Fiori di Sakura, un mio racconto pubblicato sul numero 12 della rivista Writers (liberamente ispirato al film di Kurosawa “Rapsodia in agosto”).

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Keiko fissava i fiori di sakura* posti sulla tomba di mia nonna.
Ogni anno, il 6 di agosto molte persone che l’avevano conosciuta, venivano a lasciare preghiere e fiori di ciliegio.
Ci eravamo viste anni prima a casa di mia madre durante le celebrazioni del rito funebre e ora, a distanza di sei anni, mi trovavo davanti a lei come se il tempo non avesse mai cessato di scorrere.
Da piccole eravamo amiche inseparabili fin quando Keiko si era trasferita ad Osaka per studiare legge.
Mentre la guardavo mi venivano in mente giornate di primavera, noi due a caccia di farfalle per ammirarne i colori variopinti; eravamo formidabili nell’appostarci in mezzo ai fiori di ciliegio, senza muoverci e stare minuti interi a nutrirci di quelle immagini meravigliose.
Di sera, sedute sullo zabuton, ascoltavamo la voce di mia nonna che sussurrava storie di anni prima, racconti di guerra e di dolore. La nonna guardava il cielo quasi come volesse scorgerci ancora qualcosa che non era mai andato via, «i ricordi del fuoco», li chiamava lei. Ci raccontava di una mattina d’agosto, una come tante, quando il sole si chiamava sole e i raggi avevano l’oro dei girasoli. Il cielo era diventato di uno strano colore, spaventoso, indescrivibile, orrendo. Poi la nonna si fermava e con la mano destra si copriva gli occhi e ritornava ai suoi pensieri.
A pranzo, una zuppa di riso e un bicchiere di tè erano il nostro pasto; mangiavamo in fretta e contavamo i sorsi di saké che la nonna beveva, frettolose di terminare il pasto e immergerci in nuovi giochi.
Quelle eravamo noi quando le ore erano scandite solo dai pensieri dei bambini.

Ora, davanti a me, vedevo quella bambina nel volto di una sconosciuta, di cui sapevo solo il nome e di cui ammiravo i costosi abiti che ne fasciavano il corpo.
Per un attimo avevo pensato di tendere le mani e di stringere le sue, ma non ne avevo più il coraggio.
Keiko mi guardò e mi fece un inchino, poi si fletté sulle ginocchia e raccolse un fiore di sakura porgendomelo tra le mani e sorrise. 
Gli occhi fissarono i miei e per un istante ebbi la presunzione di credere che stessero ripercorrendo le mie stesse immagini. Una farfalla si appoggiò sui fiori e attirò il nostro sguardo: immerse nello stesso ricordo di anni addietro, quando eravamo le bambine che vedo nei miei ricordi, sorridemmo entrambe.
Poi la vidi congiungere le mani e guardare la foto di mia nonna, di profilo, in silenzio. 
Questa è l’ultima immagine che conservo di lei.

* I sakura blossom sono i fiori di ciliegio
*

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Pubblicato 23 maggio 2018 da Eufemia Griffo in racconti, Senza categoria, Writers

Morgana, ciclo di liriche mie, dedicate alla figura di Morgana, secondo il ciclo arturiano di Chrétien de Troyes.

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Nel solstizio d’inverno
la luna algida e solitaria
è fredda lama di ghiaccio;
scintilla la notte tiranna
di avidi pensieri e vendette

Nel cuore audace e fiero
l’amore è sogno senza sogni,
triste fardello celato;
angelo stregato dal male
sconfitto dal sacro destino

Orde di ragni neri
tessono tele di tenebre
prigioni d’incubi e illusioni;
lo specchio si frantuma e cela
il regno di cenere e fiamme

Come una funambola
sul vuoto dolore del mondo
Morgana canta in silenzio;
addio alla terra delle nebbie,
tutto si perde nella bruma

*

Eufemia Griffo

(nell’immagine della fanart Katie McGrath)

Pubblicato 22 maggio 2018 da Eufemia Griffo in Morgana, Poesia, Senza categoria

“Delle rose e di altri inverni” di Eufemia Griffo – Persuasione, un romanzo di Jane Austen sul blog “Occhi di Argo”

“Delle rose e di altri inverni” di Eufemia Griffo

Persuasione

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Persuasione (Persuasion, 1818) è un romanzo della scrittrice inglese Jane Austen, pubblicato postumo dal fratello e composto tra il 1815 e il 1816. La scrittrice inizierà a lavorare a questo romanzo immediatamente dopo aver finito Emma. È l’ultima opera completa scritta poco prima dell’aggravarsi della malattia che la porterà alla morte nel luglio del 1817.

Il titolo del romanzo, che non fu scelto dalla Austen poiché morì prima che fosse pubblicato, si riferisce alla persuasione che ha subito Anne Elliot nel rifiutare il Capitano Wentworth e a quella che gli altri personaggi del romanzo subiscono o rifiutano di subire. Molti critici ritengono che il titolo del libro sarebbe stato The Elliotts.

Anne Elliot è la secondogenita di Sir Walter Elliot. La madre di Anne è morta da tempo e la sorella maggiore, Elizabeth, ha preso il posto della madre nel curare i rapporti con il vicinato, ma ha un carattere molto simile a quello del padre. La sorella minore Mary, ha sposato Charles Musgrove, figlio di un rispettato squire. Nessuno della sua famiglia prova compassione per Anne che sembra destinata a rimanere zitella poiché avendo già 27 anni non si è ancora sposata. Otto anni prima Anne era stata persuasa da Lady Russell, la migliore amica di sua madre, a rompere il fidanzamento con il Capitano Frederick Wentworth che lei amava profondamente. 

Lady Russell aveva ritenuto che la scelta di Anne era poco saggia perché sposare un povero ufficiale di marina, senza un’importante famiglia alle spalle, non dava grandi prospettive per il futuro. Ma Anne e il Capitano Wentworth si rincontrano. Grazie alle guerre contro Napoleone, Frederick ha avuto una promozione e ha ricevuto un premio di 25.000 sterline. Tutti i Musgrove, compresi Mary, Charles e le sue due sorelle Louisa e Henrietta, sono felici di avere i Croft e Frederick a ravvivare il vicinato. Entrambe le sorelle sono attratte da Frederick, nonostante Henrietta sia già fidanzata con il pastore Charles Hayter che tuttavia non è adatto ad Henrietta perché proviene da una famiglia socialmente inferiore ai Musgrove. Intanto, sia Charles e Mary sia i Croft, scommettono su quale delle due sorelle sceglierà Frederick. Un giorno il Capitano Harville, amico di Frederick, che abita a Lyme vuole organizzare un’escursione. Durante il soggiorno a Lyme, Louisa cade e batte il capo a terra. Tutte le persone che le sono vicine sembrano darla per morta ma Anne interviene prestandole i primi soccorsi e fa chiamare un medico. L’atteggiamento di Anne nei confronti di Louisa, scatena l’ammirazione di Frederick. Louisa si riprende molto lentamente al punto che la sua situazione la fa avvicinare al Capitano Benwick, un amico di Frederick. Successivamente si fidanzeranno e poi si sposeranno. 

Nel frattempo Sir Walter, Elizabeth e Mrs. Clay, figlia vedova dell’amministratore di Sir Walter, si trasferiscono a Bath. Essi sperano di vivere in maniera tale da poter risparmiare e riportare stabili le condizioni economiche degli Elliot. Qui incontrano il cugino ed erede di Sir Walter, William Elliot, che cerca di riprendere i rapporti con la famiglia del baronetto che si erano bruscamente interrotti anni prima. Elizabeth spera che questo riavvicinamento sia dovuto al fatto che voglia sposarla, mentre Lady Russell suppone che William sia interessato ad Anne. William Elliot pare essere un perfetto gentiluomo ma Anne non si fida completamente di lui e delle sue intenzioni. Infatti lo ritiene poco chiaro nei suoi comportamenti. Tali dubbi vengono chiariti quando Anne scopre che a Bath vive una sua vecchia compagna di collegio, Mrs. Smith, malata e caduta in miseria. Anne va a farle visita e scopre che i coniugi Smith sono stati amici molto intimi di William e della sua defunta moglie. Mrs Smith li aveva incoraggiati nel loro stile di vita dispendioso, ma una volta che erano caduti in disgrazia, li aveva abbandonati al loro destino. Inoltre Mrs. Smith rivela che probabilmente il riavvicinamento di William al padre sia avvenuto solo per salvaguardare i propri interessi, in quanto teme un matrimonio fra Sir Walter e Mrs. Clay. Tutto ciò porta Anne a capire i pericoli della persuasione. Infatti Lady Russell la spinge ad accettare il corteggiamento di William. I Musgrove giungono a Bath per comprare il corredo per le figlie Louisa ed Henrietta che si sposano entrambe ( Henrietta ha deciso di sposare Hayter). Anne e Frederick si riavvicinano e chiariscono i loro sentimenti. Finalmente decidono di fidanzarsi e questa volta la famiglia di Anne non ha obiezioni, considerata la fortuna economica di Frederick. Lady Russell ammette di essersi sbagliata sul conto di Frederick e lei ed Anne rimangono amiche.

Una storia d’amore deliziosa.

«Spero di rendere giustizia a tutto ciò che lei prova e che provano quelli come lei. Dio non voglia che io sottovaluti i sentimenti d’amore e fedeltà dei miei simili. Meriterei totale disprezzo se osassi affermare che solo le donne son capaci di provare vero affetto e di essere costanti. No, io credo che siate capaci di tutto ciò che è importante e onesto nella vita matrimoniale. Credo che possiate essere all’altezza di ogni sforzo e di molta tolleranza nella vita domestica, finché – se mi è concessa l’espressione – finché avete uno scopo, almeno, cioè, finché  la donna che amate vive e vive per voi. Il privilegio che rivendico per il mio sesso ( non è certo invidiabile, non c’è bisogno che lo agognate) è che sappiamo amare di più, anche quando l’esistenza e la speranza sono finite.»

Queste sono alcune delle riflessioni che Anne Elliott, la dolce protagonista di questo racconto, rivolge quasi alla fine del libro al Capitano Harville, sincero amico dell’altro Capitano, da lei tanto amato, Frederick Wentworth. Sono parole mature, consapevoli e forti, parole di una donna che ha conquistato la capacità di esprimersi e di manifestare finalmente la propria volontà. Anne, all’età di diciannove anni, ha commesso l’errore di rompere il fidanzamento con il giovane ufficiale di marina di cui era innamorata perché socialmente inferiore. Questo ha causato la sua infelicità. Si è infatti lasciata persuadere dall’opposizione del padre Sir Walter e dell’amica di famiglia Lady Russell. L’uno, rappresentante di una cinica aristocrazia provinciale, crede solo ai vuoti valori dell’apparenza sociale e della bellezza, e per incompetenza e vanità spende gran parte del suo patrimonio fino ad essere costretto a dare in affitto la bella residenza di Kellynch Hall e a ritirarsi in un appartamento nella meno dispendiosa, ma certamente mondana Bath. L’altra, assunto un ruolo materno dopo la morte prematura della madre di Anne, possiede una grande abilità “persuasiva” che ha trovato terreno fertile nella giovanissima Anne, incapace di affermare le proprie idee e lottare per i propri desideri. Ma a distanza di otto anni Anne è cambiata. L’esperienza della perdita e del dolore le hanno fatto conquistare consapevolezza di sé e recuperare desiderio, volontà e capacità di espressione. È decisa a dare importanza ai suoi sentimenti, ignorando pregiudizi paterni e apparenze sociali.

«Era stata costretta ad essere prudente da giovinetta, ma crescendo aveva imparato ad essere romantica: naturale conseguenza di un inizio innaturale.»

Anne ha la sua seconda occasione di essere felice. La sua trasformazione ed evoluzione interne sono persino accompagnate da una rinascita fisica. La ragazza, all’inizio “pallida e magra”, la cui giovanile bellezza era presto svanita, comincia a riacquistare le attrattive di un tempo suscitando l’interesse e l’ammirazione di chi la circonda. Sono il fascino e l’intelligenza di una donna del 1800 svincolati ormai da una condizione di subordinazione senza però mai perdere quell’ideale di decoro e compostezza così caro alla Austen.

Persuasione  è  il romanzo più romantico ma anche più malinconico dell’autrice inglese, una lettura piacevole e scorrevole. Ha uno stile immenso e impareggiabile, possiede l’incredibile capacità di catapultare il lettore  in quel periodo, di fargli vivere la storia che viene raccontata come se fossi là, spiando di nascosto ciò che accade. La Austen delinea con pochi tratti (spesso taglienti e ironici) i personaggi, raccontandoli con i loro pregi e difetti. Persuasione è il racconto di un grande amore che non si affievolisce né con il passare del tempo, né con il cambiamento degli stati interiori.

Appassionante e intenso, dolce e delicato, il libro descrive una speranza che non muore, un amore che resiste al tempo, alle situazioni, alle tentazioni, ai fraintendimenti e ai disaccordi.

Eufemia Griffo

eufemia_g@live.it

Clicca qui per leggere l’articolo “JANE AUSTEN e quella sottile seducente ironia”

L’articolo originale si può leggere qua 

Hedgerow #123 edited by Caroline Skanne, is here!

Hedgerow #123 is here! Always a great pleasure to read this beautiful journal edited by Caroline Skanne. Delighted to have one of my poems included.

 

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Tre haiga dedicati a Lady Oscar, sulle fotografie della cosplayer italiana Rosi Dotti.

Nelle immagini, la cosplayer italiana Rosi Dotti, che ringrazio infinitamente per questi meravigliosi scatti su cui ho composto mesi fa, degli haiku dedicati a Oscar François de Jarjayes, conosciuta come Lady Oscar.

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Fotografia di Matteo Tedeschi

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Fotografia di Gianluca Bia 

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Pubblicato 18 maggio 2018 da Eufemia Griffo in Haiga, Lady Oscar, Senza categoria

Haiku Windows edited by kjmunro. This week them’s: window seat.

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window seat
a child smiles at me
from the sidewalk


Eufemia Griffo

https://www.thehaikufoundation.org/2018/05/16/haiku-windows-window-seat/

 

Fotografie – Writers 13, 2017

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Passi di notte, nell’antica città che dorme. Luci sull’acqua, immota e silenziosa, sembrano specchi che rubano l’anima ai ricordi. Un flash ne immortala l’istante.
E poi ancora passi. Un uomo e una donna, mano nella mano, innamorati di un istante che sembra loro eterno. La vita che inizia ora, e fuori chiusi a chiave, gli scheletri degli anni che se ne sono andati via, portando con loro mestizia e dolore.
Ascoltano i rumori lievi delle onde del mare,che una dopo l’altra vengono cullate dal vento di ottobre.
Una cattedrale nascosta dietro al vicolo si innalza possente rivelando un passato antico e la maestosità delle guglie, su cui la luna sembra riflettere i pochi raggi lucenti, velati dalle nuvole in cielo.
Quanto tempo è passato da quel giorno?
Mille anni.
Mille anni riemergono come fantasmi al suono di una musica di pianoforte in un giorno caldo d’estate.

**

La donna si alzò ad afferrare un album di fotografie e rivide quel giorno, fisso nella memoria, come i fiori nei campi d’estate e le nuvole bianche nel cielo prima della tempesta.
Si scoprì a sorridere, mentre ricordava se stessa sulla vecchia collina dove si vedeva il mare di Honfleur e il porto, con le barche ormeggiate; e poi le querce di quel bosco immenso e lei, seduta sull’erba a soffiare tra le mani le foglie d’autunno.
Erano immagini di un passato remoto? Era mai esistito quel tempo?

Se ne sono mai andati i ricordi?

Sfogliò l’album e ritrovò la foto di cui maggiormente serbava il ricordo; uno scatto a dire il vero tutt’altro che perfetto, ma nel fiume degli anni quell’immagine, più di tutte, era destinata a ricondurla indietro nel tempo.

Si possono raggomitolare gli anni?

La cattedrale di Honfleur, con le sue guglie aguzze che parevano trafiggere la luna e squarciare, come una lama di coltello, il velo nero della notte. Quella visione le aveva trasmesso una strana sensazione di inquietudine, a tratti indefinibile, che lei aveva interpretato come quel sentirsi fragili innanzi al mistero del tempo che scorre e alla grandezza degli uomini che secoli prima erano stati capaci di innalzare fino al cielo, un monumento magnifico come quello.

Il passato e il presente sembravano accavallarsi e non esistevano più confini tra ciò che era stata e quello che lo spazio della memoria ancora sembrava concederle.
Tuttavia il tempo l’aveva cambiata e infinite notti si erano susseguite a mille giorni solo apparentemente tutti uguali. I ricordi di quegli anni erano diventati uno scrigno prezioso da conservare e ogni pezzo in esso riposto aveva un immenso valore. Ogni minuscolo cristallo di memoria l’avevano condotta a ciò che era oggi.
Quanto tempo era passato da quel giorno?
Era forse ieri?
Christine chiuse il suo album di ricordi e rivedendo se stessa un’ultima volta, così come era allora, decise che era tempo di andare avanti e di crescere ancora un poco, ma senza dimenticare il passato, che come un fiume, ancora lambiva il suo sangue, il suo respiro, tutta la sua vita.

***

Eufemia Griffo, Writers 13 2017

Nella foto una scorcio di Honfleur di notte – Foto tratta dal web

Pubblicato 17 maggio 2018 da Eufemia Griffo in racconti, Writers

Butterfly Dream: Misty Morning Haiku by Eufemia Griffo

Absolutely honoured to appear for the first time in Butterfly Dream edited by Chen-ou Liu, with one poem of mine translated into chinese and commented by the editor.

Butterfly Dream: Misty Morning Haiku by Eufemia Griffo
English Original

misty morning
mother doesn’t remember
the colour of the sea

Inner Voices, March 2017

Eufemia Griffo

Chinese Translation (Traditional)

霧濛濛的早晨
媽媽已經不記得
大海的顏色

Chinese Translation (Simplified)

雾蒙蒙的早晨
妈妈已经不记得
大海的颜色

Bio Sketch

Eufemia Griffo is from Settimo Milanese (Milano) Italy. She is a writer and poet who has published books of poetry and fiction, including Dracula’s inheritance (The Legacy of Dracula), which she co-authored with Davide Benincasa and The river is still flowing (a collection of tales). She has won many awards for her writing and has published haiku in the best international magazines. Her blog is Eufemia.

Chen-ou Liu, 劉鎮歐May 14, 2018 at 8:42 AM
The visually and emotionally resonant juxtaposition makes this haiku effective and relatable, and on second reading, Ls 1&3 successfully carry symbolic significance.

 

 

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http://neverendingstoryhaikutanka.blogspot.it/2018/05/butterfly-dream-misty-morning-haiku-by.html?m=1

My haiku Pond

I’m really honored to appear once again in My Haiku Pond.
Thank you so much to editors Michael Smeer andJim Krotzman

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https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1713660858720429&id=922982794454910

La danza del Sole e della Luna, un mio racconto

 

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« Verrò presto» , disse il Sole inciampando nelle stelle sospese nel cielo d’ estate.
« Verrò presto» ripeté, attraversando le nuvole sospinte dal vento, nel silenzio irreale in un giorno d’ autunno. Il tempo scorreva e le foglie, nello sguardo del Sole, sbiadirono nel gelo dei cristalli in inverno. « Verrò presto», ripeté nuovamente, mentre i raggi sfioravano la neve sotto il cui manto le prime gemme annunciavano la primavera. Dopo un lungo viaggio, il Sole giunse infine tra le braccia della Luna, che lo attendeva nel tempo eterno delle stagioni che scorrevano veloci, vestita di cielo e del blu della notte. A ogni primavera e soltanto per una notte, Sole e Luna intrecciavano i loro raggi luminosi e iniziavano a danzare in un eterno abbraccio, fatto di stelle, nubi, foglie d’autunno, cristalli di neve e gemme in fiore, in un tempo infinito, impetuoso come un fiume che scorre ma armonico, come un’antica melodia la cui ultima nota ancora non è stata scritta. Quando la danza terminava, essi tornavano nelle loro dimore, separati dalle tenebre e da scie luminose, in attesa che ancora una volta e per una volta soltanto, potessero nuovamente ricongiungersi per risplendere insieme come in una notte d’estate.

 

beyond dreaming cliffs *
sun and moon dance 
in the open sea

(Haiku di Andy McLellan)

Eufemia Griffo

sognando oltre le scogliere
il sole e la luna danzano
nel mare aperto

(translation into italian by Eufemia Griffo)

Pubblicato 16 maggio 2018 da Eufemia Griffo in racconti, Senza categoria, Writers

Itaca – Writers, 9 2016

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Viaggiare che passione! Quante volte abbiamo letto o sentito questa frase? Non importa a quale latitudine del mondo e in quale lingua essa si pronunci, ma quel che ci accomuna è l’amore per il viaggio, quel voler scoprire oltre, quel volere andare al di là del posto in cui abitiamo e in cui siamo abituati a vivere la nostra vita. Sognare ad occhi aperti immaginandoci novelli Marco Polo alla ricerca di posti straordinari che abbiamo percorso mille volte con la fantasia, o volando come Peter Pan alla ricerca dell’Isola che non c’è.

Viaggiamo con la fantasia, in sella sulla bicicletta, camminando su sentieri sconnessi o strade lastricate tutte in discesa. A volte facciamo i viaggi nella memoria con un sacco di fermate dove raccogliamo speranze dimenticate o semplici fiori di piccole emozioni; qualche volta invece ci capita di fare un viaggio nel futuro, trovandoci tra un mare di stelle dove diventa difficile scorgere la direzione da prendere. E così ci spaventiamo di quel cielo così confuso e ridiscendiamo a terra impauriti in questo presente che nel bene o nel male ci appartiene.
« Quando ti metterai in viaggio per Itaca – devi augurarti che la strada sia lunga – fertile in avventure e in esperienze..» dice nella celebre lirica “Itaca” il poeta greco Costantinos Kavafis. Egli aggiunge che non devi avere paura né trasportare i timori dentro l’anima, augurandoti che siano moltissimi i mattini d’estate. È Itaca che devi avere in mente, la meta da raggiungere senza fretta ricordando gli aromi e i profumi incontrati nel viaggio perché senza Itaca non ti saresti mai messo in viaggio.

Infine quando vi arriverai, « se la troverai povera non per questo ti avrà deluso » , perché questo viaggio ti avrà regalato un bagaglio di esperienza che mai avresti avuto se non ci fosse stata l’isola che diede i natali a Ulisse.

Itaca non è che una metafora della vita e dell’esistenza, è il sogno che tutti dobbiamo avere ed è la meta verso la quale tutti dobbiamo ritornare, come Ulisse, che dopo infiniti viaggi ritornò nella sua terra.

Non importa il viaggio o la meta, ma come li affronti, come li vivi, con quale stato d’animo respiri ogni singolo giorno che ti accompagna. È vivere la vita ogni attimo e ogni secondo e questo infine è il vero senso dell’esistenza, ovvero non avere vissuto invano.

Eufemia Griffo, Writers 9 2016

Pubblicato 15 maggio 2018 da Eufemia Griffo in racconti, Senza categoria, Writers

Shamisen

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La pallida luna offusca i ricordi
eppure le mani cercano ancora
antiche melodie nel vento
di una sera d’inverno

Resta impigliato nelle corde
un ricordo di ore lontane,
note stonate ancora da comporre
distratte dalle urla del vento

Il guerriero ricorda i giorni
le spalle al sole tra fiori di ciliegio,
a terra il rosso di un tramonto
e ombre nere mescolate a petali cremisi

*

Eufemia Griffo – Writers, 8 2016

Pubblicato 15 maggio 2018 da Eufemia Griffo in Poesia, Senza categoria

Una poesia di Davide Benincasa

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A risvegliarmi
il tocco della poesia
raggiunge il cuore,

ma ormai è giunto l’inverno
e voglio riposare.

Nuoto nel nulla,
ho paura di incrociare
il tuo sorriso;

l’odore delle rose
si è disperso nel sogno.

La Luna piange
dolci lacrime d’ambra
desiderando

soltanto il caldo abbraccio
dell’amore crudele.

Un pianoforte
a tessere melodie
nel buio notturno

suona antiche sinfonie
fra il canto delle stelle.

Sulla mia pelle
nei riflessi di luce
danzano le ombre

Questa notte gli spettri
sono più silenziosi.

Nell’infinito,
il ciclo della vita
va a rinnovarsi

tra i ricordi intagliati
di memorie ingessate.

Alla nuova alba
la luna dona un bacio
di sangue nero

dal sapore di ghiaccio.
Il giorno goccia morte.

Sulle tue labbra
il viola velenoso
mi attrae peccatore,

mi sfiora il tuo respiro
mi divora la mente.

Senza sostanza
la mia poesia sfiorisce,
in versi stanchi

tra il fioccare d’inverno,
e tra i viali ormai spogli.

*

Davide Benincasa

Pubblicato 11 maggio 2018 da Eufemia Griffo in Davide Benincasa, Poesia, Senza categoria

Haigaonline: Spring Grove Issue 19- 1 edited by Linda Papanicolaou.

Delighted to appear in Spring Grove Issue 19- 1 edited by Linda Papanicolaou.
I’ve one poem of mine in Traditional Haiga 🌷

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vintage car
the last house
of an old sakura
~
Eufemia Griffo

http://www.haigaonline.com/issue19-1/issue.html

Haiku Windows edited by kjmunro. This week them’s: hospital window.

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hospital window
a woman sings
a lullaby for her child

Eufemia Griffo


https://www.thehaikufoundation.org/2018/05/09/26438/

 

Mamba, Issue 5 Apr. 2018 edited by Adjei Agyei-Baah and Emmanuel Jessie Kalusian

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old djembé
a drum beats
together with my heart
~
Eufemia Griffo

*djembé -drum by percussion

Carribbean kukai, the results.

carrrr

VOTES:411*** SCORE:09

COMMENTS: 1. I won’t be surprised if this wins. Love the strong metaphor! 
2. A powerful image

http://wwwcaribbeankigokukai.blogspot.it/2018/04/123.html

Pubblicato 5 maggio 2018 da Eufemia Griffo in Kukai, Senza categoria

ephemerae, print edition, edited by Shrikaanth K. Murthy

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sakura blossoms
a woman counts the years
on her fingers
~
Eufemia Griffo

Earthrise Rolling Collaborative Haiku ( Year or the birds)

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knotted branches
the forgotten nest
of a heron
— Eufemia Griffo Under the Basho, Apr. 2018

bird song
she hums
her favourite tune
— Eufemia Griffo ( Otata, Apr. 2018)

https://www.thehaikufoundation.org/earthrise/earthrise2018.pdf

Pubblicato 4 maggio 2018 da Eufemia Griffo in Earthrise Rolling Collaborative Haiku

Wales Haiku Journal edited by Paul Chambers: three poems of mine

Three poems of mine featured in Wales Haiku Journal edited by Paul Chambers.
Thank you so much Paul and congrats to all poets included in this amazing journal.

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raindrops
the thousand forms
of a mandala

pale sun
a last farewell
in her hospital room

birch tree
the evening sunlight
from leaf to leaf 
~
Eufemia Griffo

https://www.waleshaikujournal.com/spring2018