Archivio per la categoria ‘renga

Di mille memorie   3 comments

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Così ti ho visto
mentre ti sussurravo
il mio ultimo addio

nel silenzio ovattato
vestito di tristezza

Nel freddo vento
che spirava dall’ovest
mi sono avvolta

delle mille memorie
ricoperte di gelo

Quando ogni storia
narrata da cantori
parlerà di noi

sotto il manto di stelle
allora mi siederò

*

Eufemia Griffo

Pubblicato 16 gennaio 2015 da Eufemia Griffo in Poesia in metrica, renga

Nemesis – A Morgana di Camelot   3 comments

 

filtrano raggi
nell’antico maniero
cinto da mura

immense come torri
dai merli adunchi e grigi

storie di spade
di regine e antichi re
anime fiere

e mai sazie di sangue
e nobili promesse

dagli occhi fieri
bruciano roghi e fiamme
lampi di dardi

arroventate lingue
d’invincibili draghi

siede la strega
sul trono dei Pendragon
la stirpe d’Artù

nel silenzio del giorno
s’ode il suono del lago

tra onde sinuose
si sfiorano ricordi
magie sepolte

solo echi di rimpianti
tra le nebbie di Avalon

 

Renga di Eufemia

In una delle tante interpretazioni e letture del mito arturiano, Morgana la sorella di Artù, vuole prendere il potere e diventare regina. In questa poesia Morgana è descritta alla fine dei suoi giorni, solitaria sul trono
dei Pendragon (la stirpe di Re Artù) e ricorda il tempo passato, nell’antico maniero, lei donna e strega potente, con il desiderio mai sopito di diventare regina al posto del fratellastro Artù.
Nella poesia Morgana viene caratterizzata con le sue debolezze e i suoi difetti, ma al centro di tutto appare la sua forza mai sopita, che rivive nell’eco delle onde del Lago nel Regno di Avalon.

Pubblicato 13 ottobre 2014 da Eufemia Griffo in renga, tanka

La danza di Cordelia   1 comment

Danza Cordelia
prima che sorga aurora
dal bianco velo

trasparente come acqua
e cieli senza nubi

Nera la notte
imperfetta vestale
di desideri

celati nelle crepe
di cocci di porcellana

Stridulo il grido
del rapace notturno
dagli occhi grigi;

danzi tu, senza note
nel tuo regno disperso

Un ultimo raggio
d’uno spicchio di luna
getta ombre nere

è un gioco di bagliori
sul tuo volto di rosa

Eufemia
****

Or son molti e molti anni
che in un regno in riva al mare
viveva una fanciulla che col nome
chiamerete di ANNABEL LEE:
e viveva questa fanciulla con non altro pensiero
che d’amarmi e d’essere amata da me.


I versi finali sono di Edgar Allan Poe e sono dedicati ad Annabell Lee, mentre invece nella mia poesia, che liberamente si ispira ad Annebell, la fanciulla si chiama Cordelia, come uno dei personaggi di Re Lear di William Shakespeare

Pubblicato 12 maggio 2014 da Eufemia Griffo in renga

Narcyssa   2 comments

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nel mondo nero
era fuggito il sole,
spinto dall’odio

tele senza più anima
di distratti pittori

Narcyssa sognava
intrecci di ghirlande,
candidi fiori

un cielo di nuvole
e drappi di blu cielo

finché l’aurora
illuminò d’argento
il nuovo giorno –

edera d’acquerello
impreziosita d’acqua

*

Eufemia

Pubblicato 20 aprile 2014 da Eufemia Griffo in Poesia in metrica, renga

Nella gabbia dell’ombra   1 comment

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Tocca la mano
le labbra senza linfa
senza più sangue

t’amai ad ogni sospiro
nella gabbia dell’ombra

Illuso amore!
nel freddo marmo muore
l’ultimo sogno

di vita già strappata
all’iridescente alba

Sublima l’arte
l’eterno oltre l’eterno:
– nulla mai muore

giaccio sulla tua pelle
come dea mai sconfitta

*

Renga di Eufemia 

All’Arte che sublima la Vita oltre la Morte

Pubblicato 14 febbraio 2014 da Eufemia Griffo in renga

Parle-moi de toi   1 comment

luna-po

 Parlami di te
alla flebile luce
d’una lanterna

mentre il volto indugia
su ombre di marciapiedi

Parlami di te
di quando esistevamo
noi due soltanto

tra sogni di parole
stracciati dall’ignoto

Parlami ancora
nel risveglio del giorno
pigro e distante

nel viaggio del ritorno
bivi, strade, sentieri…

Parlami di te
parlami dolcemente
voce, solo tua

ascolto nel silenzio
la notte, ancora mia

✽̶̛̗’

Eufemia

Pubblicato 18 settembre 2013 da Eufemia Griffo in renga

Through the seasons (attraversando le stagioni)   1 comment

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come corolla
nell’attesa di pioggia
petali chiusi –

non appassisce il fiore
nel tramonto rubino

come le rose
dai pallidi riflessi
così lo sguardo –

attende primavere
e invisibili aurore

un nuovo autunno
cancella le nuvole
che san d’Estate

di sbiadite memorie
dai contorni di di seppia
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Eufemia

“Rivolgi il viso verso il sole e le ombre cadranno alle tue spalle”

(vecchio proverbio maori)

Immagini di Victoria Francés tratte da “Favole”

Pubblicato 13 settembre 2013 da Eufemia Griffo in renga