempeste,
su una nave persa nel mare
quando ogni onda è già nemica

Sono già nei tuoi sogni.
Arde l’impronta dei miei baci,
candele gocciolanti cera.
L’abito dipinto di luna
s’arrende al fragore del vento

L’amore è un richiamo.
Ha le sembianze di una belva
dalle fauci insanguinate.
Nemmeno la Luna risplende,
si nasconde dietro le nubi

La sposa immacolata
altèra al pari di una regina,
ha smarrito tutti i sogni.
Cadono rose nel giardino
lentamente, una ad una

*

Eufemia Griffo

Lampi di luce, concorso haiku – I miei quattro haiku con menzione di merito   Leave a comment

haiku mongin

Questi quattro haiku sono stati pubblicati nell’antologia “Lampi di poesia” dell’associazione culturale piemontese Monginevro.

Motivazione della giuria sulla scelta del mio primo premio Haiku, Surrentum 8 Luglio   Leave a comment

Desktop4

Pubblicato 11 luglio 2017 da Eufemia Griffo in premi, Premiazioni, Surrentum haiku competition

Concorso internazionale “Surrentum”: i miei tre haiku vincitori   6 comments

Haiku vincitori

Primo premio haiku concorso internazionale di Poesia “Surrentum” XIV edizione   Leave a comment

Concorso internazionale Surrentum XIV edizione, sezione haiku.

Eufemia Griffo prima classificata 
Elisa Allo seconda classificata
Massimo Baldi terzo classificato.

Ringrazio il presidente Leone Luigi per la squisita cortesia, spero di cuore di essere presente alla prossima edizione.
Un ringraziamento a Massimo che mi ha appena avvisata e con cui mi congratulo per avere vinto il PRIMO PREMIO della sezione Poesia.
Siamo in attesa dei tuoi racconti 😍
e delle foto💪🏆🏆🏆
Grazie!!!

targaeufemia

 

diplomaeu

Un ricordo molto piacevole – La premiazione del premio Dosca   Leave a comment

Gironzolando per la rete, ho trovato le foto della premiazione del premio Dosca di Poesia, a cui sono giunta prima, lo scorso 16 dicembre. Bella sorpresa, non avevo mai visto questi scatti che per me costituiscono, un bel ricordo. ❤

 

uno

Col presidente Dosca, il dottor  Eduardo Szego che mi ha premiata.

 

due

 

tre

 

Pubblicato 4 luglio 2017 da Eufemia Griffo in premi, Premiazioni, Senza categoria

Lampi di luce, concorso di poesia dell’associazione Monginevro – Menzione di merito per un mio haiku   2 comments

lampi uno

I girasoli, un mio haiku dedicato all’opera di Van Gogh, riceve la menzione di merito nel concorso “Lampi di Poesia”, dell’associazione torinese Monginevro. All’interno della collezione antologica, sono stati pubblicati oltre al suddetto,  altri tre miei haiku.

Nella foto: il diploma, la medaglia e l’elegante antologia.

lampi due

Pubblicato 2 luglio 2017 da Eufemia Griffo in haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria

Excalibur   1 comment

Miglior brano della settimana sul multiblog “La nostra commedia” con la seguente motivazione: Excalibur di Eufemia Griffo I tuoi splendidi versi ci riportano in un mondo lontano ma presente nella nostra fantasia e nei nostri sogni. Come sempre bravissima complimenti.

Tra le pagine
di un libro impolverato
scorrono sogni
e storia dopo storia
scorgo fantastici mondi

Terre selvagge,
nate da nembi oscuri
e monti aguzzi
e di arcane dimore
custodi di Excalibur

Chiudete gli occhi
e nei reami incantati
arriverete:
è Camelot la bella
la dimora di Artù

*

Eufemia

View original post

Pubblicato 1 luglio 2017 da Eufemia Griffo in Poesia, premi, Senza categoria

La luna e il vigneto, menzione di merito per molti haijin di Memorie di una geisha   Leave a comment

Premiazione haiku ” La luna e il vigneto”. Ed eccoci tutti insieme: Severa Disingrini, io, Pasquale Asprea Lucia Griffo e Marina Bellini.

Bel pomeriggio al castello di Rovescala. Siamo stati tutti menzionati nell’antologia, insieme a Elisa Allo e a Maria Laura Mamiya Valente .

19149064_1534709529907457_1663437247784964323_n

 

19275299_1534709503240793_3862218833236280397_n

 

19260732_1534709469907463_379304561186423503_n (1)

 

19260255_1534709569907453_1257671869458895081_n

19224892_1534762673235476_871258145049965617_n

Concorso “Lampi di Luce”, Monginevro edizioni. Menzione con dignità di stampa, per un mio haiku   Leave a comment

19397878_1536735456371531_222191405_n

i girasoli – *
nel quadro alla parete
è già primavera
*
Ispirato a ” I girasoli” di Vincent Van Gogh

Pubblicato 20 giugno 2017 da Eufemia Griffo in haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria

Premiazione del concorso letterario “Historica, Cultora”.   Leave a comment

Sabato 17 giugno, si è svolta a Milano, la cerimonia di premiazione del concorso di narrativa ” Racconti lombardi” di Historica Edizioni e Cultora. Orgogliosa di fare parte di questa prestigiosa antologia col mio racconto ” La sposa rubata”, liberamente ispirato a un evento realmente accaduto nel 1525.
Ringrazio l’editore Francesco Giubilei e il suo team di editor.

19146021_1533492246695852_8620135489565157268_n

 

19225329_1533492296695847_1431588854454426424_n

 

19149100_1533492343362509_7054060310121330396_n

 

19146191_1533492386695838_6112707661628786342_n

 

19148936_1533492420029168_70525230761969503_n

19260323_1533492436695833_5277320060617103429_n

Gli occhi di Emma – Mia poesia, seconda classificata al concorso “La pelle non dimentica”, Le Mezzelane Casa Editrice, dicembre 2016 (tema: le donne e la violenza).   Leave a comment

 

a3bcd84eb95ddd6ae5a725756d742ba6

Gli occhi di Emma
tracciano invisibili fili,
aquiloni leggeri
come origami di carta
stropicciati tra mani
che afferrano forti
giorni già in fuga

Gli occhi di Emma
hanno visto la guerra
e fili spinati intrisi di neve.
Sulle mani invecchiate
tracce di violenza di uomini,
nelle stanze fatte di vetro

Alzati Emma,
sconfitta nell’anima e nel cuore,
cattura l’ultimo raggio di sole
dalla vita che fugge.
Domani, forse,
il cielo tornerà ancora azzurro
*

Eufemia Griffo

Pubblicato 15 giugno 2017 da Eufemia Griffo in Poesia, premi, Premiazioni, Senza categoria

Taggato con

I premi di Giappone svelato, arrivano a casa…   Leave a comment

Tutti i premi di Giappone svelato, gentilmente ritirati e custoditi dalla mia amica scrittrice e poetessa, Maria Laura Valente, sono giunti a destinazione.

Targa, diploma, la silloge “Come vena d’acqua” e il bonsai.

20170604_195200

20170604_195214

 

20170604_195249

 

20170604_195253

Pubblicato 11 giugno 2017 da Eufemia Griffo in haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria

Taggato con

I miei haiku finalisti al concorso Empiria.   Leave a comment

gia

18881994_1522074034504340_4928268453633876912_n

19022034_1523200711058339_2133098041_n

Si è conclusa la cerimonia della premiazione del concorso haiku di Empiria. Sono soddisfatta perché su 15 finalisti e 80 partecipanti, sono giunta settima con pubblicazione nella loro antologia. 

“HAIKU IN ITALIA” PREMIO LETTERARIO NAZIONALE DI HAIKU – ED. 2017

giorno di nebbia –
mia madre non ricorda
il blu delle onde

sbocciano fiori –
in un quadro di Van Gogh
i girasoli

vento di mare –
il profumo d’infanzia
così lontano

zucchero a velo –
sulla torta di mele
cade la neve

un origami –
una gru senza le ali
non spicca il volo

spezie mature –
i colori d’estate
in pieno inverno

gocce di pioggia
le stelle si spengono
ad una ad una

in fila indiana
sul tronco di betulla
formiche rosse

parchetto giochi
un mucchietto di foglie
sull’altalena

*

Eufemia Griffo

Pubblicato 8 giugno 2017 da Eufemia Griffo in concorsi, Empiria, haiku, premi, Premiazioni, Senza categoria